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Sterling Ruby in mostra a Roma. Estetica underground e collasso ecologico

ALLA GAGOSIAN DI ROMA, LE NUOVE SCULTURE E I COLLAGE DI STERLING RUBY TENGONO VIVA L’ATTENZIONE SUL TEMA DELL’INQUINAMENTO AMBIENTALE

Ciò che più convince in Future Present, la mostra di Sterling Ruby (1972) negli spazi di Gagosian a Roma, è l’installazione con le gocce in vetroresina, legno, vernice spray e laminato, che riflette l’urgenza di un’azione partecipata contro il Climate Change. Disposte su piedistalli in formica, contaminati da graffiti e gusto underground, queste sculture monocrome rappresentano ognuna un topic: Total carbon (verde chiaro), Urina (giallo), Sistema Circolatorio (rosso sangue), Acqua (blu), Petrolio (nero) e Green Peace (verde scuro). Insieme compongono un sistema corale di voci, le colonne portanti di un discorso che ha il suo fulcro nel collasso ecologico e della civiltà, ormai imminente. Gli acquarelli su tela ‒ DRFTRS (2013–in corso), il titolo è un’abbreviazione di drifter, “senzatetto” ‒ restituiscono invece l’idea di frammento e reperto archeologico, ispirata dalle rovine imperiali, tramite l’inserzione di ritagli in cartone che raffigurano ossa umane e animali. A identificare la serie è la presenza costante di un arcobaleno sghembo che insinua la domanda: “Cos’è un arcobaleno se non rimane nulla di vivo per guardarlo?

STERLING RUBY ALLA GALLERIA DORIA PAMPHILJ

Fino al 19 dicembre è possibile apprezzare un intervento studiato ad hoc per la splendida Toletta di Venere ‒ opulenta, ricca di broccati e grottesche ‒ solitamente non accessibile al pubblico, all’interno della Galleria Doria PamphiljWIDW. CRASH CULTURE. (2021), della serie WIDW (2016-in corso, il titolo è l’abbreviazione scelta dall’artista della parola “window”), incide lo spazio, congelato in un passato remoto, aprendo una breccia verso un mondo esterno in delirante accelerazione. Il dipinto, da una parte, appare in netto contrasto con l’estetica dello spazio, dall’altra si inserisce coerentemente nell’anima barocca della sovrabbondanza e del surplus. BONNET (7483) (2020), scultura in ceramica, con il suo manto bronzeo, le iridescenze verderame e i riflessi ambrati rifulge come madreperla in uno scrigno di gemme incastonate.
  • By Giorgia Basili – artribune.com

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