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Successo della mostra ospitata al Palazzo del Monte Frumentario organizzata dal Comune e patrocinata dalla Regione Umbria e Comune di Segni

Antonio Fiore Ufagrà ha inaugurato ad Assisi una mostra antologica in occasione dei suoi 80 anni e dei 40 di attività artistica

SEGNI | ASSISI – Notevolissimo è stato il successo di pubblico e di critica dell’inaugurazione della mostra antologica di Antonio Fiore Ufagrà promossa dal Comune di Assisi e patrocinata dall’Assemblea Legislativa della Regione Umbria e Comune di Segni.

l’inaugurazione della mostra Antonio Fiore

La rassegna artistica dedicata al grandissimo maestro futurista segnino spazia dal post futurismo alla cosmopittura ed è curata da Massimo Duranti e Andrea Baffoni, allestita nelle sale del Palazzo del Monte Frumentario ad Assisi e visitabile ad ingresso libero fino al 6 gennaio 2019 (catalogo Gangemi, Roma), attraversa tutte le fasi creative dell’artista: dagli esordi alle più recenti opere, in un itinerario stilistico dove pittura e scultura si alternano in un dialogo multiforme.

Un approdo importante quello di Antonio Fiore nella città di San Francesco, voluto dal Comune e dall’Ufficio valorizzazione del patrimonio culturale e artistico e dal suo responsabile Giulio Proietti Bocchini.

L’artista celebra gli ottant’anni di età e i quaranta di pittura, con una mostra che vuole sottolineare il suo ruolo di continuatore del messaggio futurista, in funzione tanto del messaggio laico quanto di quello sacro. Particolarmente significativo, infatti, il ruolo avuto da Fiore, proprio nell’ambito della tematica sacra.

Un percorso, questo, iniziato grazie alla vicinanza con i maestri del Futurismo quali Sante Monachesi, Enzo Benedetto, Francesco Cangiullo e soprattutto le figlie di Giacomo Balla. Stimoli che furono per lui fondamentali a maturare quella poetica oggi visibile nella mostra di Assisi, dove viene dipanato tutto il suo percorso estetico.
Circa sessanta sono le opere in esposizione, con un’attenzione particolare proprio al tema dell’arte sacra, accostata a quello della cosmo-pittura, due segmenti fondamentali per Antonio Fiore legati alla grande tradizione dell’Aeropittura.
Fu grazie al perugino Gerardo Dottori, infatti, che negli anni Trenta avvenne il rinnovamento dell’arte sacra futurista, in relazione alle tematiche aeropittoriche del volo come sconfinamento atmosferico e filosofico oltre i limiti terrestri.

la conferenza stampa della mostra di Antonio Fiore

Suggestivo l’ingresso negli spazi di Monte Frumentario, grazie all’ambientazione scenica costruita da Paolo Ballerani in collaborazione con Musicservice di Massimiliano Versiglioni, che permette al visitatore di immergersi nel multiforme e colorato mondo di Antonio Fiore. Su tutto campeggia l’opera omaggio ad Assisi, dove un San Francesco tradotto in chiave moderna alza la sua preghiera a Fratello Fuoco e Sorella Luna.

La mostra presenta anche una sezione di circa dieci opere in cui sono esposte opere dei futuristi significativi per la formazione di Antonio Fiore: Balla, Dottori, Prampolini, Cangiullo, Monachesi, Benedetto, Peruzzi, un piccolo assaggio di collezione che concorre a celebrare degnamente una carriera spesa nell’impegno di comunicare la forza di un’avanguardia il cui messaggio è ancora oggi valido e attuale.

Antonio Fiore, nato a Segni il 1º Agosto 1938, dalla fine degli anni Settanta, dopo aver conosciuto il futurista marchigiano Sante Monachesi, prende parte al Movimento Agrà. Battezzato all’arte col nome di Ufagrà inizia così il suo percorso di ricerca aderendo, poco più tardi, alla “Dichiarazione di Futurismo Oggi” redatta nel 1967 da Enzo Benedetto. Ha frequentato altri futuristi quali Francesco Cangiullo, Osvaldo Peruzzi e Mino Delle Site. Numerose le sue mostre in Italia e all’estero ed è considerato dalla critica l’ultimo prosecutore delle poetiche futuriste, dopo la fine storica del movimento avvenuta nel 1944.

La mostra è visitabile ad ingresso gratuito dal Mercoledì alla Domenica, orario 10.30/13.00-15.30/19.00

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