arti visive, Cultura, museo

L’autunno ad arte di Istanbul

A POCHI GIORNI DALLA CHIUSURA DELLA XVI ISTANBUL BIENNIAL, NON SI SPENGONO I RIFLETTORI SULLA CITTÀ TURCA. L’AUTUNNO HA PORTATO UNA VENTATA DI RINNOVAMENTO, CONFERMANDO L’ARTE COME MOTORE PER L’AVVIO DI PERCORSI DI RILIEVO ARCHITETTONICO. UN ITINERARIO IN TAPPE.

A Istanbul, in questi mesi, è percepibile come l’arte contemporanea stia allargando i propri orizzonti. Gli interessi attorno a questo mondo hanno permesso di avviare una serie di importanti cantieri, che stanno modificando il volto della città. Con l’apertura di numerose gallerie private e musei, la grande metropoli si sta imponendo come meta privilegiata per tanti artisti e architetti. Sulla scia della XVI Biennale d’Arte, che rimane la vetrina internazionale più importante, gli appuntamenti per tutto l’autunno sono fitti e la collaborazione tra arte e architettura sta portato a risultati straordinari. Tali sinergie non rimangono solo dei successi autocelebrativi, ma stanno dando vita a un rinnovato interesse per alcune aree dimenticate della città che, come piccole gemme sparse su un ramo secco, dimostrano che la cultura può essere strumento per la rivitalizzazione urbana.

ARTER

Grimshaw Architects, Arter, Istanbul. Photo Cemal Emden

Il 13 settembre scorso è stato inaugurato il nuovo centro della fondazione Vehbi Koç dedicato all’arte contemporanea, in tutte le sue forme ed espressioni. Arter, il nome del nuovo contenitore culturale firmato da Grimshaw Architects, presenta al pubblico un calendario ricco di esposizioni, performance ed eventi che attraversano varie discipline. Un involucro esterno multimaterico invita all’esplorazione interna di spazi espositivi interconnessi tra loro; le grandi finestre inquadrano cartoline della metropoli creando un collegamento, evidentemente non solo visivo, tra l’arte e la città. Il programma culturale di Arter da anni include anche un circuito educativo con il fine di avvicinare il mondo degli artisti a quello del pubblico fruitore, ed è stato ospitato, fin dal 2010, in un edificio storico di fine Ottocento sulla grande via di Istiklal. Questa residenza storica ha cambiato oggi volto e si presenta al pubblico come “Meşher”, parola ottomana per indicare un grande spazio espositivo. Fino a dicembre sarà qui in mostra una collezione contemporanea di opere in ceramica che, curata da Catherine Milner in collaborazione con la galleria inglese Messums Wiltshire, presenta le opere di tredici artisti da tutta Europa, ispirate a miti e leggende.

ARTER
Irmak Caddesi No:13, Dolapdere, Beyoğlu/İstanbul
https://www.arter.org.tr

YAPI

Yapı Kredi Kültür Sanat, Teget, Istanbul. Photo Yunus Ozkazanc

Poche decine di metri più avanti, nella centralissima piazza di Galatasaray, un’altra istituzione culturale privata anima la vita del corso principale di Istanbul: lo Yapı Kredi Kültur Sanat. Sede espositiva di una rinomata casa editrice, accoglie residenti e turisti in un edificio costruito nel 1958 dall’architetto tedesco Paul Schmitthenner. Lo studio turco TEGET ne ha curato il rinnovamento, rinunciando alla griglia razionale che disegnava la facciata e optando per una parete trasparente che entra in contatto diretto con la piazza. Le rampe di accesso alle gallerie espositive definiscono il nuovo volto della struttura e, tra esse, sorge la scultura di Ilhan KomanMar Mediterraneo, che metaforicamente abbraccia il visitatore. Il centro, inaugurato nell’ambito della scorsa Biennale d’Arte, ospiterà per tutto l’autunno mostre ed eventi che spaziano dalla pittura alla fotografia, dal cinema all’archeologia, e ovviamente alla letteratura.

