Cultura, mostra

Enigmi e confronti tra collezioni. A Roma

“L’enigma del reale. Ritratti e nature morte dalla collezione Poletti e dalle gallerie Nazionali Barberini Corsini” è il titolo della mostra curata da Paola Nicita che intende mettere in dialogo opere significative della collezione Poletti con quelle delle Gallerie Nazionali. Insieme a un’opera proveniente dal museo Nazionale di Varsavia.

Bottega di Bartolomeo Manfredi, Bacco e fauno, 1620 ca. Photo credit Giuseppe e Luciano Malcangi. Collezione Poletti

Il collezionismo è una tematica forte all’interno del ciclo di mostre di Galleria Corsini, ponendosi come soggetto d’indagine e di studio su problematiche ancora irrisolte.
In questa mostra Poletti è un collezionista che viene storicizzato” ‒ dichiara la curatrice Paola Nicita ‒ “quindi, non parliamo di una collezione contemporanea ma di una che affonda le sue radici nella cultura italiana degli Anni Cinquanta, Sessanta e SettantaRuggero Poletti, scomparso nel 2012 a Como, fu storico dell’arte e collezionista. Vestì anche i panni di pittore dopo l’incontro con Mario Sironi, ma chi influenzò davvero il suo tratto fu Francis Bacon. L’amicizia con lo storico Longhi, invece, fu importante per l’interesse verso le opere d’arte, nello specifico verso Caravaggio, i caravaggeschi, e tutta la pittura italiana e spagnola del Seicento. “Un collezionismo che nasce sotto il rapporto strettissimo – come avviene anche nei musei – con la cultura storico-artistica. Per noi è interessante studiare tale fenomeno assieme alla storia della critica dell’arte e alla storia dell’arte”.

L’enigma del reale. Exhibition view at Gallerie Nazionali di Arte Antica – Galleria Corsini, Roma 2019. Photo Alberto Novelli

DINAMICHE DI ALLESTIMENTO

L’enigma del reale. Exhibition view at Gallerie Nazionali di Arte Antica – Galleria Corsini, Roma 2019. Photo Alberto Novelli

L’allestimento è stato molto difficile perché la cosa che più ci premeva era separare nettamente la parte storica della quadreria Corsini ‒ che è un gioiello intoccabile ‒ da questa piccola parte di collezione che viene ospitata. Viene, di fatto, presentata in due salette della Galleria. L’unica che è stata alterata temporaneamente è la ‘Camera Verde’, continua la curatriceLe luci fanno vibrare gli olii delle tele, dapprima negli occhi e nel sorriso di un Villano che ride, che in realtà è Democrito rappresentato da Ribera. Successivamente i corpi si svestono ostentando un’anima terrena, come della Maddalena penitente accreditata al periodo storico vicino a Velázquez. Fondi scuri, espressioni crude e atteggiamenti scomposti di ebbri caratterizzano le tele di Manfredi e di un suo seguace, che si aprono in un dialogo silenzioso fatto di luci e di ombre tra collezioni private. La sala blu, invece, si anima di nature morte – la passione di Poletti ‒ dove la vivacità delle cromie e la minuzia dei dettagli ripercorrono una naturalità senza tempo. Le tele sono libere dalle cornici, ricreando la suggestione della tipica modalità Anni Cinquanta, in cui i dipinti dovevano essere ammirati “senza alcun tipo di mediazione”.

OPERE AVVOLTE DAL MISTERO

L’enigma del reale. Exhibition view at Gallerie Nazionali di Arte Antica – Galleria Corsini, Roma 2019. Photo Alberto Novelli

In una piccola sala sono esposte tre versioni del Pescatore che sventra una rana pescatrice. Una di queste proviene dal Museo Nazionale di Varsavia e, per la prima volta, si trovano riunite con l’obiettivo di evidenziare quanto tre pittori diversi si siano interessati a un soggetto tanto insolito, che si discosta dalla scena di genere per avvicinarsi alla pittura di realtà con un “ritratto all’eroica”. L’opera di riferimento è sicuramente quella delle Gallerie Nazionali che, in un primo momento, fu attribuita al romagnolo Cagnacci e poi al fiorentino Fidani. Dopo una serie di studi e di indagini si è arrivati alla conclusione che la mano è di un pittore napoletano della metà del XVII secolo. Riconducibili allo stesso arco temporale e contesto culturale anche le versioni di Poletti e di Varsavia, ma a ispessire l’enigma è la presenza – in collezioni private ‒ di pendant che raffigurano un Pescivendolo dal berretto rosso che vende il pesce a una suora.

By Valentina Muzi – artribune.com

Rispondi