mostra

A Catanzaro è andato in scena L’Altrove Festival 2018 con una mostra al MARCA.

Si è svolta a Catanzaro la quinta edizione dell’Altrove Festival, dedicato quest’anno alla Street art e alla rigenerazione del contesto urbano. Con una mostra anche al Museo MARCA.

veduta della mostra Post Graffiti Stress Disorder 2018 Altrove Festival Marca di Catanzaro.

Il disturbo da stress post-traumatico, in psichiatria, è l’insieme di segni e di sintomi tipici che accompagnano la descrizione a un fattore accidentale estremo, ma si riferisce anche a una vasta gamma delle reazioni individuali che giocano un ruolo fondamentale nel comportamento. Al Museo MARCA di Catanzaro il termine “StressDisorder” è riletto e ricontestualizzato, dai curatori Edoardo Suraci e Vittorio Parisi, come “trauma” legato alla confusione e alla distorsione generato dall’accumulo visivo delle città contemporanee e al bombardamento dei social, nella mostra PGSD – Post-Graffiti Stress Disorder, evento principale della quinta edizione dell’Altrove Festival dedica alla Street art e alla rigenerazione del contesto urbano. Il festival è solo l’ultima delle tante iniziative che hanno riguardato quest’estate la Calabria, regione in forte boom cultural-creativo di cui ci siamo occupati tante volte. Da BoCs Art a Cosenza, diretti da Giacinto Di Pietrantonio, al primo museo sulla spiaggia a Montauro, fino alle residenze di Corigliano Calabro, la regione sta vivendo sul fronte del contemporaneo la sua stagione migliore.

108 Tecnica per contrastare l’ansia, 2018 270×670 cm, Altrove Festival Museo MARCA di Catanzaro

IL FESTIVAL

Nato nel 2014 su iniziativa di Edoardo Suraci e Vincenzo Costantino, il Festival, nelle sue prime quattro edizioni, ha “regalato” alla città di Catanzaro circa quaranta opere d’arte pubblica, generato nella popolazione un nuovo e attivo interesse verso eventi culturali e artistici legati alla street art. In particolare l’edizione 2017 ha visto il centro storico del capoluogo calabrese animarsi da diversi eventi performativi e da ben otto interventi d’arte urbana, che in occasione di questo Festival sono stati valorizzati insieme ad altri lavori realizzati nelle precedenti edizioni,attraverso una particolare illuminazione e visite guidate nella città. Nel percorso sono stati inseriti i lavori: Aria, (2017), installazione composta da 185 pannelli in vetro e settantatrè figure femminili in bianco e nero, dall’artista Gonzalo Borondo; Exit For All (2017) di 3ttman (Louis Lambert), che mescola le forme classiche di un tempio della Magna Grecia ai simboli contemporanei delle istruzioni di sicurezza presenti in aereo; la scultura d’ispirazione geologica Melencolia (2017), dell’artista romano Andreco; Sanguinis Effusione (2016) di Giorgio Bartocci, un lavoro dinamico e colorato nel cuore del centro storico; Experiment in silence(2016) dell’artista Alexey Luka, che con le sue geometrie colorate modifica la visuale di via Settembrini; la piccola parete realizzata nel 2016 da Ekta e l’intervento a macchie nere e sinuose del 2015  di 108 (Guido Bisagni).

Post Graffiti Stress Disorder, 2018, Altrove Festival Marca di Catanzaro

L’EDIZIONE 2018

Quest’anno i “due giorni” (8 e 9 agosto) dell’Altrove Festival, come nei precedenti anni, pur essendo il risultato del lavoro di tantissime persone e operatori culturali del capoluogo, che insieme ai curatori e agli artisti hanno messo a disposizione le loro esperienze, si differenza per la preferenza di utilizzare pochi spazi della città,anzi per scelta dei curatori si è limitata a proporci un solo intervento d’arte pubblica ad opera dall’artista austriaco Mafia Tabak.“Stiamo mettendo in evidenza la bellezza delle piccole dimensioni”, ci spiega il curatore Edoardo Suraci,“l’importanza della qualità sulla quantità, la necessità di essere responsabili per quello che si va a fare in città. La realizzazione di una sola opera pubblica mette ancora più in risalto questi aspetti e pone delle domande dirette a tutti gli attori di questo mondo che in pochi anni ha stravolto l’immagine di diversi centri. L’opera di Mafia Tabak prosegue, prosegue Suraci, continua la nostra ricerca di riscoperta di quei luoghi inconsueti e generalmente mai visti da cittadini e turisti: con questo dipinto si apre alla città un altro luogo meraviglioso, rinasce la piazzetta di Vico Italia con un’opera che racconta perfettamente il bombardamento di immagini e parole della società contemporanea”.

Sbagliato, installazione, site specific, 2018, 370×40 cm cad. Festival Altrove Marca di Catanzaro

LA MOSTRA

Il Festival, oltre l’intervento urbano in città di Mafia Tabak e untalk sulle nuove forme di rigenerazione urbana e una selezione di musicale che ha coinvolto il centro storico, è stato caratterizzato principalmente da una residenza d’artista, con la presenza in loco di dieci creativi provenienti da tutta Europa con la finalità di realizzare una mostra evento “PGSD”Post-Graffiti Stress Disorder, dedicata alla street art ed ospitata al museo MARCA.Gli artisti in mostra – Abcdef (Germania), Boris Tellegen e Jeron Erosie (Olanda), Alexandre BavardSaeio(Francia), Mafia Tabak (Austria), Canemorto, Gruppo OK, Sbagliato Tybet (Italia). “Hanno condiviso un passato comune in termini di attitudine”, sottolinea il curatore,“Sono partiti tutti dai graffiti per poi seguire percorsi di vita e di ricerca totalmente differenti,  in particolare le opere esposte si legano fortemente al territorio perché qui, e non altrove, sono state concepite e create come forma di condivisione e valorizzazione per rivitalizzare e rieducare al concetto di bellezza un ambito urbano trascurato e rassegnato al degrado estetico”.  In conclusione la formula originaria degli ideatori di Altrove, che nelle passate edizioni ha proposto più interventi “inondando” le strade della città, esponendole agli elogi e alle critiche del tessuto sociale, è forse la formula più interessante da ritrovare e probabilmente da riprendere. Una riflessione, quest’ultima, che porta a chiedersi se la decisione dei curatori di proporre come evento centrale di questa edizione del Festival una mostra presso un’istituzione pubblica, che non permette più all’artista di strada di scegliere il “muro” su cui intervenire ma assegna un ruolo e uno spazio ben definito e regolato da un allestimento, possa alterare quello che da sempre è stato alla base di questo progetto e dei suoi  tanti interventi urbani “sulla pelle” delle città e sulla comunità catanzarese, che ha vissuto e condiviso questa esperienza.

By Giovanni Viceconte – Artribune.com

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