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I resti di un naufragio che ha ucciso centinaia di migranti saranno mostrati alla Biennale di Venezia

La barca danneggiata, mostrata dall’artista Christoph Büchel, rappresenterà una potente testimonianza delle centinaia di migranti che sono morti attraversando il Mar Mediterraneo

Il naufragio fu spostato da un porto vicino ad Augusta, in Sicilia, a Venezia per la biennale. Il progetto è presentato dall’artista Christoph Büchel. © Barca Nostra.

I resti di uno dei migranti più letali della storia recente del Mediterraneo saranno attraccati a Venezia per la Biennale della città nell’ambito di un progetto dell’artista svizzero-islandese Christoph Büchel.

Nell’aprile 2015, la nave, progettata per trasportare un equipaggio di 15 persone, si schiantò contro un cargo portoghese e affondò tra le coste libiche e italiane nelle acque internazionali. A bordo c’erano tra 700 e 1.100 persone, di cui solo 28 sono stati recuperati, secondo un comunicato stampa per il progetto di Büchel.

Dopo il tragico incidente, secondo la pubblicazione, 33 milioni di euro sono stati spesi per il recupero e la manutenzione della nave, alimentando il suo simbolismo politicamente carico, che vari partiti politici hanno scommesso sul controllo. Ora, poco più di quattro anni dopo l’orribile incidente, la barca sarà ormeggiata all’Arsenale di Venezia, un ex cantiere navale dove sono state costruite barche militari. Il progetto, chiamato  Barca Nostra (“la nostra barca”) fa parte della mostra del curatore Ralph Rugoff, “Puoi vivere in tempi interessanti”.

Il progetto “è una reliquia di una tragedia umana ma anche un monumento alla migrazione contemporanea, che ingaggia confini reali e simbolici e la (im) possibilità di libertà di movimento di informazioni e persone”, secondo il comunicato stampa, che dice anche che Venezia è “una città che si ritiene sia stata fondata da profughi in fuga”.

Büchel è noto per aver fatto potenti dichiarazioni politiche attraverso il suo lavoro. Nel 2015, in qualità di rappresentante islandese per la Biennale di Venezia, ha installato una moschea funzionante all’interno di un’antica chiesa cattolica, che le autorità veneziane hanno chiuso poco dopo l’apertura, citando problemi di sicurezza. L’anno scorso, Büchel ha proposto di trasformare le proposte del muro di confine di Trump in Land Art.

La grande nave di Venezia rappresenterà un testamento non solo per la storia, ma anche per gli eventi attuali. Dall’inizio del 2019, si  stima che  410 migranti siano morti in mare. Il futuro della nave dopo la Biennale, tuttavia, è incerto. Ma una proposta, fatta da un’iniziativa dei migranti a Palermo, cerca di renderla un monumento mobile della tragedia che potrebbe essere presentata in tutta l’Unione europea.

“Barca Nostra” sarà visibile dall’11 maggio al 24 novembre 2019 nella mostra “May You Live in Interesting Times”. 

By Kate Brown – news.artnet.com

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