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KLIMT, SCHIELE E PICASSO, I PROIBITI. Una mostra ad alto contenuto erotico

Una targa avvisa i visitatori che alcuni disegni in mostra sono «ad alto contenuto erotico» e, se vogliamo credere alla non neutralità delle informazioni, non è chiaro se possa trattarsi di una dissuasione o di una sollecitazione.

Egon Schiele. Reclining Woman with Green Stockings (1917). Photo: egon-schiele.com.

Con la mostra Obsession: Nudes by Klimt, Schiele, and Picasso from the Scofield Thayer Collection, inaugurata martedì 3 luglio, il Met Breuer ha proposto una selezione di oltre quaranta lavori dei due artisti, ai quali sono accostate quattordici Donne senza veli di Pablo Picasso, opere  che stanno a confermare come il tema della mostra sia il corpo femminile, ritratto in modo asciutto, provocante ed estremamente sensuale.

La curatrice Sabine Rewald ha così presentato, per la prima volta insieme, acquerelli, disegni e stampe di Gustav Klimt e Egon Schiele appartenenti al famoso imprenditore e collezionista Scofield Thayer che nel 1982 donò la sua collezione al Metropolitan.

Gustav Klimt, Adam and Eve (unfinished) 1917 – 18

Il 28 giugno ha aperto al pubblico della Neue Galerie, la mostra Gustav Klimt and Egon Schiele: 1918 Centenary, nella quale cento opere per 100 anni sono state selezionate dalla curatrice Janis Staggs  che ha riconosciuto come ancor oggi le opere di questi artisti siano considerate trasgressive:

Può apparire  anacronistico il cartello  posto all’ingresso del Met Breuer che avverte i visitatori che alcuni disegni «sono ad alto contenuto erotico», tuttavia possiamo ricordare anche un altro episodio precedente, in cui l’ufficio del turismo di Vienna ha dovuto censurare con la scritta «Sorry. Ha cento anni ma è ancora troppo audace» alcuni manifesti pubblicitari con i nudi di Schiele.

Il commento a queste misure di buona creanza lo troviamo cercando nelle stesse parole dell’artista austriaco Schiele:

“Nessuna opera d’arte erotica è una porcheria, quand’è artisticamente rilevante, diventa una porcheria solo tramite l’osservatore, se costui è un porco.”

Pablo Picasso “La Doeceur” (1903). Courtesy of the Metropolitan Museum of Art.

Schiele e Klimt sono artisti di due generazioni diverse, che però ebbero la fortuna di incontrarsi nel 1907 a Vienna, al Cafè Museum. Klimt, un artista ormai di fama, e Schiele, un diciassettenne talentuoso che, nonostante ben ventotto anni di differenza, ritrovarono una comune visione dell’arte ed un amore comune per la figura umana. Lo stile, oltre ogni limite di pudore di Egon Schiele,  fu spesso scambiato per pornografia tanto che l’artista venne accusato e processato per questo reato ma, in verità, il legame che univa quest’uomo alle sue modelle era autentico e con la sua sensibilità egli è riuscito a proiettare negli sguardi e nelle pose di quelle giovani donne, l’inquietudine di un’epoca. Nonostante da sempre gli artisti ritenuti più provocanti siano Schiele e Klimt, l’opera che si è rivelata più audace nella mostra newyorchese è firmata da Pablo Picasso ed è intitolata La Douceur. Si tratta di una tela che mostra una scena erotica esplicita tra una donna e un giovinetto. L’opera era stata acquistata da Thayer nel 1923, ma fu nascosta per molti anni nei magazzini del museo di Worcester e rinnegata dallo stesso Picasso, che la giustificò come “uno scherzo tra amici“.

Obsession: Nudes by Klimt, Schiele, and Picasso from the Scofield Thayer Collection
A cura di Sabine Rewald
The Met Breuer, New York
Dal 3 luglio al 7 ottobre 2018

Gustav Klimt and Egon Schiele: 1918 Centenary
A cura di Janis Staggs
Neue Galerie, New York
Dal 28 giugno al 3 settembre 2018

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