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Fabulations. Corpo e abito, il nuovo libro di Cristiano Toraldo di Francia

Cristiano Toraldo di Francia, componente di Superstudio, raccoglie in un agile volume per Quodlibet i risultati di un interessante percorso formativo che scompagina i confini tra le discipline: architettura, design e moda.

Dal libro di Cristiano Toraldo di Francia, Ri-vestire

Si apre con una frase di Gabrielle Coco Chanel l’avvincente viaggio di Cristiano Toraldo di Francia nelle pieghe della sua vita: “La moda è architettura: è una questione di proporzioni”. Il fondatore di Superstudio, uno dei collettivi protagonisti della stagione del Radical Design, guarda all’abito come dispositivo per creare mondi che non rappresentano solo la possibilità di un’identificazione individuale e sociale, ma stimolano riflessioni su temi come la mobilità, le migrazioni e il nomadismo, l’ibridazione etnica, la caducità della bellezza, la frammentazione delle comunità e delle relazioni tra individui, le condizioni del lavoro in un mondo globalizzato, la possibilità di sottrarsi al ciclo fagocitante del consumo, le potenzialità delle pratiche di condivisione. Fotografo prima ancora che architetto, Toraldo di Francia ha collaborato, fin dai primi Anni Sessanta, con varie riviste di moda guardando all’immagine come esperienza del presente tra etica ed estetica, una produzione di energie creative e sociali, di forze propulsive in grado di scardinare abitudini, di minare le convenzioni e di generare nuove visioni e possibilità. Come sottolineano nel volume, da prospettive differenti, i due saggi introduttivi di Giuseppe Losco e Gabriele Mastrigli, l’abito non è solo un vestito ma è anche la prima persona singolare del presente indicativo del verbo abitare. Il legame dell’architettura con la moda è speciale perché passa attraverso il corpo, in entrambi gli ambiti disciplinari, si pone al centro del proprio fare l’uomo, la sua carne, la sua epidermide, abito come seconda pelle, architettura come involucro protettivo, entrambi sono margine di confine tra interno ed esterno, tra realtà psicologica e identità sociale.

Dal libro di Cristiano Toraldo di Francia, Ri-vestire

UNA FORZA RIGENERANTE

E non è casuale il legame etimologico di radice latina tra due termini aventi a che fare con la protezione del corpo, abito (habitus) e abitare (habitare), a loro volta derivati dal verbo habere che si lega all’idea di ‘utilizzare continuativamente’, di avere possesso, disponibilità e confidenza sia con l’abito che ci veste sia con la casa dove alloggiamo. Sono tematiche care a Superstudio. Sin dagli esordi, nel manifesto presentato nella mitica mostra del 1966 a Pistoia, si afferma che: “La Superarchitettura è poiesis, pensiero in azione: scrittura, spazio, movimento, persino suono”. È il corpo il medium di una profonda presa d’atto di creatività e liberazione di possibilità per dare forma a una soggettività molteplice. Attraverso un’avvincente successione di immagini che spaziano dagli anni Radical fino alle recenti sperimentazioni con gli studenti dell’Università di Camerino/Ascoli Piceno dove insegna, Toraldo di Francia ci invita a non guardare alla moda solo in termini di stagionalità e di glamour, ma soprattutto di cogliere la sua capacità interpretativa e la sua forza rigenerante all’interno delle dinamiche sociali e culturali. Si tratta di una condizione che si esprime in dialogo con altri linguaggi che spaziano dalla politica all’antropologia fino alla filosofia. La moda nelle sue espressioni più sperimentali non è mossa dal desiderio di consenso, ma è libera e sottesa da sensibilità diverse e quindi appare come passibile di assumere molte forme che considerano i mutamenti dei comportamenti e delle necessità. È in grado di captare l’energia del momento.

Dal libro di Cristiano Toraldo di Francia, Ri-vestire

MODA E RINNOVAMENTO

La moda, come l’arte, non si limita a rappresentare la realtà, ma agisce all’interno di essa e la alimenta, contribuendo al suo rinnovarsi. L’ambiente, l’abitare, i costumi e le abitudini che cambiano, la sensibilità verso le dinamiche urbane, il riciclo, la sostenibilità, l’attenzione nei confronti delle risorse sono tutte istanze a cui Toraldo di Francia dà forma ponendosi come termometro del tempo. Sono il mondo globalizzato e le strade di questo a rappresentare il deposito di stimoli e materiali da cui attingere per dare forma a nuove sensibilità. Ecco che il corso sperimentale condotto dall’autore dà il titolo a questo viaggio per immagini e concetti, Ri-vestire inteso come operare nel rigore e nell’eterogeneità, nella disciplina e nella libertà. A partire da testi ripresi dalla filosofia, dalla letteratura e dall’architettura, gli allievi di Toraldo di Francia ci invitano con i loro Librabiti a riflettere sui consumi, sulle aspirazioni delle persone di oggi e di domani e sull’impatto delle azioni quotidiane, sulla possibilità di riciclare e di riusare, ma soprattutto sono consapevoli di una capacità di trasformazione e di attivismo. Siamo troppo spesso vittime di una passività, ahimè, dilagante.

By Marco Petroni – artribune.com

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