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“Il Governo aiuti le gallerie d’arte”. Lettera dell’associazione ANGAMC a Franceschini

RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO LA LETTERA INDIRIZZATA AL MINISTRO PER I BENI E LE ATTIVITÀ CULTURALI E PER IL TURISMO, SCRITTA DALL’ASSOCIAZIONE CHE DA OLTRE 50 ANNI LAVORA PER TUTELARE LE GALLERIE. ECCO LE RICHIESTE AVANZATE PER SUPERARE QUESTO MOMENTO DI CRISI

Stand ANGAMC, ArteFiera, Bologna, 2019
Mauro Stefanini

È Mauro Stefanini, Presidente di ANGAMC, a firmare questa lettera – un appello, una necessaria richiesta d’aiuto – indirizzata al dicastero del MIBACT. Presente dal 1964, l’Associazione Nazionale Gallerie d’Arte Moderna e Contemporanea, considerato un sindacato delle gallerie d’arte, si espone soprattutto in questa crisi economica che vede strangolare la possibilità di sostenibilità e ripartenza per questo settore commerciale rivolto alla vendita di opere. A preoccupare è anche la prospettiva futura, che anche nella Fase 2 vede azzerate le possibilità di scambi commerciali con l’estero e le partecipazioni agli eventi fieristici, importanti momenti strategici di vendita e visibilità. Così Stefanini, dopo aver illustrato l’indotto che l’attività delle gallerie porta all’economia nazionale – fatto di una fitta trama di collaboratori e interlocutori anche di altri settori professionali – conclude la lettera proponendo una serie di agevolazioni fiscali necessarie per dare una speranza di ripartenza. Molte delle quali, peraltro, erano già state richieste ben prima della pandemia, quando già il problema dell’eccessivo carico di tasse e burocrazia rappresentava un grande ostacolo per i commerci. L’appello.

LA LETTERA DI ANGAMC AL MINISTRO FRANCESCHINI

All’attenzione del Ministro per i Beni e le Attività Culturali e per il Turismo
Dott. Dario Franceschini
e p.c.
al Capo di Gabinetto del Ministero della Cultura, Prof. Lorenzo Casini
al Presidente Commissione Cultura della Camera, On. Luigi Gallo
al Presidente Commissione Cultura del Senato, On. Mario Pittoni
via mail / PEC
Milano, 30 aprile 2020

Egregio Ministro,
ANGAMC, Associazione Nazionale Gallerie d’Arte Moderna e Contemporanea, desidera innanzitutto esprimere la propria solidarietà relativamente ai provvedimenti adottati dall’esecutivo al fine di far fronte alla grave emergenza sanitaria che ha colpito il nostro Paese provocando migliaia di vittime, alcune, ahimè, anche tra i nostri associati.
ANGAMC, unica voce a livello nazionale a rappresentare la categoria e tutelarne, in ogni sede, gli interessi morali, economici e culturali conta oggi numerosi associati i quali svolgono un ruolo di estrema importanza nel mercato dell’arte, settore anche questo duramente colpito dalla chiusura degli spazi espositivi che si innesta in uno scenario già sofferente.
Il mercato dell’arte è un mercato globale e competitivo in cui l’Italia, dall’enorme potenziale, non sfrutta al meglio le proprie possibilità limitando il proprio peso a una quota marginale.
La cultura, e in particolare l’arte con il suo mercato, sono settori produttivi che attualmente non svolgono appieno il proprio ruolo economico poiché limitate da norme restrittive e anacronistiche rispetto agli stessi settori in mercati esteri dove queste hanno un ruolo trainante. L’eccezione culturale che ci contraddistingue nulla significa se non trova applicazione concreta nell’investitura delle istituzioni, nella vitalità degli operatori sulla scena locale, nella loro presenza sul territorio internazionale.
Musei, artisti, operatori e collezionisti condividono lo stesso destino e la politica ha il dovere, se non anche solo per interesse, di ascoltarli.

