mostra

Arte chiama natura. Una mostra a Milano

palazzo reale, milano – fino al 14 luglio 2019. il ciclo di pitture naturalistiche che decoravano palazzo verri, a milano, rivive nella mostra in corso a palazzo reale. puntando lo sguardo sull’eterno dialogo fra arte e natura.

Anonimo olandese, Ciclo di Orfeo. Sala del Grechetto, XVII secolo. Courtesy Comune di Milano

Il meraviglioso mondo della natura è il titolo dell’intrigante mostra allestita nella Sala delle Cariatidi al Palazzo Reale di Milano. Si tratta del riallestimento originale del più ampio e spettacolare ciclo di pitture naturalistiche del tardo Seicento che decoravano Palazzo Verri di via Monte Napoleone. Attribuite al Grechetto, autore famoso per le sue opere dedicate alla natura e agli animali, le grandi tele furono a lungo dimenticate dopo la vendita del palazzo nobiliare. Alla metà del Novecento il ciclo ritrova una dignitosa collocazione nella sala conferenze di Palazzo Sormani, adibito a Biblioteca Civica del Comune di Milano e aperta al pubblico. Ora l’allestimento proposto in questa occasione a Palazzo Reale ricuce la collocazione originale delle tele e la loro illuminazione ‘naturale’, creando effetti speciali di luci che cambiano con il cambiare delle ore del giorno.
Nella prima grande sala è raffigurato il mito di Orfeo, che con la sua musica celestiale riesce a incantare animali di ogni tipo e razza, perfino i più feroci. Affiancano gli animali dettagli di paesaggi e nature botaniche minuziose nella descrizione di fiori e piante, spesso esotiche e lussureggianti. Nella seconda sala è allestita una sorta di Wunderkammer che raccoglie preziosi pezzi come il Canestro di frutta di Caravaggio, un antico manoscritto di botanica, un’incisione di Dürer raffigurante un immaginario rinoceronte, teche con oggetti e curiosità varie.

Anonimo olandese, Ciclo di Orfeo. Sala del Grechetto, XVII secolo. Courtesy Comune di Milano

DIPINTI E ANIMALI

Entrando nella terza sala, la narrazione osservata sulle tele si fa tridimensionale e i vari animali precedentemente dipinti si ritrovano qui nelle loro forme e dimensioni naturali, con piumaggi multicolori e posizioni teatrali. Ovviamente impagliati (e provenienti dal Museo di Storia Naturale), posizionati su alti piedestalli, questi animali accrescono il pathos verso la natura e il selvaggio. Nell’ultimo ambiente è presentato un filmato che raccoglie alcuni esempi di come nel passato, soprattutto in epoca medioevale, veniva affrontata la rappresentazione degli animali e delle piante. Spesso provenienti da bestiari tardogotici, dipinti e disegni si arricchiscono di soggetti esotici, come il rinoceronte presente in un’opera di Pietro Longhi, che fu poi di ispirazione per il film Lo zoo di Venere di Peter Greenaway.
È attraverso l’opera di cartografi e viaggiatori del Cinquecento che prendono forma le descrizioni dei vari territori del globo, ma soprattutto i primi dipinti sulla flora e sulla fauna terrestre. Fu Cristoforo Colombo a portare in Europa uno spettacolare uccello: il pappagallo brasiliano ‘Ara’, che venne poi inserito da Raffaello nella decorazione delle Logge Vaticane. Il percorso della mostra offre quindi un’inedita lettura del mondo delle piante e degli animali.

By Claudia Zanfi – artribune.com

Rispondi