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I carabinieri hanno risolto il mistero di chi c’era dietro una mostra di dipinti falsi di Modigliani a Palazzo Ducale, Genova

Ora ci sono sei sospetti sotto inchiesta per la mostra, che è stato chiuso nel 2017.

Un carabiniere della squadra d’arte italiana posa di fronte a falsi lavori di Modigliani nel 2013. Foto di Franco Origlia / Getty Images.

La Procura ha chiuso le indagini sui falsi Modigliani, lo scandalo che aveva portato alla chiusura anticipata della mostra sul pittore livornese organizzata a Palazzo Ducale.

Sul registro degli indagati sono state iscritti 3 nuovi nomi: Nicolò Sponzilli, direttore di Mondo Mostre Skira, ente organizzatore della mostra; Rosa Fasan, dipendente di Mondo Mostre Skira; Piero Ottorino Martino Pedrazzini, collezionista e proprietario di una delle tele sospettate di essere contraffatte, “Ritratto di Chaime Soutine”.

Con loro sono indagati anche Rudy Chiappini, curatore dell’esposizione, Joseph Guttmann, collezionista titolare di circa metà delle 21 opere sequestrate, e Massimo Vitta Zelman, presidente di Mondo Mostre Skira.

Questo dipinto, presumibilmente di Amedeo Modigliani, è stato sequestrato alla mostra di Genova e si è dimostrato un falso. Per gentile concessione di Genova Palazzo Ducale.Falsificato anche un documento del Comune
Dalle indagini, secondo quanto trapelato, sarebbe emerso anche un documento con falso logo del Comune di Genova, «apparentemente diretto alla Direzione generale Belle arti del ministero della Cultura e apparentemente a firma del direttore del settore Turismo» di Palazzo Tursi.

Secondo l’accusa, Zelman, Chiappini e Gutmann avrebbero messo in circolazione le false opere, truffando così Palazzo Ducale, dove vennero esposte: due anni fa, i carabinieri del Nucleo tutela Patrimonio artistico sequestrarono 21 quadri esposti alla kermesse; il procuratore aggiunto, Paolo D’Ovidio, fece analizzare i dipinti a 3 esperte, che parlarono di «falsi grossolani», firme «con tratto infantile» o «pasticciate», figure assemblate «senza alcuna competenza in materia» e tele invecchiate «in maniera maldestra».

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