Attualità, mostra

9 mostre da vedere a New York nella settimana dell’Armory Show

MANCANO POCHE ORE ALL’AVVIO DELL’INTENSA SETTIMANA NEWYORKESE NEL SEGNO DELL’ARMORY SHOW. COME DI CONSUETO, SARANNO TANTISSIME LE MOSTRE DA VEDERE IN CITTÀ, QUI NE ABBIAMO SELEZIONATE UNA MANCIATA.

Judd, Donald

Mentre buona parte del pianeta è paralizzata dai timori per la diffusione del coronavirus, con la conseguente cancellazione di fiere ed eventi culturali – da Art Basel Hong Kong al Salone del Mobile di Milano ‒, la Grande Mela si prepara ad alzare il sipario sull’Armory Show, giunto alla sua 26esima edizione, in programma dal 5 all’8 marzo nella cornice dei Pier 90 e 94. Eppure non saranno soltanto le gallerie a catalizzare l’attenzione degli art lover: ecco una guida alle mostre da segnare in agenda se la vostra meta, nei prossimi giorni, sarà New York.

DONALD JUDD – MOMA

Un itinerario che si rispetti non può esimersi dal suggerire il MoMA come prima tappa. Qui i riflettori si accendono su Donald Judd (Excelsior Springs, 1928 – New York, 1994), protagonista di un solo show che descrive il suo approccio alla materia scultorea – ma anche alla pittura e al disegno ‒, riunendo una serie di opere realizzate nell’arco di una lunga carriera. Prima retrospettiva statunitense degli ultimi trent’anni, la mostra intitolata a Judd sintetizza il vocabolario di un artista che ha fatto del volume e del colore gli strumenti chiave della sua pratica.

New York // fino all’11 luglio 2020 Judd MOMA 11 West 53 Street https://www.moma.org

COUNTRYSIDE, THE FUTURE – GUGGENHEIM MUSEUM

È fortemente orientata ai temi più urgenti della contemporaneità la mostra in corso al Guggenheim Museum, costruita attorno ai punti di vista di Rem Koolhaas Samir Bantal, capisaldi dell’Office for Metropolitan Architecture. La disciplina del progetto è la principale chiave di lettura di una rassegna che guarda alla campagna come “cluster” sottoposto a trasformazioni costanti e interconnesse alle urgenze del presente – dai cambiamenti climatici alle dinamiche migratorie.

New York // fino al 14 agosto 2020 Countryside, the Future SOLOMON R. GUGGENHEIM MUSEUM 1071 5th Avenue (at 89th Street) https://www.guggenheim.org

MURALISMO MESSICANO – WHITNEY MUSEUM OF AMERICAN ART

Quale fu l’impatto del Muralismo messicano sugli artisti americani dopo il 1920? Tenta di dare risposta a questo interrogativo la mostra allestita al Whitney Museum, raccogliendo circa duecento opere di una sessantina di autori messicani e statunitensi che testimoniano il rapporto di doppio scambio avvenuto tra i due Paesi, sulla scorta di esempi come quelli di José Clemente OrozcoDiego Rivera e David Alfaro Siqueiros.

New York // fino al 17 maggio 2020 Vida Americana: Mexican Muralists Remake American Art, 1925–1945 WHITNEY MUSEUM OF AMERICAN ART 99 Gansevoort Street https://whitney.org

Contact High. Barron Claiborne, Biggie Smalls, King of New York, Wall Street, New York, 1997. Courtesy ICP, New York

A VISUAL HISTORY OF HIP-HOP ‒ INTERNATIONAL CENTER OF PHOTOGRAPHY

Ve ne abbiamo già parlato nel nostro itinerario newyorkese all’insegna della fotografia, ma vale certamente la pena citare di nuovo la mostra allestita all’International Center of Photography. A farla da padrone è l’hip-hop, vero e proprio faro che illumina quattro decenni dietro l’obiettivo, mescolando musica, politica, moda e cultura in genere. Curiosi? Tra i molti scatti esposti anche un rarissimo ritratto di Notorius B.I.G. sorridente.

