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Coronavirus: firmato il Decreto del Consiglio dei Ministri. Aprono i musei, stop a eventi e cinema

ARRIVA IL DECRETO CON LE MISURE DA ADOTTARE SU TUTTO IL TERRITORIO NAZIONALE, CON PARTICOLARE ATTENZIONE AI COMUNI E ALLE REGIONI MAGGIORMENTE COLPITE DAL VIRUS. RIAPRONO I MUSEI, MA ADOTTANDO PRECISE MISURE DI PREVENZIONE

Milano Duomo with Milan Cathedral and Galleria Vittorio Emanuele II, 2016. ph Steffen Schmitz fonte wikimedia

Luoghi della cultura che chiudono, luoghi della cultura che riaprono: potrebbe essere questo il sunto di quanto accaduto il 1° marzo in Italia, giorno in cui l’Ambasciata di Francia a Roma ha chiuso al pubblico la Chiesa di San Luigi dei Francesi e in cui il Consiglio dei Ministri ha firmato il cosiddetto “Decreto Coronavirus”, nel quale sono indicate le misure da adottare – nelle regioni colpite dall’epidemia e anche nel resto del Paese – per contenere il propagarsi del virus.

IL DECRETO DEL 1° MARZO 2020: LE MISURE PER I LUOGHI DELLA CULTURA

Le misure del decreto sono suddivise in aree geografiche, a partire dalla “zona rossa” dei comuni di Bertonico, Casalpusterlengo, Castelgerundo, Castiglione D’Adda, Codogno, Fombio, Maleo, San Fiorano, Somaglia, Terranova dei Passerini e Vo’: qui è stata stabilita “la chiusura dei servizi educativi per l’infanzia e delle scuole di ogni ordine e grado, nonché delle istituzioni di formazione superiore, comprese le Università e le Istituzioni di alta formazione artistica musicale e coreutica, ferma la possibilità di svolgimento di attività formative a distanza; la sospensione di viaggi di istruzione in Italia o all’estero fino al 15 marzo; la sospensione dei servizi di apertura al pubblico dei musei e degli altri istituti e luoghi della cultura”.

RIAPRONO I MUSEI IN ZONA GIALLA

Nel resto della Lombardia e in Emilia Romagna e Veneto e nelle province di Pesaro, Urbino e Savona è stata stabilita “la sospensione, sino all’8 marzo 2020, di tutte le manifestazioni organizzate, di carattere non ordinario, nonché degli eventi in luogo pubblico o privato, ivi compresi quelli di carattere culturale, ludico, sportivo e religioso, anche se svolti in luoghi chiusi ma aperti al pubblico, quali, a titolo d’esempio, grandi eventi, cinema, teatri, discoteche, cerimonie religiose”; inoltre, sempre fino all’8 marzo, sono sospesi “i servizi educativi dell’infanzia e delle attività didattiche nelle scuole di ogni ordine e grado, nonché della frequenza delle attività scolastiche e di formazione superiore, comprese le Università e le Istituzioni di alta formazione artistica musicale e coreutica, di corsi professionali, master, corsi per le professioni sanitarie e università per anziani, ad esclusione dei medici in formazione specialistica e tirocinanti delle professioni sanitarie, salvo la possibilità di svolgimento a distanza”; “l’apertura dei luoghi di culto è condizionata all’adozione di misure organizzative tali da evitare assembramenti di persone, tenendo conto delle dimensioni e delle caratteristiche dei luoghi, e tali da garantire ai frequentatori la possibilità di rispettare la distanza tra loro di almeno un metro”.

PERCHE’ NON TENTARE LA RIAPERTURA DI CINEMA E TEATRI?

In particolare, per quanto riguarda le attività culturali, è stabilita “l’apertura al pubblico dei musei e degli altri istituti e luoghi della cultura, a condizione che assicurino modalità di fruizione contingentata o comunque tali da evitare assembramenti di persone, tenendo conto delle dimensioni e delle caratteristiche dei locali aperti al pubblico, e tali che i visitatori possano rispettare la distanza tra loro di almeno un metro”. Resta qualche dubbio sulla chiusura di cinema e teatri. Se il problema è stare a 1 metro di distanza l’uno dall’altro, la cosa si può ottenere anche nei teatri limitando gli accessi e consentendo alle persone di sedere a seggiolini alternati. Cosa fattibile ancor meglio nelle mezze vuote sale cinematografiche. Difficile prevedere cosa succederà nelle prossime settimane – e a leggere i numeri le previsioni non sono affatto buone – tuttavia se si è scelto politicamente di dare delle concessioni al settore della cultura (assumendosene i rischi) allora sarebbe opportuno trovare il modo di dare concessioni a tutti i comparti visto quanto sta soffrendo quello dello spettacolo dal vivo e quello del cinema.

NEL RESTO D’ITALIA NIENTE GITE SCOLASTICHE

Su tutto il territorio nazionale, invece, viene stabilita “la sospensione fino al 15 marzo dei viaggi d’istruzione, delle iniziative di scambio o gemellaggio, delle visite guidate e delle uscite didattiche”, nello stesso tempo però il resto delle attività potranno svolgersi adottando “ulteriori misure di informazione e prevenzione”.

By redazione – artribune.com

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