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Il senso delle parole che abbiamo perduto di Fulvio Tornese

Mercoledì 8  maggio  alle ore 18,00   Monteoliveto Gallery presenta la mostra “Il senso delle parole che abbiamo perduto” personale  dell’artista Fulvio Tornese (Lecce, Italy) presso ESPACE 7 Gallery  di Parigi L’ esposizione sarà visibile fino al 15 maggio e saranno illustrate  ampie  sezioni del lavoro pittorico di Fulvio Tornese svolto nel corso  degli ultimi dieci anni. Monteoliveto Gallery è lieta di inaugurare mercoledì 8 maggio la prima mostra personale a Parigi dell’artista italiano nato in Puglia Fulvio Tornese, presso l’Espace 7 rue Saint Sabin. L’artista, architetto, che percorre da molti anni i saloni d’arte contemporanea in Italia, Francia ed Europa con un grande successo di pubblico e vendite, fa ora tappa a Parigi per la sua prima mostra personale. Monteoliveto Gallery, a seguito del notevole apprezzamento delle opere di Tornese, entrato ora in molte collezioni private a Milano, Capri, Parigi, Mulhouse, Losanna, Nizza, Amsterdam, Anversa e Lussemburgo, desidera con questa mostra offrire al pubblico parigino un’ampia presentazione dei paesaggi e dei personaggi singolari dell’artista. Uno sguardo che si affaccia verso l’interno per catturare, grazie agli sguardi senza occhi dei suoi personaggi “bianchi”,  ai suoi uomini volanti che illuminano paesaggi obliqui e metafisici, ai suoi titoli che sono storie in sé, il senso delle parole che, dando il titolo alla mostra, ci invita a ritrovare emozioni e suggestioni visionarie – come l’ala rossa di uno dei suoi quadri – di cui la vita contemporanea ci ha privato. (Chantal Lora e Antonio Nicola Ciervo, Monteoliveto Gallery) I testi critici che seguono di Alessandra Del Vecchio, Carmelo Cipriani e Marinilde Gianandrea illustrano, da diversi punti di vista, il linguaggio poetico, ironico e figurativo dell’artista. …”Quelle opere   che hanno determinato un momento nella storia, personale o universale, il percorso dell’artista amante di architettura, fatto di numerose tappe, nelle quali il mondo prima, e la sua infinita combinazione di spazi interiori poi, sono al centro dell’esplorazione. Ogni tappa è scandita dalle singole tele, ognuna testimone di un passaggio e di un momento vissuto o sognato, tra città vuote e fantastiche e  figure”giganti” che, in una seconda fase della vita artistica, hanno popolato i luoghi con la loro presenza sempre più ingombrante”. (Alessandra Del Vecchio)
L’Artista Fulvio Tornese
…”Con piglio cautamente ironico filtrato da riferimenti altri (e alti) Tornese mette sullo sconfinato campo della pittura una figurazione sospesa tra realtà e  metafisica. Le sue opere recenti vivono di un bianco assoluto e, per contrasto , di un nero altrettanto radicale utilizzato per segnare profili e ridotte geometrie urbane: emblemi esistenziali, luoghi quotidiani scolpiti nell’ombra e impreziositi da illuminazioni brevi, in cui la presenza umana vi appare solitaria, sognante, forse melanconica.  Uomini  fragili e monumentali, inghiottiti da una città estranea, lungo la soglia fra immaterialità e concretezza. Figure che ci invitano alla contemplazione  e alla riflessione, ma che paradossalmente si mostrano a noi prive dello sguardo. Opere che nella sintesi non rinunciano alla narrazione, rivelando anzi precipue proprietà compositive oltre che grafiche. Carte incollate su tela che nell’incresparsi accentuano espressività dei singoli lavori, mentre il ragionato moltiplicarsi di punti di vista sembra compromettere ogni residuo di profondità.  Su questa via gli scenari si fanno più instabili, addirittura assenti, mentre l’uomo sembra divenire più leggero, simile a foglia o carta, pronto a spiccare il volo con il prossimo soffio di vento, in uno slancio di spensieratezza e beatitudine”  (Carmelo Cipriani) …”Fulvio Tornese ci pone di fronte ad una semplice verità: il linguaggio concettuale può coesistere con quello poetico  e la pittura non è uno strumento per entrare in contatto con le cose ma per interrogarle nella loro essenza .  