arti visive, Attualità

L’arte di Lucia Marcucci in passerella da Dior

MARIA GRAZIA CHIURI, DIRETTORE CREATIVO DI DIOR, SCEGLIE L’ARTE DI LUCIA MARCUCCI PER L’ALLESTIMENTO DELLA SFILATA PRÊT-À-PORTER PRIMAVERA/ESTATE 2021.

Dior. Collezione primavera estate 2021
L’omaggio della maison francese a Lucia Marcucci è frutto di una ricerca legata all’immagine della donna e alla sua emancipazione che trova il proprio contrappunto nelle poesie visive dell’artista toscana, in cui emergono evoluzioni e contraddizioni della società italiana degli Anni Sessanta. La scenografia portata in passerella propone un confronto aperto tra le radici della storia dell’arte e i fiori della contemporaneità, al quale si lega indissolubilmente la raffinatezza degli abiti presentati nel corso della sfilata.

LUCIA MARCUCCI E IL GRUPPO 70

Lucia Marcucci è una delle principali esponenti del Gruppo 70, movimento nato a Firenze negli Anni Sessanta e seguito da numerosi artisti come Ketty La Rocca e Luciano Ori. L’obiettivo del Gruppo 70 è quello di rivalutare lo scopo della parola in un momento in cui si assiste allo sviluppo dei mass media. La parola diventa, così, un oggetto a sé che rivendica una propria autonomia nel mondo dei frenetici ed emergenti sistemi di comunicazione. La relazione tra immagini e parole porta alla creazione delle poesie visive, atto concreto delle sperimentazioni linguistiche promosse dal Gruppo 70. Nelle opere di Lucia Marcucci si mescolano slogan estrapolati dai media del tempo e immagini gestuali composte in collage che determinano un potente impatto evocativo. Un approccio con cui l’artista riscrive la realtà attraverso una denuncia che spazia dal ruolo delle donne, in netta opposizione a una società di stampo patriarcale, alla rivendicazione di libertà e pace, evidenziando i controsensi delle guerre.

MODA E ARTE

Il connubio tra arte e sartorialità viene consacrato dall’opera realizzata da Lucia Marcucci per Dior. Vetrata di poesia visiva si staglia imponente alle spalle delle modelle, creando una atmosfera quasi sacrale. Le gigantesche vetrate ricordano la magnificenza delle cattedrali gotiche, ma, a differenza di queste ultime, raffigurano un dialogo tra le avanguardie collagiste degli Anni Sessanta e i grandi maestri del passato come Piero della Francesca e Giotto. Un processo creativo immortalato anche nella pellicola realizzata dalla regista Alina Marazzi, la quale ha documentato il making of dell’opera ed esplorato l’arte di Lucia Marcucci tra collage, nuovi linguaggi comunicativi e pubblicità.

IL GRUPPO 70 E LE MOSTRE

L’interesse per gli esponenti del Gruppo 70 trova riscontro anche nella programmazione delle mostre di diversi musei. Ketty La Rocca è stata protagonista di una retrospettiva intitolata Dal momento in cui… presso la Fri Art Kunsthalle di Friburgo fino al 5 luglio scorso, mentre Lucia Marcucci rientra tra le artiste selezionate per la mostra She-Bam Pow Pop Wizz! The Amazons of Pop presso il MAMAC di Nizza che, a causa delle restrizioni adottate per la lotta al Covid-19, non è attualmente visitabile. La riscoperta del Gruppo 70 risulta, oggi, di grande attualità, in quanto aiuta a interpretare con più acume il ruolo della parola nel suo costante confronto con le contemporanee forme di comunicazione. ‒ Antonio Mirabelli https://www.dior.com/it_it

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