LA LETTERA DI ANGAMC AL MINISTRO FRANCESCHINI: LA CRISI DELLE GALLERIE

La maggior parte delle gallerie d’arte sono piccole imprese con lavoratori dipendenti e reti di artisti che fanno affidamento esclusivamente su ricavi generati dalle vendite delle gallerie stesse. L’inattività di questo periodo e la conseguente perdita di entrate renderanno sempre più difficile per queste gallerie supportare i loro dipendenti e i loro artisti.
Se non sarà intrapresa alcuna azione queste attività non sopravvivranno molti artisti rimarranno privi di supporto mettendo così a rischio il loro contributo culturale, sociale ed economico di cui le gallerie sono portatrici.
I numeri parlano chiaro: il settore conta circa 500 gallerie d’arte che contribuiscono a un forte impatto culturale, sociale ed economico sul Paese. Basti pensare alle 5.000 mostre private realizzate ogni anno; ai 10.000 posti di lavoro tra attività di gallerie, artisti, curatori, restauratori e trasportatori specializzati; al volume d’affari di centinaia di milioni di euro; agli ingenti investimenti in cultura che creano effetti positivi anche nel tessuto economico delle città come nel settore alberghiero, ristorativo e fieristico.
Quest’ultimo rappresenta l’occasione principale per le gallerie di fare mercato, generando affari per il circa il 70% dell’intero fatturato prodotto dal comparto economico che rappresentiamo.
La prospettiva sempre più concreta di posticipare e annullare le principali manifestazioni fieristiche del settore, nazionale e internazionale, sta generando nella categoria una diffusa preoccupazione nell’ipotesi che quella percentuale possa rappresentare la riduzione del nostro flusso futuro di affari nel breve e medio termine.
Questa eccezionale fase di crisi potrebbe mettere in discussione la riapertura di molte gallerie in Italia, rischiando così la perdita di un know how unico al mondo oltre all’opportunità di sviluppo e di crescita del Paese.

LA LETTERA DI ANGAMC AL MINISTRO FRANCESCHINI: LE PROPOSTE

È importante e necessario che la politica comprenda che le importazioni di opere d’arte, la loro circolazione, la facilità di scambio e l’attrattività che il mercato opera nei confronti degli operatori stranieri sono tutte attività che porterebbero benefici estremamente positivi, in termini economici, al mercato interno assicurando all’Italia un ruolo da protagonista in Europa e nel mondo.
Non favorire tutto questo significa avvitarsi in una spirale recessiva riducendo le entrate fiscali dello stato.
È doveroso pertanto per ANGAMC, nel rispetto degli associati e di tutta la categoria, richiamare l’attenzione del Governo sulla necessità di dare risposte forti e concrete alla filiera artistica e in particolare al sistema delle gallerie. Siamo di fronte a una condizione complessa che può essere affrontata solo con strumenti di portata strategica, predisponendo azioni che consentano l’immediato avvio d’investimenti e interventi non appena l’emergenza terminerà.
In questa fase accogliamo favorevolmente gli interventi del Governo mirate alla concessione di esenzioni, momentanei blocchi dei pagamenti di mutui e utenze, la proroga dei pagamenti F24 e altre eventuali imposte, ma riteniamo fondamentale riprendere con Lei il dialogo su temi per noi sostanziali: Art Bonus, IVA primo mercato, IVA importazioni, SIAE/diritto di seguito che abbiamo già avuto modo di portare sul tavolo del Ministero della Cultura e che saranno fondamentali per porre le basi per il rilancio futuro del sistema Arte.
ANGAMC, Associazione Nazionale Gallerie d’Arte Moderna e Contemporanea è pronta e disponibile a dare tutto il suo supporto all’esecutivo e per questo si auspica e già richiede l’apertura di un tavolo di confronto post emergenza.
Certi della vostra attenzione, restiamo in attesa di un vostro riscontro e porgiamo distinti saluti.

IL PRESIDENTE ANGAMC
Mauro Stefanini

By  Giulia Ronchi – artribune.com

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