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Per celebrare i 100 anni di Nelson Mandela la piattaforma WeTransfer presenta i suoi disegni

Dall’accordo tra WeTransfer, la più nota azienda di condivisione di file del mondo, e House of Mandela, una società fondata dalla figlia e dalla nipote del leader politico, nasce una mostra virtuale per celebrare i 100 anni dalla nascita dell’uomo simbolo della lotta contro la segregazione razziale…

Nelson Mandela

Rivoluzionario, leader politico, simbolo della lotta contro la segregazione razziale in Sudafrica, premio Nobel per la pace nel 1993, filantropo e, come si è scoperto alla sua morte, anche artista. Tracciare un ritratto di Nelson Mandela (Mvezo, 1918 – Johannesburg, 2013), uno dei personaggi più significativi del secolo scorso, è impresa complessa. L’unicità della sua figura e la sua eredità sono state fonte di ispirazione e di studio per centinaia di scrittori, storici, artisti. La storia dell’uomo che ha sconfitto l’apartheid si intreccia profondamente a quella del suo paese, il Sudafrica, diventando nodo indissolubile. Una simbiosi evidente anche nella sua arte. All’inizio del millennio, Nelson Mandela, ritiratosi dalla vita politica, si dedicò al disegno. Oggi, in occasione del centenario della sua morte, House of Mandela, una società fondata dalla figlia e dalla nipote del leader politico, ha scelto di affiancarsi a WeTransfer, la più nota azienda di condivisione di file del mondo, per rivelare una serie di disegni mai visti prima di Mandela.

LE OPERE IN MOSTRA

A partire dal 18 luglio, in onore del centenario della nascita del leader, WePresent, piattaforma dedicata all’arte e alla creatività di WeTransfer, espone una serie di disegni inediti realizzati da Mandela dopo essersi ritirato dalla vita politica nel 1999. Le sue opere traggono ispirazione dalla sua storia personale e rappresentano la modalità scelta dal rivoluzionario per raccontare la sua vita, ma anche per trasmettere quei valori di libertà, uguaglianza e giustizia che ne hanno guidato l’esistenza. “Questi disegni non sono tanto sulla mia vita quanto sul mio paese“, ha detto Mandela nell’unica occasione in cui ha parlato pubblicamente delle sue opere. Mandela ha utilizzato il carboncino e i pastelli, ispirandosi ai ricordi di Qunu, il villaggio in cui è nato e cresciuto, e di Robben Island, dove è stato imprigionato per 18 anni. L’uso della matita nera diventa cifra stilistica di un uomo che da artista ha scelto di trasmettere un messaggio di amore al posto della brutalità e dell’oppressione subite. Disegni semplici ma che raccontano una visione di umanità e di pace a tratti commovente. Copie digitali ad alta risoluzione dei disegni di Mandela sono in vendita a 10 dollari da House of Mandela. La mostra online include un’intervista con Makaziwe Mandela, figlia del defunto presidente, e una selezione di sfondi desktop ispirati ai suoi disegni.

FONTI DI ISPIRAZIONE

Molte delle opere presentate sulla piattaforma non sono state mai esposte al pubblico. Tra queste c’è la serie “Homeland“, creata tra il 2002 e il 2003, e resa pubblica per la prima volta. Questi disegni sono stati ispirati dai ricordi d’infanzia e dalla pace e dalla tranquillità di Qunu, il villaggio natale nel quale Mandela ha scelto di ritirarsi per trascorrere la sua vecchiaia. Una sorta di casa spirituale, oggi diventato luogo sacro, come è avvenuto in Sudafrica per tutto quello che riguarda “Tata” (papà), come veniva affettuosamente chiamato Mandela dai suoi connazionali. Disegni semplici, come quelli della serie Struggles, che vedono ogni fase della vita di Mandela raccontata da una sequenza di gesti di mani evocative. Un pugno chiuso, che ricorda le sue attività rivoluzionarie; due pugni in manette, che rappresentano la sua lunga prigionia; le catene che si spezzano, per mostrare il suo rilascio; la mano di una persona che afferra un’altra, per l’unità; e la mano di un bambino nella sua, a simboleggiare un futuro migliore.”Ho scelto le mani perché possono ferire o guarire, punire o elevare” ha detto una volta Mandela a proposito del lavoro. Secondo House of Mandela “i primi lavori del leader sono stati ispirati da John Lennon”, di cui il leader era un grande estimatore, sia per l’immediatezza dei contenuti sia per l’utilizzo di un tratto semplice. Queste opere inedite danno una nuova visione di una delle figure chiave per definire il XX° secolo, della sua lotta dentro e fuori dal carcere, in cui ha vissuto per 27 anni prima di porre fine all’apartheid e diventare il primo presidente nero del Sudafrica.

By Mariacristina Ferraioli – Artribune.com

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