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La Fondazione Bonotto porta la poesia sonora di ieri e oggi al Palais de Tokyo a Parigi

Più di 70 artisti, dagli anni Cinquanta ad oggi, si confrontano sulle sperimentazioni di poesia, suono, linguaggio, e sul loro significato nella società attuale.

La Voix Libérée al Palais de Tokyo. Credit Anette Lenz

Fondazione Bonotto, con sede a Molvena (Vicenza), promuove da anni il patrimonio di Fluxus, Poesia Concreta, Visiva e Sonora; approda al Palais de Tokyo di Parigi con un progetto inedito dall’identità multidisciplinare, un dialogo tra le sperimentazioni della seconda metà del Novecento e quelle contemporanee. “In che modo restare umani quando il mondo si moltiplica?”, “Come affermare la propria singolarità?” sono le domande che La voix libérée – Poésie sonore mette in campo. Con più di 70 autori in mostra: da Arrigo Lora Totino (1928-2016), autore de Il Liquimofono, congegno generatore di Musica Liquida e La Poesia Liquida a Tomomi Adachi (1972), che sviluppa dispositivi elettronici di modulazioni sonore che interagiscono con la voce. La poesia è la grande indagata: una forma espressiva che può cambiare con il tempo e con lo sviluppo tecnologico, senza mai far venir meno la propria necessità. Dai movimenti storici alle nuove generazioni, disparate forme estetiche vengono messe in relazione alla cultura di oggi, quella dei mass media e della società della comunicazione. Durante questo periodo, sarà organizzata anche una giornata di performance e diversi eventi collaterali.

By Giulia Ronchi – artribune.com

 

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