La leggerezza e la fantasia non devono ingannarci, le opere sono sottoposte a un’accurata regia, indagate e faticosamente ricercate a testimonianza di un lavoro artigiano che si concentra assiduamente sulla materia, sulla linea e sul colore. Nelle costruzioni di volumi risuona la sua natura d’architetto, ma nella pittura mette in opera una meta-realtà che è fatta di paesaggi, di personaggi fantastici, di frammenti esistenziali. Portatore di un linguaggio basato su solidi impianti geometrici e prospettici, ma paradossale per gli slittamenti obliqui, Tornese utilizza punti di fuga che inducono a una costante sensazione di spaesamento e d’incertezza. Del resto la geometria ha anche questo straordinario potere, da Paolo Uccello a Giorgio De Chirico esiste una linea tutta italiana dello spazio che ne fa uno strumento linguistico interiore più che una riproduzione verosimile della realtà. Le solitudini estreme dei suoi giganti sono malinconiche proiezioni dell’alter ego dell’autore.”  (Marinilde Gianandrea). Le parole dell’Artista:   “… Ho  sempre disegnato, il disegno vive con me, amo la pittura, i suoi riti fin dalla preparazione della tela…nella composizione poi ho affrontato la tecnica della riduzione , riduco i segni , riduco i colori, talvolta abolendoli totalmente fino a lasciare solo il bianco come nella serie prodotta appunto denominata “I bianchi” …Ho voglia di raccontare quelle storie per cui un quadro comincia in un modo e poi va avanti per conto suo, i personaggi prendono forma , prendono carattere, così poi il quadro cambia rispetto all’idea originale… Il soggetto principale è quasi sempre l’uomo nello spazio urbano, la  vita delle persone che vi abitano insieme a creature con le ali  che popolano il cielo. I miei riferimenti vanno dalle atmosfere noir dei film polizieschi alla graphic novel, cerco di sintetizzare in un’immagine una storia, un racconto, lo si comprende forse anche dai titoli delle singole opere, faccio un viaggio in una stanza, in uno studio e cerco di illustrare una storia che ho sognato o vissuto…” Nota biografica Fulvio Tornese nato a Lecce nel 1956, città in cui vive ed esercita la professione di architetto presso l’Università del Salento, dove ha firmato progetti di musei e biblioteche ed è responsabile degli allestimenti per le grandi mostre d’arte dell’Ateneo. I diversi traguardi conseguiti nella carriera professionale, si accompagnano a un’incessante attività artistica che, sin dagli anni Ottanta, lo vede tra i protagonisti dello scenario artistico contemporaneo. La sua ricerca pittorica prosegue in maniera costante sin dagli esordi e i suoi riferimenti formali si rintracciano nella tradizione del Novecento italiano contaminato dalla Pop Art e dalla graphic novel. Le sue opere, realizzate con tecniche tradizionali su supporti quali tela, carta e tavola, vanno dalle monumentali pale d’altare fino ai piccoli formati su tavola e multistrato di carta. La produzione di multipli viene anche realizzata su tablet touch-screen e stampata a tiratura limitata.  Tra le mostre più importanti si annoverano le personali di Barcellona nel 2009 , presso l’Italy Point Gallery, del Today Art Museum di Pechino nel 2011, presso l’Ambasciata d’Italia in Kuwait nel 2007. Numerose sono inoltre le mostre personali in gallerie di Milano, Roma e Firenze. Artista residente di Monteoliveto Gallery di Nizza, ha percorso i più importanti Saloni d’Arte Internazionali di Francia quali Strasburgo, Nizza, Parigi, Lione, Bordeaux, Mulhouse, Aix-en-Provence, e d’Europa come Principato di Monaco, Amsterdam, Lussemburgo, Stoccolma , Gent, Losanna, Londra. Le sue opere fanno parte di musei , collezioni private e pubbliche. Autore: Fulvio Tornese Titolo:”Il senso delle parole che abbiamo perduto A cura di : Monteoliveto Gallery Testo critico su pieghevole di Alessandra Del Vecchio , Carmelo Cipriani, Marinilde Gianandrea Sede: Parigi Espace 7 Gallery , Periodo :dal 6 al 15 maggio 2019 Inaugurazione :  8 maggio alle ore 18,00 con  la presenza dell’artista Giorni  orario mostra : da lunedì 6 maggio a mercoledì 15 maggio. domenica chiuso

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