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YOOX lancia la nuova opera di Patrick Tuttofuoco ispirata alla fluidità di genere

LA FLUIDITÀ, IL SUPERAMENTO DEI CONFINI LEGATI AL GENERE, L’ABBATTIMENTO DI STEREOTIPI, ETICHETTE E CATEGORIE: DI TUTTO QUESTO TRATTA “ULTRAGENDER, 2019”, L’ULTIMO LAVORO IN SERIE DELL’ARTISTA MILANESE. IN UNA CHIAVE TUTTA POP

Patrick Tuttofuoco per YOOX – video frame
YOOX, la piattaforma e-commerce di abbigliamento griffato, torna con una nuova collaborazione ad arte. A interagire con l’azienda è questa volta l’artista Patrick Tuttofuoco (Milano, 1974); il tema su cui è incentrato il suo ultimo lavoro è la fluidità di genere. Ultragender, 2019 è il titolo dell’opera che debutterà all’interno dell’area Design+Art del sito, curata da Beatrice Trussardi (di cui avevamo visto l’esordio come curatrice presso la fiera Nomad, con Robert Pruitt): in vendita, una serie di venti opere in edizione limitata, ciascuna con certificato di autenticità firmato e numerato dall’artista. A Milano, il lancio è accompagnato da alcune conversazioni sul tema gender che vedono la partecipazione del personaggio televisivo Eva Robbins, Francesca Vecchioni, fondatrice di Diversity e Milovan Farronato, curatore del Padiglione Italia alla Biennale di Venezia 2019 appena conclusa. ULTRAGENDER, 2019 DI PATRICK TUTTOFUOCO Tuttofuoco crea per YOOX una forma nuova, capace di appropriarsi dei simboli di genere e superarli. Ma come? In Ultragender, 2019 unisce il famoso profilo della regina egizia Nefertiti al simbolo maschile, composto da un cerchio con una freccia che punta in alto: un’unica sagoma che racchiude il genere maschile, quello femminile e anche la figura dello spettatore, la quale si riflette specchiandosi sul metallo lucido. Infine, una luce a LED, migrando tra le frequenze cromatiche, viene sprigionata dalla scultura inondando lo spazio di colore come un’aura mistica: un elemento ricorrente nella ricerca dell’artista, che tende all’equilibrio tra l’estetica dei materiali, delle forme e della luce. “L’Arte ha il dovere di porre delle buone domande sul mondo che ci circonda, capaci di generare delle riflessioni che siano da stimolo all’evoluzione della società”, spiega Patrick Tuttofuoco, “la mia pratica è sempre stata incentrata sul principio della trasformazione e sulle relazioni interpersonali, che nel tempo sono diventate la materia prima del mio lavoro. In un’epoca di transizione, in cui le questioni sull’identità dell’essere umano sono completamente aperte, sento sempre più la necessità di affrontare con la mia ricerca un’idea di ricostruzione dell’immagine dell’essere umano, per oltrepassare limiti e barriere imposte all’evoluzione del sé e alla sua accettazione”. Il risultato? Un’opera dedicata all’umano e alla sua identità, un modo di trattare di abbattimento di confini di genere, stereotipi ed etichette attraverso una chiave totalmente pop. By Giulia Ronchi – artribune.cpm

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