Attualità, installazioni

Non solo Infinite Rooms: le storiche sfere di Yayoi Kusama ora installate in un museo in Arkansas

FORSE MENO CONOSCIUTA DEI POIS COLORATI O DELLE INFINITE ROOMS, QUEST’OPERA – COMPOSTA DA 900 SFERE SPECCHIATE, ORA ALLESTITA ALL’ESTERNO DEL THE MOMENTARY – PORTA CON SÉ UN INTERESSANTE SIGNIFICATO POLITICO.

Yayoi Kusama, Narcissus Garden, 1966, stainless steel spheres, Collection of OZ Art. Courtesy of Ota Fine Art and Victoria Miro © YAYOI KUSAMA. Photo by Ironside Photography / Stephen Ironside.
Il fenomeno Kusama, esploso con particolare dirompenza negli ultimi anni, ha fatto sì che l’artista giapponese fosse conosciuta in tutto il mondo, particolarmente amata da tutti i tipi di pubblico per i suoi ambienti immersivi e spettacolari. Ma la vicenda artistica di Yayoi Kusama (Matsumoto, Giappone, 1929) parte da ben prima dei suoi pois colorati e delle Infinite Rooms, e ha a che fare con un’arte politica e calata nel tempo presente. Di questo attivismo restano opere come Narcissus Garden installato, almeno per un anno, negli spazi esterni del Momentary, il satellite d’arte contemporanea del Crystal Bridges Museum of American Art a Bentonville, Arkansas.
Yayoi Kusama, Narcissus Garden at The Momentary Photo by Ironside Photography / Stephen Ironside.

YAYOI KUSAMA, NARCISSUS GARDEN

Narcissus Garden è composto da quasi 900 sfere specchiate, che ricoprono il pavimento rappresentando una metafora della società, della collettività, in cui ogni individuo è singolo e allo stesso tempo interconnesso agli altri soggetti e riflette la luce attorno a sé. La superficie specchiante che ricopre le sfere, invece, è per Kusama il senso di un’esistenza infinita, un mondo che si propaga continuamente espandendo i suoi limiti. Altro elemento cardine, per l’artista giapponese, è la modularità e la ripetitività dell’opera, che va ad aggiungersi a quella serie di elementi per i quali nutre una dedizione ossessiva.

YAYOI KUSAMA, LA STORIA DI NARCISSUS GARDEN

Ma in cosa consiste il riferimento a Narciso, o meglio, al narcisismo? Era il 1966 quando una giovane Yayoi Kusama partecipava alla Biennale di Venezia con un happening legato a quest’opera: su un prato davanti al Padiglione Italia aveva posto queste sfere, con dei cartelli che recitavano “Narcissus Garden, Kusama” e “Il tuo narcisismo in vendita”. Gli oggetti erano infatti acquistabili a 2 dollari o 1200 lire, offerti direttamente dall’artista in kimono. In quell’occasione l’opera veniva smembrata e venduta a pezzi, come se fosse una bibita o un gelato; un’occasione per riflettere sulla facile mercificazione dell’arte e degli artisti, allora come oggi.

YAYOI KUSAMA, NARCISSUS GARDEN. LE PAROLE DELLA CURATRICE

La cosa più emozionante dell’installazione di Narcissus Garden al Momentary è che questa è la prima volta che il lavoro è stato installato all’aperto in un ambiente industriale”, afferma Kaitlin Maestas, assistente alla curatela. “Nel pensare a dove posizionare questo lavoro incredibilmente giocoso e contemplativo, siamo stati attratti dalla particolare architettura lungo il lato nord dell’edificio. Per me, questo cortile incarna lo spirito del nostro museo e la storia della fabbrica. Attraverso il design intelligente di Kusama, queste sfere specchiate riflettono simultaneamente le persone, l’architettura e il vasto cielo aperto”, conclude. “Non puoi fare a meno di andartene sentendoti un po’ più connesso al mondo che ti circonda“. By Giulia Ronchi – artribune.com Yayoi Kusama, Narcissus Garden Fino al 2021 The Momentary, Arkansas www.themomentary.org 

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