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Com’era Roma durante il lockdown? Alla Galleria Nazionale gli scatti di Anton Giulio Onofri

LA GALLERIA NAZIONALE D’ARTE MODERNA E CONTEMPORANEA DI ROMA OSPITA IL PROGETTO FOTOGRAFICO DI ANTON GIULIO ONOFRI, CON GLI SCATTI CHE HANNO IMMORTALATO STRADE E PIAZZE DELLA CAPITALE DURANTE IL PRIMO LOCKDOWN DEL 2020. DATO CHE IL MUSEO È CHIUSO A CAUSA DELLA ZONA ROSSA, IN ATTESA DELLA SUA RIAPERTURA VI MOSTRIAMO LE FOTOGRAFIE DI ONOFRI

Roma città chiusa, progetto fotografico di Anton Giulio Onofri – Piazza di Spagna
Tra i momenti che sono rimasti più impressi nella nostra memoria da quando è scoppiata la pandemia, sono senza dubbio le immagini delle città italiane vuote durante i periodi di lockdown, soprattutto il primo, tra marzo e maggio 2020. Strade deserte, piazza disabitate, un’atmosfera che difficilmente dimenticheremo e che ci è stata restituita, in quei giorni, da non pochi fotografi che hanno documentato quello che stava accadendo. Tra questi fotografi, Anton Giulio Onofri ha realizzato uno dei progetti più complessi, che oggi si è trasformato in una mostra appena inaugurata alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma ma chiusa subito dopo a causa delle disposizioni anti-Covid: Roma città chiusa è il titolo dell’esposizione che comprende 22 scatti realizzati da Onofri durante il primo lockdown 2020, appartenenti a una serie di 175 fotografie che, in un “romanzo visivo” formato da 8 capitoli, raccontano una Roma “inedita”, come ci ha raccontato Onofri.

ROMA CITTÀ CHIUSA. GLI SCATTI DELLA CAPITALE DURANTE IL PRIMO LOCKDOWN

“Il progetto ‘Roma città chiusa’ nasce da un’iniziativa promossa lo scorso anno dalla Galleria Nazionale, quando la direttrice Cristiana Collu ha invitato diversi artisti a confrontarsi con le Piazze d’Italia di Giorgio de Chirico conservate all’interno del Museo”, racconta ad Artribune Anton Giulio Onofri. “A quel punto ho proposto alla direttrice di mettere in dialogo le piazze di Giorgio de Chirico con le reali piazze di Roma, in quei giorni deserte. E così, munito di tutti i permessi, ho iniziato a fotografare le piazze principali della Capitale, e i diversi episodi di questa serie di scatti sono stati pubblicati sul sito del Museo ottenendo un grande successo di pubblico e di media. A questi luoghi si sono poi aggiunti Porta Portese, il Pigneto, il Testaccio, l’Eur, Tor Bella Monaca, Corviale e Ostia”.

LA MOSTRA “ROMA CITTÀ CHIUSA” ALLA GALLERIA NAZIONALE

Il ciclo integrale di Roma città chiusa, con tutti gli otto episodi e i numerosi scatti, è ancora oggi fruibile sul sito della Galleria Nazionale, mentre adesso a essere in mostra è una selezione di 22 fotografie, caratterizzate da un’atmosfera metafisica, a tratti surrealista e anche un po’ malinconica. “In quei giorni Roma era nuda”, continua Onofri. “Ho instaurato con lei un rapporto intimo anche se en plain air, Roma si sentiva sollecitata dal mio sguardo, ero l’unico che la guardava in quel momento. Non è stata un’esperienza solo bellissima, ma un’esperienza estetica che a 61 anni non mi sarei aspettato di vivere, assolutamente inedita. È stata anche molto turbativa, la sera quando tornavo a casa mi sentivo come se fossi stato in un altro pianeta”. Il progetto prevede anche la pubblicazione di un volume che raccoglierà il ciclo integrale di fotografie, accompagnato dagli scritti di Onofri. Ecco a voi le immagini di una Roma drammaticamente vuota e magnetica.  By Desirée Maida – artribune.com
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