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Trump Baby, il gonfiabile della protesta contro il presidente USA è conteso dai musei di Londra

L’abbiamo visto volare sulla folla di manifestanti contro il presidente degli USA in visita ufficiale a Londra. Il grande pallone che rappresenta Donald Trump in ciripà ha fatto breccia nel cuore dei direttori dei principali musei londinesi, tutti interessati ad acquisirlo nelle loro collezioni…

Trump Baby

Ciripà, spilla da balia, smartphone a portata di tweet e sguardo minaccioso. Giorni fa ha sorvolato i cieli di Londra Trump Baby, il gonfiabile di grandi dimensioni (quasi 6 metri di altezza) con le fattezze di Donald Trump che ha accolto il presidente degli Stati Uniti d’America al suo arrivo nella capitale inglese. Sarebbero stati in 100mila, stando a quanto riferito dai promotori, i partecipanti alla manifestazione organizzata per protestare contro il viaggio di Trump nel Regno Unito, tutti “guidati” da quello che ha incarnato il senso di disappunto per la presenza del controverso leader americano in città: un pupazzo, un pallone gonfiabile – o “gonfiato”, attenendosi al messaggio che gli ideatori dell’iniziativa hanno voluto veicolare attraverso il Trump Baby– che ha riscontrato un grande successo di pubblico e di critica. Ebbene sì: mentre il presidente degli USA era alle prese con il cerimoniale di corte con Queen Elizabeth e con l’“hard” o “soft” Brexit con Theresa May, l’oggetto volante di colore arancione intanto iniziava a stuzzicare le fantasie di non pochi direttori di prestigiosi musei londinesi che, tenetevi pronti, vorrebbero esporre o addirittura acquisire il Trump Baby.

DA GONFIABILE PER PROTESTA…

Tra i promotori della manifestazione anti Trump, Leo Murrayè l’attivista che ha ottenuto l’autorizzazione dal sindaco di Londra Sadiq Khan per far volare nei cieli della città il grande gonfiabile con le fattezze del presidente americano. Ma non è stato immediato e soprattutto semplice ottenere l’autorizzazione: “abbiamo fatto partire una petizione per chiedere al sindaco di far volare Trump Baby”, ha dichiarato Murray a Metro“e il grande pubblico britannico non ci ha deluso. In meno di tre settimane la petizione è stata firmata da oltre 10.000 persone, mentre il nostro crowdfunding per coprire i costi della protesta ha raggiunto il suo obiettivo iniziale in 48 ore, con i soldi che arrivavano da ogni angolo della Gran Bretagna e oltre”. Sul messaggio veicolato attraverso Trump Baby, Murray ha poi aggiunto: “per arrivare a Trump devi scendere al suo livello e parlare con lui in una lingua che capisce: insulti personali”.

…A OPERA D’ARTE NEI MUSEI

Sarà stato per il successo riscosso presso il pubblico o forse per aver adeguatamente svolto le funzioni per le quali era stato creato, ma adesso Trump Babysi trova al centro di una singolare contesa. British Museum, Museum of London, London Design Museum, Science Museum e Bishopsgate Institute hanno infatto palesato il loro interesse nei confronti del pupazzo volante, per averlo come special guest starin esposizioni temporanee o addirittura per acquisirlo nelle loro collezioni. Il British Museum è in trattative per ottenere TrumpBabyin prestito per I object: Ian Hislop’s search for dissent, mostra satirica che vedrà tra i protagonisti anche Banksy e che inaugurerà il prossimo settembre. L’esposizione presenterà 100 oggetti di dissenso, sovversione e satira, che si fanno portavoce di oppressi, manifestanti e dimenticati che hanno deciso di esprimersi lasciando il loro segno su oggetti di vario tipo, anche di uso comune: parolacce sulle banconote, graffiti su mattoni babilonesi, burattini satirici, cappellini con parti anatomiche femminili usati durante le manifestazioni femministe. Il direttore del Museum of London Sharon Ament, invece, ha dichiarato di essere interessata all’acquisizione dell’opera, sostenendo che “sarebbe fantastico avere Trump Baby nella nostra collezione nazionale.Ma almeno per il momento i “Trump Baby Sitter”, ovvero coloro che hanno in cura il gonfiabile, sembrano non essere interessati alle offerte: “non abbiamo escluso l’eventualità che possa finire in un museo, ma la nostra priorità adesso è quella di assicurarci che Trump Baby sia il più possibile presente in un tour globale di trolling contro Trump e contro la politica di odio che lui rappresenta”, ha dichiarato Kevin Smith. Insomma, prima il dovere e poi la gloria…

By Desirée Maida – Artribune.com

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