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Apre nel 2020 a Mosca GES 2, nuovo museo della V – A – C Foundation progettato da Renzo Piano

La fondazione Russa aprirà nel 2020 la propria sede a mosca, in un’ex centrale elettrica riconvertita a centro culturale dall’archistar italiano. e inaugurerà la programmazione espositiva con un progetto di Ragnar Kjartjansson

GES 2, courtesy V–A–C Foundation. Photo Gleb Leonov

Verrà inaugurata nel settembre 2020 a Mosca la nuova sede della V – A – C Foundation, istituzione fondata nel 2009 da Leonid Mikhelson (a capo della multinazionale del gas Novatek) e Teresa Iarocci Mavica (studiosa di arte e cultura russa che dirige la fondazione fin dalla sua origine) allo scopo di promuovere in patria e all’estero l’arte contemporanea russa. Il nuovo museo, GES 2, sorgerà negli spazi di una ex centrale elettrica dei primi del Novecento situata sul Bolotnaya Embankment sull’isola di Balchug, nel centro di Mosca; la progettazione del nuovo polo culturale, nel 2014, è stata affidata alla Renzo Piano Building Workshop, che ha curato la riconversione dell’ex centrale elettrica in museo. GES 2 inaugurerà la propria programmazione espositiva con un progetto site specific del poliedrico artista islandese Ragnar Kjartjansson dal titolo Santa Barbara.

LA V – A – C FOUNDATION A VENEZIA E A MOSCA

“GES 2 sarà un’istituzione aperta, lontana dal modello del museo tradizionale, soprattutto quello russo, che ancora oggi è un luogo chiuso, per specialisti”, spiegava lo scorso gennaio Teresa Iarocci Mavica in questa intervista“Mi piace definire GES 2 come un progetto di architettura sociale, perché si impone di uscire dall’ottica della mera conservazione ed esposizione dell’arte, per diventare un luogo deputato innanzitutto alla produzione culturale. La produzione, il lavoro quale strumento di intervento nel tessuto sociale, un mezzo per rigenerare lo spazio nel quale condividere l’esperienza culturale”. GES 2 sarà quindi la casa “natale” della V – A – C Foundation, dopo l’apertura nel 2017 della sede della fondazione a Venezia, a Palazzo delle Zattere. Anche in quel caso, la V – A – C è intervenuta sugli spazi del palazzo con lavori di restauro mirati alla riconversione in sede espositiva e museale, sebbene l’edificio sia di proprietà dell’Autorità Portuale di Venezia, che ha affidato alla fondazione russa la gestione esclusiva del palazzo per 18+18 anni.

GES 2, courtesy V–A–C Foundation. Photo Gleb Leonov

IL NUOVO MUSEO GES 2 A MOSCA PROGETTATO DA RENZO PIANO

Con una superficie di 40mila metri quadrati, il nuovo centro culturale progettato da Renzo Piano conterà di spazi per mostre, programmi performativi e di apprendimento, un teatro di 420 posti a sedere dalla facciata in vetro e con vista su un boschetto di betulle, oltre a una biblioteca, un negozio, caffetterie, un ristorante e un blocco residenziale. All’interno del complesso, un ex magazzino di vodka Smirnoff sarà trasformato in laboratorio e centro di sperimentazione e produzione culturale aperto alla comunità creativa. Alla visione architettonica e progettuale di GES 2 si affianca anche quella legata alla sostenibilità ambientale: il museo infatti a livello energetico utilizzerà pannelli solari e sarà dotato di un sistema che raccoglie e ricicla l’acqua piovana. “Mi è sempre piaciuto costruire luoghi per la gente, dove si possa stare insieme e condividere delle emozioni”, ha dichiarato Renzo Piano“Se poi questo avviene in una vecchia centrale elettrica dismessa, allora mi piace ancora di più. E se, infine, questo accade in un luogo nel centro di Mosca, affacciato sulle acque della Moskva, allora perdo proprio la testa. Nel progetto GES2, c’è tutto quello che un architetto possa desiderare: un luogo carico di memoria, uno spazio industriale dismesso che è una fabbrica di luce e, infine, la possibilità di costruire un luogo per la bellezza. La bellezza dell’arte, della scienza e della convivialità. E se la bellezza non potrà salvare il mondo, come credeva il Principe Myskin di Dostoevskij, almeno salverà un bel po’ di gente”.

LA PROGRAMMAZIONE DI GES 2. FIVE SEASONS

Holy barbarians: both are worse è il macrotema che guiderà le cinque stagioni (Five Seasons) espositive in programma per i prossimi 3 anni al museo GES 2. Ogni stagione, ognuna delle quali della durata di sei mesi, affronterà una peculiare area di indagine, confrontandosi con “i luoghi comuni e i tropi culturali sulla Russia”: la grande letteratura, la tirannia, l’archetipo della madre, la propensione per il melodramma, il relativismo morale. Il macrotema scelto dal team di GES 2, la “sacra barbarie”, vuole mettere in evidenza una contraddizione concettuale che da secoli caratterizza l’immagine della Russia: da un lato la barbarie e l’arretratezza, dall’altro l’idea dell’unicità del popolo russo. Le cinque stagioni – intitolate Santa Barbara. How not to be colonised?Truth. What is realism for?Mother. Why Motherland?Kosmos Nash. Everyone will be taken into the future!Barely Audible. A still, small voice (1 Re 19:12) – affrontano così temi legati alla cultura e alla società post-sovietiche, alla rivoluzione digitale, alla maternità, alla famiglia e alla madrepatria, alla colonizzazione, al futuro.

IL PROGETTO DI RAGNAR KJARTJANSSON PER GES 2

La prima stagione espositiva, Santa Barbara. How not to be colonised?, è un progetto site specific di Ragnar Kjartjansson (Reykjavík, 1976), ex frontman della band post-punk electro-pop dei Trabant e oggi artista la cui ricerca indaga la potenza emotiva della musica e dell’arte drammaturgica. Il titolo del progetto è ispirato a Santa Barbara, prima soap opera occidentale a essere andata in onda in Russia e la più longeva della televisione post-sovietica (1992-2002). L’inizio di questo fenomeno culturale di massa ha segnato anche l’inizio della rivoluzione politica, economica e sociale dell’era post sovietica, determinando da una parte l’apertura a modelli e costumi occidentali, dall’altra una forma di resistenza all’omogeneizzazione occidentale.

By Desirée Maida – artribune.com

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