fotografia, mostra

Fotografia ed erotismo. Laurent Benaïm

SEBBENE I SUOI SOGGETTI SIANO ESPLICITAMENTE ISPIRATI ALLA SFERA DELLA SESSUALITÀ, IL LORO CARATTERE PROVOCATORIO È ATTENUATO DAL RICORSO ALLA TECNICA OTTOCENTESCA DELLA GOMMA BICROMATA. E I RISULTATI LASCIANO IL SEGNO.
© Laurent Benaïm 01
 
© Laurent Benaïm 08
Classe 1965, il parigino Laurent Benaïm è fotografo professionista, precoce, fin dal 1982. Ma già nei primi Anni Novanta, quando la fotografia pubblicitaria entra in un periodo di crisi, decide di tornare al primo amore, consacrandosi esclusivamente alla foto erotica. Che, come si sa, rappresenta un vero campo minato, non solo per la controversa qualità morale-amorale che ne caratterizza pur sempre il contenuto, ma per la chiara difficoltà di confezionarla con un certo gusto. Tuttavia il Nostro trova, casualmente, la quadra: dinanzi a una foto realizzata con la laboriosa e disusata tecnica ottocentesca della gomma bicromata (dove la carta viene impressionata non con procedimenti chimici, ma grazie a un impasto viscoso a base di gomma arabica e coloranti terrosi) ha una assoluta folgorazione e la adotta come sua unica e distintiva soluzione espressiva. Da allora nelle sue grandi stampe in bianco e nero, in cui i soggetti sono scarsamente illuminati e dove il nero comunque idealmente prevale, se da un lato si enfatizza la nuda corporeità dei corpi nudi (il bisticcio è inevitabile), dall’altro la visione finale appare granulosa, opacizzata, a tratti difficilmente decifrabile – e insieme acquista una dimensione “pittorialista”, atemporale, misteriosa, teatrale. Grazie a tutte queste “velature”, dunque, le immagini di azioni sessuali anche esplicite ed estreme vengono attenuate nella loro provocatorietà e, pur non perdendo del tutto l’inevitabile tono urtante di sfida, acquistano uno “stile” che le rende più accettabili e in definitiva esteticamente apprezzabili.

OLTRE IL SESSO

© Laurent Benaïm 04
In effetti, le situazioni rappresentate sono quanto mai disinibite. Grazie al passaparola, lo studio di Benaïm nel sobborgo parigino di Montreuil è diventato rapidamente meta di persone che da tutta la Francia si rendono disponibili quali modelli, rigorosamente non professionisti, per mettere in scena sotto il suo incoraggiante obiettivo di supremo voyeur (ma quale fotografo non è voyeur?) le fantasie sessuali più stravaganti. Tutto del tutto reale, quindi, ma pure – in direzione contraria – in un crescendo spettacolare che si avvale di notevoli spinte fantastiche. Peraltro l’interesse dell’operazione di Benaïm travalica i confini dell’espressione artistica quanto quelli dell’erotismo fine a se stesso. La registrazione di atti di sessualità panica, con scatenate connotazioni orgiastiche (vi si può arrivare a contare fino a trenta partecipanti in contemporanea) richiama riflessioni di tipo psicologico, sociologico e antropologico, che mettono in cortocircuito le pieghe più introflesse del nostro presente con le puntuali categorizzazioni estrovertite nei miti e nei riti arcaici. Tanto che le impressionanti grandi stampe fotografiche di Benaïm sono state accolte non solo nelle gallerie delle principali capitali culturali europee, ma pure, quale occasione rara di studio, al Kinsey Institute for Sexual Research di Bloomington, nell’Indiana.

IL LIBRO

© Laurent Benaïm 03
Adesso a Benaïm dedica un omaggio monumentale la casa editrice Taschen (pagg. 216, € 40), raccogliendo ben trecento suoi scatti in un volume dal titolo in questo caso forse poco conforme Faire l’amour. Ne è curatrice la “queen of erotic image” Dian Hanson, già editor di altri volumi Taschen monomaniacalmente monografici quali The Big Book of Breasts, Butt Book, Pussy Book… Tutti longseller internazionali. By Ferruccio Giromini – artribune.com

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