Attualità, museo

Il Louvre chiude per il Coronavirus. A Parigi serrata anche per il Museo Delacroix

LA FRANCIA CHIUDE IL SUO MUSEO PIÙ VISITATO AL MONDO PER LA PANDEMIA IN CORSO: ERA GIÀ STATO CHIUSO UNA VOLTA IN VIA PREVENTIVA. ORA È DEFINITIVA FINO A NUOVO ORDINE, INSIEME ALLA CASA DOVE DELACROIX VISSE E LAVORÒ.

Museo del Louvre, Parigi. Foto: pagina Facebook ufficiale del Louvre

In conformità alle direttive emanate dal governo francese, il Musée du Louvre e il Musée National Eugène-Delacroix chiudono oggi, venerdì 13 marzo alle 18, e rimarranno chiusi fino a nuovo ordine. Tutti i possessori di biglietti acquistati online riceveranno un rimborso”. Lo rende noto un comunicato appena diramato dal museo. Il Covid-19 dilaga ovunque, è pandemia come accertato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, e anche la Francia deve prenderne dolorosamente atto, dopo aver tergiversato non poco. Risale allo scorso 1 marzo una temporanea chiusura del museo più visitato al mondo durata fino al 4 marzo, ma solo su insistenza dei suoi dipendenti che avevano indetto un’assemblea d’urgenza per discutere le misure adottate dallo Stato per prevenire i casi di contagio da Coronavirus, all’indomani di un Consiglio dei Ministri straordinario in cui il governo francese aveva deciso di evitare l’organizzazione di eventi pubblici che contassero la presenza di oltre 5mila persone.

UN BAGNO DI REALTÀ

Ora, questo bagno di realtà che fa contare alla Francia quasi 3mila contagi, costringe il suo governo a chiudere la sua istituzione culturale più importante insieme al museo Delacroix, che dal 1 gennaio 2004 è stato assegnato alla gestione del Louvre: situato nella piccola rue de Furstenberg dietro la chiesa di St-Germain-des-Près, è allestito nella casa dove Delacroix visse e lavorò dal 28 dicembre 1857 fino alla morte ed è stato creato su iniziativa dei più grandi artisti degli anni ’20, Maurice DenisHenri MatissePaul Signac. Il Louvre, inoltre, rende noto anche il rinvio delle mostre Albrecht Altdorfer e Da Donatello a Michelangelo – Sculture italiane del Rinascimento: quest’ultima avrebbe dovuto aprire il 6 maggio, con la collaborazione del Castello Sforzesco di Milano. Ovviamente questo provvedimento non riguarda solo il Louvre, ma pure gli altri musei francesi, anche se il lockdown non è definitivo a Parigi sono molti gli spazi che resteranno chiusi (ad esempio la Filarmonica della capitale francese che ha definitivamente cancellato la presentazione della stagione 2020/21). Il Ministro della Cultura, Franck Riester, risultato anch’egli positivo al Coronavirus, avrebbe invitato gli altri musei sotto la giurisdizione del suo ministero a fermare le attività o a limitarle. Gli assembramenti sono proibiti, ma c’è ancora un limite di 100 persone per luogo pubblico. Segue l’esempio della Capitale anche Saint Etienne, che chiude tutti gli spazi pubblici, compresi i musei (e il bellissimo Musée d’art moderne di Saint-Étienne diretto dall’arcinoto curatore Lorand Hegyi). C’è però chi è pronto a giurare che l’annuncio di un lockdown definitivo sia imminente. Potrebbe partire già dal 16 marzo a tempo indeterminato. Nel frattempo la baraonda di cancellazioni, chiusure e rinvii che abbiamo già sperimentato qui in Italia è già cominciata: festival, spettacoli, manifestazioni stanno annunciando spostamenti e annullamenti. Ma l’effetto Louvre sta colpendo a cascata anche il Centre Pompidou, la Tour Eiffel, il Castello di Versailles e così via.

I MUSEI CHIUSI NEL MONDO

La chiusura dei musei francesi arriva dopo quella del Prado di Madrid, insieme a quella del Thyssen, del Reina Sofia e di tutti gli altri musei, grandi e piccoli, della capitale, gli archivi di stato e la Filmoteca nazionale; del Metropolitan di New York che da venerdì 13 marzo chiude tutte e tre le sue sedi: The Met Fifth Avenue, The Met Breuer e The Met Cloisters; e di tutte le fiere più importanti del globo, da Tefaf di Maastricht chiusa in anticipo, alla cancellazione dell’edizione 2020 di Art Basel Hong Kong, mentre in Italia è stata rinviata MIA Photo Fair e posticipato a giugno il Salone del Mobile, entrambi a Milano come anche Miart, ricollocata a settembre.

By Claudia Giraud – artribune.com

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