installazioni

Una gigantesca nuvola viaggia per le strade di Tokyo: l’ultima opera di Vincent Leroy

L’OPERA METACLOUD PROSEGUE L’INDAGINE DELL’ARTISTA FRANCESE SULLO SPAZIO URBANO E LA DIFFICILE DISTINZIONE TRA CIÒ CHE È REALE E CIÒ CHE È IMMAGINARIO.

Metacloud: sembra il titolo di un anime futuristico o di un album di J-Pop. Parliamo invece dell’ultima installazione dell’artista francese Vincent Leroy, una gigantesca nuvola azzurra che galleggia per il centro di Tokyo. Composta da una serie di sottili lame curve, l’installazione gioca sull’equilibrio tra materia, aria e trasparenza per creare un’impressione di totale leggerezza (nonostante le dimensioni monumentali) per un’esperienza immersiva e onirica nel centro iper-digitale della metropoli giapponese. La nuvola si muove lentamente ma costantemente, le lame metalliche si sovrappongono e creano effetti moiré che “invitano a abbandonarci a un sogno ad occhi aperti” spiega Leroy, parlando di quella lui definisce essere a metà tra “un’esperienza e un’opera d’arte fra poesia e immaginazione digitale”.

L’ARTISTA FRANCESE VINCENT LEROY

Nato ad Avranches nel 1968 e parigino d’adozione, Vincent Leroy è diventato famoso nel mondo per le sue sculture cinetiche ad alto coinvolgimento emotivo: lo scopo finale è quello di alterare la prospettiva degli spettatori sull’ambiente circostante, riformulando la percezione dello spazio urbano. Le sue installazioni, basti vedere opere come Bubble Canyon, Boreal Halo e Slow Echo, vanno a confondere i confini del reale e dell’immaginario nei luoghi più diversi e con forme sempre nuove. Ancora più famosa l’opera cinetica Slow Lens – esposta prima di fronte al Louvre e poi tra i canali di Venezia –, composta da una cascata di piccoli specchi convessi dall’effetto distorcente che costringono lo spettatore a mettere in dubbio cosa stia effettivamente vedendo.
  • By Giulia Giaume – artribune.com

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