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Biennale Arte di Venezia 2022, Eugenio Viola curerà il Padiglione Italia

GIÀ CURATORE DEL PADIGLIONE ESTONIA ALLA BIENNALE DI VENEZIA 2015 E CHIEF CURATOR AL PICA – PERTH INSTITUTE OF CONTEMPORARY ARTS IN AUSTRALIA E AL MAMBO – MUSEO DE ARTE MODERNO DE BOGOTÁ, EUGENIO VIOLA CURERÀ IL PADIGLIONE ITALIA ALLA BIENNALE D’ARTE DI VENEZIA 2022

Eugenio Viola, foto Camilo Delgado Aguilera (Camo), Bogota (detail)
“Accolgo la nomina a curatore del Padiglione Italia 2022 alla 59. Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia come un grande onore e privilegio. Ringrazio il Ministro della cultura Dario Franceschini e la Direzione Generale Creatività Contemporanea per la fiducia accordatami. Lavorerò al massimo dell’impegno, eticamente, consapevole della responsabilità per il prestigioso incarico che mi è stato affidato”. Con queste parole Eugenio Viola commenta la sua nomina a curatore del Padiglione Italia alla Mostra Internazionale d’Arte di Venezia, in programma dal 23 aprile al 27 novembre 2022 con la direzione artistica di Cecilia Alemani. A dare la notizia è il Ministro della Cultura Dario Franceschini, che così commenta la scelta di selezionare Viola su una rosa finale di tre curatori: “per una Biennale d’arte curata per la prima volta da una donna italiana, il Padiglione Italia non può che essere portatore di una visione creativa, ambiziosa e innovativa come quella di Eugenio Viola, capace di indagare a fondo i profondi mutamenti innescati dalla pandemia nella nostra società”.

CHI È EUGENIO VIOLA

Nato a Napoli nel 1975, Eugenio Viola attualmente è Chief curator al MAMBO – Museo de Arte Moderno de Bogotà, in Colombia; in precedenza ha ricoperto il medesimo ruolo al PICA – Perth Institute of Contemporary Arts in Australia, istituzione cui è approdato nel febbraio 2017, dopo l’esperienza curatoriale maturata al Madre di Napoli, dove ha co-curato le prime grandi mostre istituzionali in Italia dedicate a Boris Mikhailov e a Francis Alӱs, un progetto di Daniel Buren e le retrospettive di Vettor Pisani e Giulia Piscitelli. Come guest curator ha inoltre collaborato con numerose istituzioni italiane e internazionali, curando le mostre antologiche di Regina José Galindo (Frankfurter Kunstverein, Francoforte, 2016), Karol Radziszewski (CoCA- Centre of Contemporary Art Torun, 2014), Mark Raidpere (EKKM- The Contemporary Art Museum of Tallinn, 2013), Marina Abramović (PAC, Milano, 2012), Francesco Jodice (MSU-The Museum of Contemporary Art, Zagabria, 2011), ORLAN (MAMC-Musée d’art moderne et contemporain, Saint-Étienne, 2007). Nel 2015 ha curato il Padiglione dell’Estonia alla 56. Biennale di Venezia. Nel 2019 Viola ha curato la mostra Australia. Storie dagli Antipodi, grande ricognizione sull’arte contemporanea australiana tenutasi al PAC di Milano che attraverso opere di pittura, performance, installazione, scultura, video, disegni e fotografia ha raccontato l’Australia – per il mondo occidentale una terra “agli antipodi”, geograficamente ma anche concettualmente – da una prospettiva altra, mettendone in risalto la storia, la cultura, la politica, la società.

EUGENIO VIOLA CURATORE DEL PADIGLIONE ITALIA

Un curatore dalla visione e dall’esperienza internazionale, attento alle dinamiche del mondo contemporaneo, e quindi in linea con quanto richiesto dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea ai dieci curatori invitati a partecipare alla selezione: “affrontare i temi attuali e urgenti della società di oggi, esplorandoli attraverso la trasversalità e l’interdisciplinarietà propri dei linguaggi del contemporaneo, al fine di creare mondi e immaginari in grado di dialogare in maniera costruttiva con gli spazi del Padiglione Italia – dal 2006 alle Tese delle Vergini in Arsenale – che occupa 1200 mq, a cui si aggiungono 900 mq di spazio in esterno”, si legge in una nota del Ministero. “La selezione dei curatori è stata eseguita tenendo conto delle esperienze maturate in campo nazionale e internazionale di alcuni dei principali rappresentanti italiani della curatela d’arte contemporanea, valutando le loro ricerche critiche e le esperienze curatoriali, oltre alla loro attività scientifica, garantendo equa ed equilibrata distribuzione di genere, nonché la presenza di giovani generazioni, al fianco di più affermati professionisti”. By Desirée Maida – artribune.com

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