mostra, museo

UNA LUCE DIRADA L’OSCURITÀ – SINAGOGA E MUSEO DELLA PADOVA EBRAICA

In mostra temporanea 20 Chanukkyot, tra le quali quella dell’artista DARIO BREVI,  della straordinaria e unica collezione della Fondazione Arte, Storia e Cultura Ebraica del Museo delle Lumi di Casale Monferrato.

Nella foto la chanukkià di Dario Brevi (116×52 acrilici su mdf) esposta in vari spazi museali tra cui Palazzo Ducale di Mantova e Joods Historisch Museum di Amsterdam

Luce e design, modernità e tradizione. Prenderà il via il 29 ottobre fino al 18 gennaio la prima mostra delle Chanukkiot, le lampade a nove bracci della tradizione ebraica rivisti e ridisegnati da artisti e designer italiani e internazionali. Venti lumi che fanno parte della collezione della Fondazione Arte Storia e cultura ebraica di Casale Monferrato e Piemonte Orientale troveranno una loro temporanea collocazione nei luoghi-simbolo della città di Padova come il Palazzo della Ragione, Palazzo Moroni, l’Università, il Museo Diocesano e la Basilica del Santo. Altre lampade verranno collocate nella sede del Museo della Padova Ebraica in via delle Piazze. L’iniziativa è stata fortemente voluta dalla comunità ebraica di Padova per rinsaldare ancor di più il già stretto legame con la città.

La tradizione

La Chanukkià è un candelabro a nove bracci che viene acceso durante la festività ebraica di Chanukkà.  La festa dura otto giorni e ogni sera si aggiunge al candelabro una candela. Le candele sono nove, perché una, quella centrale, chiamata Shamash, il servitore, si usa per accendere le altre.

L’uso di accendere candele nei giorni più bui dell’anno ha origini molto antiche e risalgono a quando  la Giudea era sotto il dominio dell’Impero Seleucide. Il re siriano Antioco IV Epifane, impose agli abitanti pesanti tributi, proibì la pratica della fede ebraica, profanò il tempio di Gerusalemme, facendovi erigere una grande statua di Giove e celebrare riti pagani. Il sacerdote ebreo Mattatia e i suoi cinque figli, soprannominati Maccabei, si posero a capo di una rivolta, che portò alla liberazione della Giudea. Nell’anno 165 a.C. uno dei figli di Mattatia, Giuda Maccabeo, entrò nel tempio con i suoi seguaci, per abbattere gli idoli e riconsacrarlo.  Per farlo era necessario accendere i lumi, ma nel Santuario si trovò olio sufficiente per un solo giorno. E fu allora che si verificò il miracolo: inspiegabilmente, l’olio durò per otto giorni, il tempo necessario per procurarne del nuovo.

Per questo la festa di Chanukkà dura otto giorni e ogni sera, allo spuntare delle stelle, si aggiunge al candelabro la luce di una candela.

Nel tempo la festa ha assunto significati diversi: celebra la vittoria dei pochi che hanno sconfitto i tanti e sono riusciti a riconquistare la libertà. Ed è questo il concetto che la mostra Una luce dirada l’oscurità vuole oggi tradurre come libertà di professare non solo la propria religione ma più in generale la propria identità.

E celebra il miracolo della luce: da più di 2mila anni gli ebrei accendono le luci di Chanukkà proprio nei mesi più bui dell’anno.

Per questi motivi la Comunità Ebraica di Padova ha voluto allestire questa mostra, nonostante tutte le difficoltà di questo momento: per ricordare e testimoniare che la luce vince sempre sull’oscurità e che integrazione, tolleranza, dialogo devono essere strada maestra per il futuro della città e di tutti noi.


29 OTTOBRE 2020 – 18 GENNAIO 2021

INAUGURAZIONE PREVISTA ALLE ORE 18.00 GIOVEDI 29 OTTOBRE 2020 SEDE DEL MUSEO DELLA PADOVA EBRAICA, VIA DELLE PIAZZ N.26

——

La mostra sarà visitabile ogni domenica in orario di apertura del Museo dalle 10 alle 18 con il biglietto d’ingresso al Museo e Sinagoga.

Il sabato sera alle ore 18.30 e 19.30 visita guidata alla mostra con prenotazione obbligatoria (le visite si effettueranno con un minimo di 8 partecipanti).

Informazioni e contatti

Apertura in altri orari e giorni (eccetto il sabato) previa prenotazione. Info e prenotazioni scrivendo a: padovaebraica@coopculture.it.

www.museopadovaebraica.it/una-luce-dirada-loscurita/

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER

Rispondi