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“Poética dos Espaços”, di Umberto Nigi, la mostra in Rio de Janeiro realizzata dall’Istituto Italiano di Cultura

L’italiano Umberto Nigi raccoglie, per la prima volta, le sue tele e le sue sculture in una grande (e meritata) mostra a Rio de Janeiro. La mostra fa parte di Ocupação Itália, tenuta dall’Istituto Italiano di Cultura presso il Centro Cultural Correios – RJ

L’artista Umberto Nigi nel suo studio
L’artista visivo Umberto Nigi è nato in Italia, ma è quello che possiamo definire un cittadino del mondo. Il suo lavoro di ingegnere lo ha portato a vivere temporaneamente in paesi come Egitto, Inghilterra, Sudafrica e Croazia. I suoi viaggi in giro per il mondo includono anche il Brasile, dove, alla fine degli anni ’90, si stabilisce. La sua attività di ingegnere si è svolta contemporaneamente al suo impegno per la pittura, iniziato negli anni ’60, e la cui carriera è vicina al compimento dei 60 anni. Dallo stile figurativo, a metà degli anni ’90, si è immerso nell’arte astratta, dedicandosi anche alla scultura. Una parte significativa di questa produzione sarà vista in “Poética dos Espaços”, la prima grande mostra dell’artista di 76 anni a Rio de Janeiro. La mostra è curata da Edson Cardoso e Cota Azevedo e fa parte di Ocupação Itália (Occupazione Italia), un’iniziativa dell’Istituto Italiano di Cultura di Rio de Janeiro (IIC-RJ). “Poética dos Espaços” contribuisce al Centro Cultural Correios insieme ad altre due mostre: “Dell’Architettura – Indagine fotografica sull’influenza italiana sul paesaggio di Rio de Janeiro”, di Aristides Corrêa Dutra, e “Praças Invisíveis”, anche con foto . La visita si svolge dal 10 settembre al 23 ottobre, dal martedì al sabato, con ingresso gratuito. La produzione artistica di Umberto Nigi si divide in due fasi: quella figurativa, che segna il suo Iniziato in Pittura nel 1963, e quella astratta, che gli dedicò a partire dagli anni 90. Da questa seconda fase degli spazi nasce la materia per la “Poetica”. La mostra riunisce un totale di 52 opere, di cui 42 tele di grandi dimensioni e dieci sculture. In entrambe le opere, mescola le tonalità dei colori con materiali come legno di demolizione, corteccia d’albero, sabbia, gesso e juta. Questo tessuto ha per lui un significato speciale, di cui parleremo più avanti… Umberto Nigi è nato nel 1945, sull’isola di Gorgona, e diceva che non poteva sottrarsi alla pittura con il paesaggio toscano davanti agli occhi. La regione ha il suo fascino lì, ma la vocazione per la pittura ha pesato molto – e molto. Il fascino suscitato dalle opere di Van Gogh (1853-1890) fu un altro fattore decisivo nella scelta. Il trasferimento a Livorno, da adolescente, lo porta alla pittura con più determinazione. E, per questo, aveva un incentivo, o qualcosa di simile. Lì inizia a frequentare lo studio di Renso Casali. L’artista non parlava molto e, quindi, il giovane Nigi inizia la sua tecnica più osservando il pittore esperto che ascoltandolo.
Umberto Nigi nel suo studio
centro cultural correios Rio de Janeiro
La mosca blu dell’arte lo aveva morso. Nigi aveva allora 31 anni quando, nel 1976, partecipò alla 2° Bienal de Arte Naif. E questo richiama l’attenzione di curatori e commercianti sulla sua produzione, sia in Italia che all’estero. In un caffè di Roma, ha dirottato la sua attenzione su un mucchio di borse. Portavano la scritta “Café do Brasil”. Non immaginava nemmeno che avrebbe finito per rafforzare i legami con il paese da cui provenivano quei cereali, al punto di viverci in modo permanente. Di più: non sapevo ancora che la iuta, il tessuto con cui è fatta la busta del caffè, sarebbe stata utilizzata nella sua arte. Sì, stavano arrivando dei cambiamenti. Gli anni ’90 significherebbero uno spartiacque nella traiettoria di Umberto Nigi. In due modi. Il primo è quando si tuffa a capofitto nell’arte astratta. Oltre a usare la pittura (e qui l’espressione non è un luogo comune), inizia a usare nuovi materiali. Un tale cambiamento spazza via le critiche e dona alla tua vita nuovi colori. Il verde e il giallo sono due di questi… Nel 1998, l’artista arriva in Brasile per realizzare un’opera di ingegneria. Poi di nuovo in Europa, ma qualcosa era cambiato – e non era solo il suo stile. Dopo aver girato il mondo, si stabilisce in Brasile, più precisamente a Belo Horizonte (MG). È anche qui che si ritira e inizia a dedicarsi interamente all’arte. E continua a creare, produrre, perseverare nel suo lavoro artistico. Se il paesaggio della Toscana era un invito alla pittura, quello del Brasile è un invito. E, per nostra fortuna, Umberto Nigi non scherza. Le opere dell’artista Umberto Nigi sono in vendita presso la Tartaglia Arte https://tartagliaarte.org/umberto-nigi/
Scheda dati:
  • Artista: Umberto Nigi
  • Curatori: Edson Cardoso e Cota Azevedo
  • Realizzazione: Istituto Italiano di Cultura di Rio de Janeiro
  • Supporto commerciale: Riccardo Tartaglia e Regina Nobrez della Tartaglia Arte
  • Patrocinio: Consolato Generale d’Italia a Rio de Janeiro, dell’Ambasciata d’Italia in Brasile e dell’UIA Rio 2021
Servizio:
  • Titolo: “Poética dos Espaços” –
  • Visita: dal 10 settembre al 23 ottobre 2021 –
  • Posizione: Centro Culturale Correios (R. Visconde de Itaboraí, 20, Centro di Rio de Janeiro. Tel: 2253-1580)
  • Giorni e orari: dal martedì al sabato, da mezzogiorno alle 19:00 – Entrata Libera
 

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