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Muore a Roma a 76 anni Marcello Gianvenuti, per 30 anni fotografo di Mario Schifano

IL FOTOGRAFO, SCOMPARSO LO SCORSO 4 AGOSTO, HA COLLABORATO CON ARTISTI ITALIANI E INTERNAZIONALI, TRA CUI SOPRA OGNI ALTRO MARIO SCHIFANO E POI FRANCO ANGELI, TANO FESTA, SOL LEWITT E CY TWOMBLY

Marcello Gianvenuti negli anni Ottanta – foto di Colomba D’Apolito
È morto lo scorso 4 agosto a Roma a 76 anni Marcello Gianvenuti, fotografo che nel corso della sua carriera, a partire dagli anni Sessanta, ha collaborato e lavorato a fianco dei principali artisti italiani di quel periodo: tra tutti, Mario Schifano, con cui collaborò per oltre trent’anni. I funerali di Gianvenuti si terranno alle ore 11 del 6 agosto alla parrocchia di Piazza Santa Maria alle Fornaci a Roma.

VITA E CARRIERA DI MARCELLO GIANVENUTI

Nato a Roma nel 1943, Marcello Gianvenuti ha lavorato per decenni in maniera discreta al fianco degli artisti mettendo a disposizione il suo talento, dedizione e professionalità senza mai avere ambizioni di emergere e mettersi in mostra, documentando gli artisti a lavoro e con le riproduzioni delle loro opere. Il lavoro dei fotografi d’arte è molto delicato: la bravura consiste nel mettere in luce l’altrui bravura. Una capacità di stare un passo indietro che non è affatto banale. Marcello Gianvenuti ha iniziato a lavorare nei primi anni Sessanta come fotografo collaborando con Renato Gozzano, che lo introdusse agli artisti e al mondo dell’arte, con Ugo Mulas, che affiancò spesso come assistente a Roma, e con Elisabetta Catalano. Risale proprio a quegli anni la conoscenza con Mario Schifano, con il quale Gianvenuti ebbe un rapporto fondamentale, dal punto di vista sia professionale sia umano, durato tre decenni.
Mario Schifano e Franco Sarnari fotografati da Marcello Gianvenuti
 

MARCELLO GIANVENUTI E GLI ARTISTI

Negli anni Sessanta e Settanta, lavorò con altri autori della scena artistica di quel momento, tra cui Franco Angeli, Tano Festa, Maurizio Mochetti e Franco Sarnari, suo grande amico. Negli anni Ottanta aprì, insieme al suo amico e fotografo Mimmo Capone, uno studio fotografico nello spazio (che successivamente diventerà la galleria di Ugo Ferranti sotto il Museo Napoleonico a Roma) lavorando con artisti dell’epoca come Ceccobelli, Dessì, Nunzio, Gallo, Tirelli e con grandi nomi internazionali come Sol LeWitt e Cy Twombly.
Marcello Gianvenuti negli anni Settanta

MARCELLO GIANVENUTI OLTRE LA FOTOGRAFIA

Negli anni Ottanta, Gianvenuti sperimenta altri ambiti del visivo e dell’arte, lavorando insieme ad Alfredo De Santis, grafico italiano con il quale realizzò basi fotografiche per le animazioni di sigle televisive. Gianvenuti ha inoltre collaborato con l’Unicef, l’ACNUR/UNHCR e Crocevia, una struttura per la cooperazione e lo sviluppo di progetti per il Terzo Mondo: con incarichi di documentazione fotografica è stato varie volte in Africa. Proprio in quegli anni evidente fu l’impatto sull’educazione dei figli, oggi tutti e due in carriera in ambiti creativi. Claudia nel settore della musica elettronica e Alessandro nel campo dell’arte contemporanea, della fotografia e della grafica.   By redazione – artribune.com

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