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I VIDEOGIOCHI D’ARTE…

Chi ha detto che il videogioco non è un’arte? Ultimamente si stanno sperimentando nuove frontiere di fruizione e produzione dell’arte e il settore gaming è una di queste.

Nel 2020 il videogioco entrerà quasi sicuramente a far parte della classificazione delle arti in quanto decima arte, subito dopo il fumetto. Per numerosi specialisti del settore si tratta di una conseguenza logica dell’evoluzione della nostra società. Il videogioco rappresenta per il XXI secolo un’innovazione comparabile a quella del cinema durante XX secolo. Anche quest’ultimo infatti, inizialmente considerato come un passatempo per ragazzi, ha acquisito una dimensione ben più importante diventando ormai parte essenziale del nostro bagaglio culturale. Certo questo discorso potrebbe stupire ancora molti poiché la connotazione negativa dovuta all’innegabile messaggio diseducativo che veicolano alcuni videogiochi, è ancora molto presente. Tuttavia, numerosi creatori di videogiochi continuano a sviluppare esperienze multimediali basate sul concetto dell’ “edutainment” ovvero “imparare divertendosi”, che come ben sappiamo è altamente efficace. Adattarsi alle esigenze delle nuove generazioni, raggiungerle laddove si trova il proprio interesse per trasmettere loro conoscenze e stimoli creativi, sono queste le sfide che alcuni di questi videogiochi si pongono. Nell’ambito dell’arte, all’ombra dei grandi blockbuster, fioriscono le creazioni degli studi indipendenti. Piccoli gioielli di grafica, con storie commoventi ed educative: ecco una selezione di videogiochi che vi faranno apprezzare l’arte come mai prima.

Monument Valley II

Crescita, distacco, maturazione e amore: questi temi vengono affrontati con una tecnica narrativa che utilizza il solito stile grafico tanto apprezzato, semplice ma di impatto, coadiuvato da musiche e da effetti sonori tali da risultare altrettanto emozionanti. Madre e figlia si ritrovano in un labirinto di architetture caleidoscopiche dove dovranno decifrare i misteri della Sacra Geometria. Voi dovrete aiutarle a trovare la strada giusta azionando dei meccanismi segreti, scoprendo dei passaggi eterei e risolvendo enigmi incantati. Sequel dell’omonimo gioco di riflessione per smartphone lanciato nel 2014, Monument Valley II ci trasporta in un mondo surreale nel quale possiamo intravedere l’influenza, tra gli altri, dello stile dell’artista olandese Maurits Cornelis Escher, autore di litografie che mettono in scena geometrie assurde.

Disponibile a pagamento su: App Store e Google Play.

 

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Machinarium

Con Machinarium entrerete in un mondo sospeso nel tempo che vi sorprenderà non solo per la bellezza della grafica, interamente realizzata a mano, ma anche per l’atmosfera ricca di grazia ed emozione. Sviluppato dallo studio indipendente ceco Amanita design  Machinarium è un videogame d’avventura dove il protagonista, un adorabile robot di nome Josef, espulso dalla sua città, tenta con ogni mezzo di ritornarci per salvare la sua amata Berta rapita dalla banda delle Capinere. Costruito come un vero e proprio rompi-capo, nel corso del gioco dovrete aiutare Josef lungo il cammino disseminato di enigmi e puzzle che dovrete risolvere. La particolarità di Machinarium sta nel fatto di essere muto: infatti, invece di utilizzare le parole Josef utilizza dei “ballon” con dei disegni che raffigurano esattamente ciò che egli intende dire e pensare. Un incrocio tra “Wall-E”,” Appuntamento a Belleville” e i disegni di Nicolas de Crécy, questo videogame è stato pluripremiato per la sua grafica ispirata e coinvolgente.

Disponibile a pagamento su: App Store e Google Play.

ICO

Obiettivo del gioco? Salvare una principessa. Un classico. Il problema subentra se per fare ciò dobbiamo avventurarci all’interno di un quadro di Giorgio de Chirico. Sviluppato nel 2002 per Playstation 2 e 3, Ico è uno dei videogiochi più apprezzati da pubblico e critica proprio per la sua ambientazione accostabile alle opere del pittore Giorgio de Chirico. Puzzle, enigmi ambientali, paesaggi: un tour all’interno delle architetture del grande pittore metafisico che ha avuto una profonda influenza anche sull’intero gioc, a partire dalla cover ispirata all’opera “La Nostalgia dell’Infinito”. Delle opere di de Chirico il creatore del gioco ha ripreso le titaniche costruzioni che sviliscono la presunta grandezza dell’uomo presenti, ad esempio, ne “L’angoscia della partenza“ e ”La Torre Rossa” e quel senso di oppressione, scaturito dalla solitudine nel ritrovarsi fagocitati da immense strutture, vuoti, con la perenne sensazione di essere in trappola, un sentimento angosciante che ci portiamo addosso lungo tutto lo scorrere del gioco.

Disponibile a pagamento, in esclusiva per Play Station.

BACK TO BED

In questo simpatico videogame, disponibile anche per dispositivi mobile, siamo chiamati ad accompagnare un sonnambulo e portarlo sano e salvo fino al suo letto. Niente di strano se solo non dovessimo districarci in ambienti onirici scaturiti direttamente dal subconscio del nostro “amico dormiente” che si ispirano direttamente alle opere dei grandi artisti surrealisti del Novecento come Maurits C. Escher, Salvador Dalì e René Magritte. Le architetture impossibili di Escher, gli orologi squagliati di Dalì, le mele giganti di Magritte: questi e molti altri sono i riferimenti a tema artistico presenti nel videogioco. Nato nel 2014 da un progetto studentesco in Danimarca, il videogioco è stato pubblicato dal team di Bedtime Digital Games dopo anni di duro lavoro e incessante fundraising.

Disponibile a pagamento per Windows, Mac, Google Play e Play Station

By Ilaria Greta De Santis – Artuu.it

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