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Una coppia di collezionisti dona 150 opere di Joseph Beuys alla città di Münster

La coppia di collezionisti Manfred e Ingrid Rotert ha donato 150 opere di uno degli artisti tedeschi più emblematici, Joseph Beuys, al Westphalian State Museum of Art and Cultural History di Münster

Westphalian State Museum For Art And Cultural History

Una coppia di collezionisti dall’animo schivo e riservato, proveniente da Osnabrück, assurge agli onori della cronaca dopo aver annunciato di voler donare un intero corpus di opere dell’artista Joseph Beuys (Krefeld, 1921 – Düsseldorf, 1986) al museo Westphalian State Museum of Art and Cultural History di Münster.

LA DONAZIONE

Si chiamano Manfred e Ingrid Rotert e vivono nella cittadina di Osnabrück in Bassa Sassonia in Germania. Secondo quanto riportato dal quotidiano tedesco Neue Osnabrücker Zeitung, la coppia ha iniziato a collezionare opere dell’artista dal 1971 arrivando a raccoglierne più di 150. Si tratta però di multipli realizzati da Beuys nel corso della sua carriera artistica: tra questi possiamo contare il famoso Felt Suit del 1970, un abito in feltro grigio grezzo, composto da giacca e pantaloni; la Capri-Batterydel 1985, realizzata in Italia con limone e lampadina, e The Silence del 1973, composta da cinque bobine di film posizionate una sopra l’altra.  La collezione sarà presentata presso il Museo di Münster il 29 settembre 2018 con una mostra delle opere acquisite. Nonostante la collezione Rotert dedicata a Beuys sia di tutto rispetto, non è però tra le più cospicue: si dice infatti che i collezionisti inglesi Andy e Christine Hall abbiano ben 550 opere, e che nel 2006 il filantropo americano Eli Broad abbia acquistato circa 570 multipli di Beuys per un prezzo stimato sui 3 milioni di dollari.

LE DONAZIONE DEL 2018 DELLA ROY LICHTENSTEIN FOUNDATION

Non solo però belle notizie. Dagli Stati Uniti arriva intanto l’inaspettato annuncio della chiusura della Roy Lichtenstein Foundation che solo nel 2017 celebrava i vent’anni dalla scomparsa del maestro della Pop Art. La Fondazione era nata nel 1999 per volere di Lichtenstein; alla morte di questi era stata portata avanti dalla famiglia con lo scopo di rendere sempre più fruibili le opere dell’artista al pubblico e di difenderne l’eredità. La parola fine è stata detta da Dorothy Lichtenstein, ex moglie dell’artista e presidente della Fondazione, suscitando qualche rumor sulle reali ragioni che l’hanno portata a prendere questa decisione. Gran parte delle opere e del materiale d’archivio posseduti dall’Istituzione non andranno però persi; saranno donati al Whitney Museum e allo Smithsonian Archive of American Art.

By Valentina Poli – artribune.com

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