articoli, museo

Nasce in Francia Grand Palais Immersif, agenzia per grandi mostre immersive

SCENOGRAFIE IMMERSIVE E REALTÀ VIRTUALI VISTE NELLA RECENTE MOSTRA AL GRAND PALAIS DI PARIGI SARANNO GLI INGREDIENTI DELLE NUOVE PRODUZIONI DELLA SOCIETÀ FRANCESE DI STATO, PENSATE CON MUSEI E STARTUP DIGITALI. IL PRIMO COINVOLTO È IL LOUVRE

RMN – Grand Palais -Photo Didier Plowy
La Francia cavalca il trend del momento, sempre più orientato verso mostre digitali, virtuali e immersive, aprendo un’agenzia ad hoc per produrle. Si tratta di Grand Palais Immersif, una filiale della società francese di diritto pubblico Réunion des Musées Nationaux – Grand Palais (Rmn-GP), principale operatore culturale europeo che gestisce 34 musei nazionali (tra cui il Louvre, il Musée d’Orsay, il Musée Rodin): il nuovo segmento societario sarà specializzato nella produzione, realizzazione e diffusione di grandi mostre digitali a Parigi, in Francia e all’estero. “Le tecnologie immersive saranno una delle prossime rivoluzioni, e sono un ambito in cui i giganti del digitale americano e cinese investono già in modo massiccio”, spiega Maud Franca, direttrice aggiunta per il digitale di Banque des Territoires (una direzione della Cassa depositi francese), tra gli attori dell’importante accordo.

COME NASCE GRAND PALAIS IMMERSIF

Investire in questo nuovo campo della creatività e della divulgazione culturale è oggi una questione di sovranità culturale”. Grand Palais Immersif nasce, infatti, da un impegno congiunto tra RMN – Grand Palais, la Banque des Territoires e la società privata VINCI Immobilier, uno dei principali gruppi di promozione immobiliare del paese. Il tutto in linea con la mission della RMN (Réunion des musées nationaux), fondata nel 1895 sotto la guida dei francesi Raymond Poincaré e Georges Leygues, con lo scopo di acquistare opere d’arte per collezioni nazionali, e dal 2011 riformata dalla fusione con il Grand Palais di Parigi. E proprio da una mostra di successo ospitata dal suo monumento più emblematico, è partita l’idea del progetto. “Pompei ha confermato la nostra intuizione di sviluppare questo tipo di mostra, congiunzione di tre fattori: l’immersione che genera emozione, la narrazione che dà le informazioni e l’interazione che porta al coinvolgimento del pubblico“, dichiara Roei Amit, Amministratore Delegato del Grand Palais Immersif.

LE SINERGIE CON ALTRI SOGGETTI

Quella mostra, ricostruendo la vivace vita che si svolgeva nelle strade di Pompei, attraverso ricostruzioni in 3D e riprese ottenute grazie ai droni, seguita dal racconto dell’eruzione e della cronologia del disastro, ha totalizzato 200mila visitatori dall’1 luglio al 29 ottobre 2020. Pertanto, scenografie immersive, mediazione digitale, realtà virtuale, realtà aumentata saranno gli ingredienti delle nuove produzioni di Grand Palais Immersif, pensate in sinergia con altri soggetti: confermato il coinvolgimento di musei come il Louvre, startup digitali come Iconem, specializzata nella digitalizzazione del patrimonio culturale, e la Fondazione Mucha. By Claudia Giraud – artribune.com

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER

Rispondi