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Incendio in Amazzonia, gli artisti in campo. Le parole di David LaChapelle

Il celebre fotografo pubblica su proprio profilo instagram l’immagine di un’opera realizzata negli anni ottanta che affronta il tema dell’urgenza ambientale, esprimendo la sua preoccupazione sull’incendio che in questi giorni sta devastando la foresta amazzonica.

David LaChapelle, Courtesy David LaChapelle Studio
Il fotografo David LaChapelle (Fairfield, 1963), in questo momento in mostra alla Venaria Reale  in Piemonte con Atti Divini, è tra le celebrities scese in campo per sensibilizzare il pubblico sul drammatico momento che sta vivendo il Brasile, da giorni alle prese con una serie di incendi che stanno martoriando le foreste dell’Amazzonia.

DAVID LACHAPELLE PER LA FORESTA AMAZZONICA

Attraverso un post pubblicato sul proprio profilo Instagram, LaChapelle mostra l’immagine centrale dal trittico Scorched Earth, realizzato nel 1988 ed esposto l’anno seguente nella collettiva Don’t Bungle the Jungle. La catastrofe è oggi resa evidente dalle colonne di fumo visibili dai satelliti, ma la deforestazione non è un problema recente. In una nazione che conta 200 milioni di bovini, una quantità pari alla stessa popolazione del Brasile, è dagli ultimi decenni del ‘900 che urgono spazi per le bestie e per il foraggio, ma anche per i campi di soia che l’agricoltura globale necessita. Il modo migliore per ottenerli – e velocemente – è appiccare le fiamme. Nelle parole di LaChapelle: “Nel 1989, un gruppo di artisti coordinati da Kenny Scharf e dalla sua bellissima moglie brasiliana Tereza Goncalves, organizzò una collettiva di beneficenza per proteggere la preziosa foresta pluviale che era già minacciata. La mostra si tenne a New York, nella galleria di Tony Shafrazi. Questo succedeva trent’anni fa. Non avremmo mai potuto prevedere l’entità che quell’incubo avrebbe assunto oggi… Stavo cercando l’ispirazione per scrivere qualcosa sotto l’immagine, parole che suonassero come una preghiera. Questa è una catastrofe ecologica e umana devastante, con i polmoni del pianeta in fiamme. Piangevo mentre guardavo le donne dell’Amazzonia marciare per la loro sopravvivenza. Se solo le nostre lacrime potessero spegnere i fuochi”. By Stefano Paolo Giussani – artribune.com

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