New York // fino al 18 maggio 2020 Contact High: A Visual History of Hip-Hop ICP 79 Essex Street https://www.icp.org/

PETER SAUL – NEW MUSEUM

Prima monografica newyorkese dedicata al talento anticonformista di Peter Saul (San Francisco, 1934) e ospitata dalle sale del New Museum. Un’immersione fra le pieghe di una pittura dal forte retrogusto pop, in cui si amalgamano retaggi surrealisti, rimandi alla quotidianità e grammatiche vicine all’universo della illustrazione. Senza dimenticare un non troppo sommesso afflato dissacrante, che non guasta mai.

New York // fino al 31 maggio 2020 Peter Saul: Crime and Punishment NEW MUSEUM 235 Bowery https://www.newmuseum.org/

Peter Saul, Donald Trump in Florida, 2017. Acrylic on canvas, 78 x 120 in (198.1 x 304.8 cm). Hall Collection. Courtesy Hall Art Foundation

AGNES DENES – THE SHED

Oltre 150 opere e 50 anni di carriera: è questo l’orizzonte entro il quale prende forma la mostra di The Shed intitolata ad Agnes Denes (Budapest, 1931), artista che ha saputo canonizzare il proprio stile grazie a una efficace combinazione di linguaggi e discipline, con un occhio di riguardo all’ambito dell’ecologia fin dagli Anni Sessanta e Settanta.

New York // fino al 22 marzo 2020 Agnes Denes: Absolutes and Intermediates THE SHED 545 West 30th Street https://theshed.org

JAIMIE WARREN – PIONEER WORKS

Quante volte invochiamo un miracolo per districarci fra gli imprevisti, più o meno dirompenti, dell’epoca attuale? Il miracolo proposto da Jaimie Warren (Waukesha, 1980) nella sua prima mostra all’interno di una istituzione newyorkese ha a che fare con la collettività e con l’intrattenimento popolare – cinema in primis –, capace di indurre le persone a condividere valori e background, tra gioia e un sottile senso di straniamento.

New York // fino al 12 aprile 2020 Jaimie Warren: The Miracle PIONEER WORKS 159 Pioneer Street https://pioneerworks.org/

Agnes Denes. Absolutes and Intermediates. Installation view at The Shed, New York 2019. Photo Dan Bradica. Courtesy The Shed

JEFFREY GIBSON ‒ BROOKLYN MUSEUM

Affondano nelle radici Choctaw e Cherokee le origini di Jeffrey Gibson (Colorado, 1972), in mostra al Brooklyn Museum con una riflessione sulla cultura nativo americana posta in dialogo con la sua pratica artistica. Accostando opere incluse nella raccolta museale e propri lavori recenti, Gibson mette sul piatto una riflessione a cavallo tra Storia, presente e futuro.

New York // fino al 10 gennaio 2020 Jeffrey Gibson: When Fire Is Applied to a Stone It Cracks BROOKLYN MUSEUM 200 Eastern Parkway https://www.brooklynmuseum.org

FOTOGRAFIA AL MET

In occasione del 150esimo anniversario il MET si racconta, dando spazio a una mostra che celebra il fondamentale ruolo giocato dalla fotografia nella sua raccolta attraverso due mostre consequenziali. 2020 Vision: Photographs, 1840s–1860s punta l’obiettivo, è il caso di dirlo, su uno specifico arco temporale attraverso una serie di scatti donati recentemente al museo della Grande Mela. In attesa del secondo capitolo della saga ‒ Photographs, 1940s–1960s ‒ in arrivo a luglio.

New York // fino al 10 maggio 2020 2020 Vision: Photographs, 1840s–1860s THE MET FIFTH AVENUE 1000 Fifth Avenue https://www.metmuseum.org

By Arianna Testino – artribune.com

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