YAPI KREDI KÜLTÜR SANAT
İstiklal Caddesi No:161, Beyoğlu/İstanbul
http://sanat.ykykultur.com.tr

SALT BEYOGLU

Salt Beyoğlu da Istiklal Caddesi, Istanbul. Photo Siska

A poca distanza, ma sempre sulla stessa gran via, un edificio residenziale ottocentesco, che negli ultimi cinquanta anni è stato destinato a usi commerciali, politici e sociali, è ora un luogo di ritrovo e ricerca. Si tratta del Salt Beyoglu, nato dopo un lungo restauro curato da Han Tumertekin che ha combinato la conservazione degli elementi architettonici storici con il riassetto degli spazi interni per incontrare le nuove esigenze dell’istituto. Fino a dicembre si potrà visitare Our blissful souvenirs, la mostra personale di Nur Koçak, fotografa femminista e pioniera dell’iperrealismo turco. Ingresso gratuito.

SALT BEYOĞLU
İstiklal Caddesi No:136, Beyoğlu/İstanbul
https://saltonline.org

INSTANBUL MODERN

Istanbul Modern, vista render dal Bosforo, Renzo Piano Building Workshop in collaboration with Arup Istanbul © RPBW

Nella cornice del mastodontico cantiere che sta rinnovando il waterfront del quartiere Galata, con il nuovo hub croceristico al posto di quello che nel XXIII secolo era il porto dei genovesi, si inseriscono due progetti nei quali l’arte si conferma motore del rinnovamento architettonico della città. Ironia della sorte, del genovese Renzo Piano è il nuovo progetto di Istanbul Modern: il museo d’arte contemporanea più importante di Turchia, che negli ultimi quindici anni ha avuto sede nel magazzino Antrepo 4, è oggi ospitato in un edificio storico di Beyoğlu. L’apertura al pubblico, prevista nel 2021, ha l’ambizione di ridisegnare il rapporto tra la città e il Bosforo.

ISTANBUL MODERN
Temporary Space
Meşrutiyet Caddesi No:99, Tepebaşı,Beyoğlu/İstanbul
https://www.istanbulmodern.org/tr

ANTREPO 5

MSGSÜ Emre Arolat Architects, Museum of Painting & Sculpture, Istanbul, Entrance Hall. Photo Cemal Emden

Tutt’altra sorte invece quella del magazzino Antrepo 5 che, dopo oltre otto anni di lavori, vedrà in primavera l’apertura del nuovo Museo della Pittura e della Scultura di Istanbul. L’edificio storico, progettato dall’architetto modernista Sedad Hakkı Eldem nel 1960, è stato per la prima volta riaperto al pubblico diventando la sede principale della Biennale d’Arte attualmente in corso. L’originale griglia strutturale in cemento armato è l’elemento che lo studio Emre Arolat Architects ha deciso di preservare nella memoria urbana della città, mentre i visitatori circolano all’interno attraverso una fitta rete di rampe, scale e ponti. I container che animano i prospetti sono il nuovo elemento compositivo fortemente caratterizzante l’opera. Essi ospiteranno i 15.000 pezzi della collezione, inclusi esempi importanti di arte turca dal tardo periodo ottomano all’età moderna.

ABDUL MECID EFENDI KOSHU

Abdülmecid Efendi Köşku, The Child Within Me. Photo Derin Canturk

Per concludere questo itinerario nella Istanbul che cambia, si segnala una villa storica in stile tardo ottomano: l’Abdül Mecid Efendi Köşkü, costruito tra 1880-1885, è un gioiello situato sulle colline della parte asiatica di Istanbul che si affacciano sul Bosforo. Attualmente appartiene alla famiglia Koç, la stessa di Arter, e raramente viene aperta al pubblico se non durante le mostre temporanee. La struttura completamente in legno, che è già un’opera d’arte impressa nella memoria storica della città, si apre verso un grande giardino e accoglie il visitatore in un mondo surreale ideato dal curatore levantino Károly Aliotti e del proprietario della collezione Ömer Koç. La mostra The child within me, composta da oltre cento opere di sessanta artisti internazionali, gioca con la fantasia e la memoria riportando alla mente i ricordi d’infanzia.

ABDÜLMECID EFENDI KÖŞKÜ
Kuşbakışı Caddesi No:18, Kuzguncuk, Üsküdar/İstanbul

 

By Derin Canturk e Marco De Donno – artribune.com

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