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La scatola nera di Dario Agrimi invade Trani

Palazzo Beltrani, Trani – fino al 26 agosto 2018. Dieci anni di produzione artistica concentrati al piano nobile di Palazzo Beltrani. In una mostra irriverente che mescola i medium più diversi.

Dario Agrimi “Guerrafondali” 2018
Dario Agrimi “non dice chi è” 2016

Cosa accade se si apre la scatola nera? Come in un moderno vaso di Pandora, scoperchiando lo scrigno vengono fuori paure, insicurezze e preoccupazioni che da sempre accompagnano l’esistenza umana. Dario Agrimi (Atri, 1980) mette in campo il suo linguaggio ironico, a tratti blasfemo e iconoclasta, in cui riversa slogan, cliché, oggetti animati e immagini della cultura pop che si trasformano in spunti di riflessione per lo spettatore.
L’irriverente Agrimi si insedia in stanze, anfratti, angoli nascosti, cortili e servizi del palazzo tranese. Nessuno spazio è risparmiato all’allestimento, pensato per accogliere i vari mezzi con cui si esprime l’artista. Dalle videoinstallazioni alle polaroid in bianco e nero, animali vivi e in tassidermia, fino alle prove pittoriche, gli spazi raccolgono il meglio della produzione di Agrimi dell’ultimo decennio. Non mancano le sculture iperrealiste, a grandezza naturale e di forte impatto, che definiscono la parte più spettacolare e mediatica del percorso dell’artista e che saranno in mostra anche durante i dialoghi di Trani (dal 18 al 23 settembre a Palazzo Beltrani) in un’esposizione sul tema della paura.

Dario Agrimi “Dio” 2015

Il percorso è un dedalo di emozioni contrastanti, che accompagnano i visitatori nel complesso linguaggio dell’arte contemporanea, portandoli a riflettere sul delicato legame tra arte e religione, società contemporanea, amore e paura, sintetizzato in una parola: passione.

By Isabella Battista – Artribune.com

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