mostra, museo

Grande mostra a Parigi su Georgia O’Keeffe. Artista e femminista

IL CENTRE POMPIDOU OSPITA LA PRIMA MONOGRAFICA FRANCESE DEDICATA A GEORGIA O’KEEFFE, ARTISTA AMERICANA PIONIERA DELLA PITTURA ASTRATTA.

Fra le varie mostre della rentrée parigina, il Centre Pompidou propone una rassegna monografica sull’artista femminista, ed esponente del movimento precisionista, Georgia O’Keeffe (Sun Prairie, 1887 – Santa Fe, 1986). Fino al 6 dicembre, nella galleria numero due del centro di arte contemporanea progettato da Renzo Piano, sono esposte oltre cento opere, disegni e fotografie riguardanti la vita della pittrice e provenienti da alcune delle più importanti collezioni di arte modernista americana, fra cui il MoMA, il Whitney Museum, l’Art Institut di Chicago e il museo dedicato a Georgia O’Keeffe a Santa Fe.

LA PRIMA MOSTRA MONOGRAFICA SU GEORGIA O’KEEFFE IN FRANCIA

La mostra è volutamente aperta e fluida, secondo una modalità espositiva che porta il visitatore a perdersi fra i colori sgargianti dei dipinti di Georgia O’Keeffe. La prima retrospettiva a lei dedicata dalla Francia ripercorre la carriera di un’artista che ha attraversato il XX secolo prendendo parte attiva alla forte ricerca identitaria degli Anni Trenta negli Stati Uniti, fino a diventare l’artista pioniera della pittura astratta Hard Edge negli Anni Sessanta. Nonostante la grande quantità di risorse complementari alla mostra, fra cui un podcast, visite guidate in diverse lingue e laboratori per bambini; il percorso espositivo risulta di difficile comprensione allo spettatore, che si trova costretto a muoversi a zig zag fra i vari pannelli per conoscere le tappe della vita dell’artista. Alle spiegazioni biografiche si aggiungono otto macro-sezioni, attorno alle quali è costruita la mostra.

GLI ESORDI E LA RELAZIONE CON ALFRED STIEGLITZ

La prima grande macro area è dedicata al rapporto di O’Keeffe con la Galleria 291, fondata dal noto fotografo e maggiore estimatore del lavoro dell’artista: Alfred Stieglitz. La galleria di Stieglitz ricopre un ruolo fondamentale nella scena artistica newyorchese di inizio Novecento: qui vengono presentate le prime mostre in America di artisti del calibro di Picasso, Matisse e Picabia ed è proprio alla Galleria 291 che il talento di Georgia O’Keeffe emerge per la prima volta nel 1916. La relazione fra la giovane artista e Alfred Stieglitz, prima artistica e poi sentimentale, segna inevitabilmente l’intera vita di Giorgia O’Keeffe, a cui Stieglitz intitola una mostra all’anno dal 1923 al 1946. Partendo da questo contesto la mostra prosegue illustrando le diverse tappe artistiche che hanno segnato la carriera di Georgia O’Keeffe, a partire dalle prime opere realizzate in Texas e influenzate dal naturalismo dell’Art Nouveau e proseguendo verso una tendenza sempre più astratta. Il passaggio verso l’astrazione compiuto da O’Keeffe avviene grazie alla scoperta della pittura e della poetica del pittore russo Vasilij Kandinskij, di cui legge Lo spirituale nell’arte. Questo passaggio è ben testimoniato dalla raccolta del Centre Pompidou, dove è conservata la più grande collezione di dipinti di Kandinskij. Durante gli Anni Venti del Novecento Georgia O’Keeffe e Alfred Stieglitz vivono insieme a New York, ma sono soliti passare gran parte del tempo presso la casa delle vacanze sul lago George; entrambi questi scenari ispirano la creatività dell’artista, che dipinge contemporaneamente squadrati grattacieli e dolci visioni lacustri.

DA FIORI E GRATTACIELI ALLE VISIONI COSMICHE

Fra gli Anni Trenta e Quaranta la produzione di O’Keeffe si focalizza su rappresentazioni più particolari e dettagliate, fra cui le più note sono indubbiamente le imponenti tele che raffigurano ingrandimenti di fiori di ogni genere. Riguardo a queste tele l’artista stessa afferma di essere stata influenzata dalle vedute di New York e di aver voluto rappresentare gli elementi vegetali grandi quanto i grattacieli. Allo stesso periodo appartiene anche la serie di quadri raffiguranti ossa e conchiglie nel mezzo del deserto, un soggetto peculiare che ben rappresenta la poetica dell’artista, incentrata sui cicli vitali. Le stesse tematiche antropomorfe riemergono con una forza straordinaria nelle colline del New Mexico, dipinte da Georgia O’Keeffe all’inizio degli Anni Trenta, in seguito a un viaggio spirituale nello stato americano. Da questi paesaggi scaturisce un’empatia unica, perfino sensuale, che trae sostegno dalla religione del luogo. L’ultima sezione della mostra conduce verso il risvolto minimalista intrapreso dall’artista negli Anni Cinquanta e Sessanta. I quadri della sezione Cosmos rappresentano il compimento artistico di Georgia O’Keeffe, la cui ricerca influenzerà le generazioni a venire, in particolare Ellsworth Kelly.
  • By Maddalena Ghiara – artribune.com

Parigi // fino al 6 dicembre 2021 Georgia O’Keeffe CENTRE POMPIDOU Place Georges-Pompidou https://www.centrepompidou.fr


ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER 

Rispondi