mostra

DA BRUEGEL A MAN RAY, ARTE E SCIENZA IN UNA BOLLA DI SAPONE

Giulio Paolini, Belvedere, 1990, matita e collage su cartablu, collezioneprivata

Fragili e leggere, danzano nell’aria catturando il mondo in riflessi iridescenti. Per poi dissolversi nel nulla, come il soffio che le ha originate. Negli ultimi cinque secoli artisti e scienziati sono stati affascinati dalle bolle di sapone come bambini. Ma dove li ha portati questo senso di meraviglia? A raccontarlo è il prossimo progetto espositivo della Galleria Nazionale dell’Umbria, tra opere in arrivo da grandi musei come la National Gallery di Londra, gli Uffizi di Firenze, le Gallerie dell’Accademia di Venezia, la National Gallery di Washington.
Curata da Michele Emmer e Marco Pierini, la mostra trae ispirazione dal libro Bolle di sapone tra arte e matematica (2010, Bollati Boringhieri), vincitore del Premio Viareggio 2010, in cui lo stesso Emmer – già professore ordinario di matematica all’Università La Sapienza di Roma – indaga una storia che attraversa tutta l’Europa coinvolgendo artisti, scienziati, architetti.

Un viaggio dal Cinquecento alla contemporaneità, tra la pittura di Jan Bruegel il Giovane, Fra’ Galgario, Gerrit Dou, Karel Dujardin, la fotografia di Man Ray, i quadri di Max Beckmann, i collage di Giulio Paolini, per arrivare all’architettura contemporanea con la maquette del Water Cube, la piscina olimpionica di Pechino progettata dallo studio australiano PTW Architects, e senza dimenticare le suggestioni di stampe e manifesti pubblicitari, con una nutrita selezione in arrivo dalla Collezione Salce di Treviso.
Se ad aprire le danze è il tema artistico-filosofico della vanitas, con le bolle di sapone che assurgono a simbolo della caducità di ogni cosa, il percorso si spinge poi nei territori della scienza, in un’esplorazione che spazia dalle teorie settecentesche sui colori e sulla rifrazione della luce alle ricerche sulle forme di aggregazione organica della materia e alle sperimentazioni contemporanee che si avvalgono dei mezzi della computer grafica, mostrando come artisti e architetti siano stati ispirati dalle scoperte scientifiche susseguitesi nel tempo.

Ma, nel Cinquecento come oggi, soffiare bolle di sapone è soprattutto una forma di divertimento: perciò spettacoli e performance sul tema affiancheranno l’esposizione, insieme a incontri, visite guidate, laboratori per bambini e adulti distribuite durante tutto il periodo di apertura della mostra.
Bolle di sapone. Forme dell’utopia tra vanitas, arte e scienza sarà visitabile presso la GNU – Galleria Nazionale dell’Umbria a Perugia dal 16 marzo al 9 giugno.

By Francesca Grego – arte.it

Rispondi