Attualità, curiosità

Il Ritratto di signora ritrovato a Piacenza è di Gustav Klimt

Le analisi degli esperti nominati dalla Procura hanno confermato l’autenticità del Ritratto di signora di Gustav Klimt ritrovato a Piacenza. Ma il mistero rimane

Alla fina la conferma è arrivata: il Ritratto di Signora è effettivamente quello originale di Gustav Klimt. Si chiude così un capitolo della complessa vicenda legata all’opera scomparsa il 22 febbraio 1997 e ritrovata il 10 dicembre 2019, a pochi passi dal luogo in cui venne trafugata, nell’intercapedine di un muro esterno della Galleria d’Arte Moderna Oddi Ricci, a Piacenza, dove il dipinto era esposto. «È con non poca emozione che confermiamo l’autenticità dell’opera», ha dichiarato il sostituto procuratore di Piacenza, Ornella Chicca. Ma le zone oscure di questa storia sono ancora molte e toccherà agli inquirenti fare luce, dopo il parere degli esperti che hanno autenticato la preziosa opera.

I primi sospetti e le analisi degli esperti

Come scrivevamo, secondo alcune indiscrezioni trapelate dalla Procura della Repubblica di Piacenza, il primo perito ad analizzare il Ritratto di signora di Klimt, dopo il clamoroso ritrovamento da parte di un giardiniere, aveva sollevato alcuni dubbi sull’originalità. Chiaramente, in casi del genere si va con i piedi di piombo e così l’opera, conservata nella sede piacentina della Banca d’Italia e messa sotto custodia delle forze dell’ordine, è stata analizzata approfonditamente dai tre esperti incaricati dalla Procura, la cui identità è stata rivelata solo durante la conferenza stampa di presentazione dei risultati della perizia. Si tratta della storica e critica d’arte Claudia Collina, che ha effettuato gli accertamenti scientifici e storico-artistici, di Diego Cauzzi, funzionario per le tecnologie del Complesso Monumentale della Pilotta di Parma, che si è interessato dell’indagine riflettografica a infrarossi, e di Anna Selleri, restauratrice della Pinacoteca Nazionale di Bologna, che ha sondato lo stato di conservazione dell’opera. Insomma, il quadro è proprio quello acquistato dal collezionista Giuseppe Ricci Oddi nel 1925 e presentato al pubblico nell’ottobre del 1931, quando fu esposto in occasione dell’inaugurazione della Galleria Ricci Oddi, insieme a opere di artisti come Medardo Rosso Giovanni Boldini. L’opera è stata conservata fino al furto del 1997 nella sede della Galleria Oddi Ricci. «Una notizia di importanza storica per la comunità artistica e culturale e per la Città di Piacenza», hanno commentato il sindaco Patrizia Barbieri e l’assessore alla Cultura Jonathan Papamarenghi. Il dipinto di Gustav Klimt ritrovato a Piacenza si può considerare come la seconda opera più importante tra quelle inserite nell’elenco delle opere rubate, dopo la Natività con i Santi Lorenzo e Francesco d’Assisi, realizzata da Caravaggio nel 1600 e trafugata per ordine della mafia nella notte tra il 17 e il 18 ottobre 1969 dall’Oratorio di San Lorenzo a Palermo, ancora dispersa.

Storia di un ritratto: dai ripensamenti di Gustav Klimt alla Ricci Oddi di Piacenza

L’opera fa parte di una serie di ritratti femminili realizzati da Klimt tra il 1916 e il 1917, quindi, immediatamente prima della morte, avvenuta il 6 febbraio 1918, per un ictus durante in viaggio in Romania. Si tratta del periodo della piena maturità, quando Klimt era all’apice della fama, con la vittoria del primo premio all’Esposizione Internazionale di Arte di Roma e avendo esposto alla Biennale di Venezia. Il ritratto che vediamo oggi, in realtà, è stato dipinto sopra un altro ritratto di donna con cappello che, esposto a Dresda nel 1912, fu dato poi per disperso. Ma Klimt lo aveva solo ritoccato e, infatti, la presenza di un altro soggetto al di sotto dello strato pittorico superficiale, è stata usata come prova per accertarne l’autenticità, come del resto aveva sempre sostenuto Massimo Ferrari, direttore della Ricci Oddi, che in un primo momento aveva confermato l’originalità dei timbri e della ceralacca. Il furto del Ritratto di Signora fu scoperto la mattina del 22 febbraio 1997 ma, secondo le ricostruzioni all’epoca dei fatti, avvenne nei tre giorni precedenti. Questo ritardo nella segnalazione fu dovuto a un trasloco del Ritratto di signora e di altre opere a Palazzo Gotico, in piazza Cavalli, non distante dalla Galleria Ricci Oddi, per una mostra su Klimt. Nel 2016 l’inchiesta venne anche riaperta, dopo il ritrovamento di tracce del DNA di uno dei ladri sulla cornice. Poi, a dicembre 2019, il ritrovamento in una intercapedine del muro esterno della Galleria Ricci Oddi, segnalato da un addetto alla pulizia: «Ho trovato questa scatola dentro un sacco nero, pensavo fossero rifiuti, ma ho subito chiamato il responsabile». Insomma, l’opera era sempre rimasta lì, da 22 anni. Molti sono ancora gli aspetti da chiarire su questa vicenda. A partire dalle dinamiche del furto del 1997, mai chiarite e con tracce reperite sulla scena del crimine piuttosto contrastanti. E anche sullo stesso ritrovamento, nel luogo più ovvio, nel quale nessuno avrebbe mai cercato. Ma l’opera è sempre stata lì? Oppure è stata riportata in un secondo momento? Insomma, il giallo è tutt’altro che risolto. By redazione – exibart.com

Rispondi