Attualità, mostra

Galleria Milano chiude dopo 50 anni di attività. La sua ultima mostra ne celebra la storia

DOPO QUASI SESSANT’ANNI DI ATTIVITÀ, DI CUI QUASI CINQUANTA NELLA SEDE DI VIA MANIN/VIA TURATI A MILANO, LA GALLERIA LASCIA LA SEDE CON UN’ULTIMA MOSTRA COLLETTIVA DAL TITOLO “HERE. BETWEEN NOT-YET AND NO-MORE”. NON SI TRATTA PERÒ DI UN ADDIO IN TOTO…

Era il 1973 quando Carla Pellegrini, insieme al marito Baldo, decideva di trasferire la sua galleria da via della Spiga all’attuale sede con doppio ingresso su via Manin e su via Turati, dando vita a un luogo segnante del panorama culturale milanese. Ora, dopo quasi sessant’anni di attività, di cui quasi cinquanta nella sede di via Manin/via Turati e dopo la scomparsa della sua storica gallerista, avvenuta nel 2019, la Galleria Milano è costretta ad abbandonare i suoi spazi, mettendo fine a un capitolo della sua esistenza. Complici, le dinamiche immobiliari di una zona milanese di forte richiamo e in rapido mutamento, poco distante dal Quadrilatero della Moda. Tuttavia, “non si tratta della chiusura della galleria, ma solo della sede della galleria”, precisa Nicola Pellegrini, che oggi ha preso in mano le redini delle attività assieme a Toni Merola e Bianca Trevisan, spiegando come la scadenza del contratto d’affitto abbia costretto la galleria a cercare un’altra collocazione.

LA GALLERIA MILANO CHIUDE E CELEBRA LA SUA STORIA CON UNA MOSTRA COLLETTIVA

“Tra il non ancora e il non più”: si intitola Here. Between not-yet and no-more la mostra collettiva, l’ultima di oltre trecento ospitate negli spazi della galleria. A parteciparvi, oltre quaranta artisti che nel tempo hanno aggiunto un tassello della sua storia, un saluto corale che si esprime in opere donate o appositamente pensate per gli spazi fortemente caratterizzati, con il parquet a spina di pesce antico e scricchiolante, con le finestre altissime e piene di luce, con la boiserie d’inizio Novecento. Loro sono Alterazioni Video, Riccardo Arena, Marina Ballo Charmet, Gianfranco Baruchello, Alexander Brodsky, Silvia Cini, Elena Cologni, Daniela Comani, Manuela Cirino, Pierluigi Fresia, Gianni Gangai, Eugenio Giliberti, Alice Guareschi, Marianne Heier, Silvia Hell con Paolino Dalla Porta, Paolo Inverni, Salvatore Licitra, Elio Marchesini, Roberto Marossi, Amedeo Martegani, Ferdinando Mazzitelli, Ottonella Mocellin, Margherita Morgantin, Giancarlo Norese, Giovanni Oberti, Antonella Ortelli, Francesco Pedrini, Diego Randazzo, Patrick Tuttofuoco, Marco Vaglieri, Grazia Varisco, Serena Vestrucci, Cesare Viel, Luca Vitone, Francesco Voltolina e Warburghiana (Aurelio Andrighetto, Gianluca Codeghini, Dario Bellini, Elio Grazioli).

IL FUTURO DI GALLERIA MILANO

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Sono tanti gli artisti che molto generosamente hanno realizzato delle opere per la mostra che interagiscono con lo spazio, quasi tutte site specific e incentrate su quest’idea di trasloco e spostamento”, prosegue il gallerista. “I lavori ci sono stati donati da artisti storicizzati come Gianfranco Baruchello o Grazia Varisco, oppure da nomi appartenenti alla generazione di mezzo, come Vitone, Viel, oltre ad altri molto più giovani. Si tratta insomma di una bella panoramica. È stato molto commovente per noi riceverli”. Ma ora, resta da capire, cosa ne sarà di Galleria Milano? Quali sono i progetti in cantiere? “Ci trasferiremo in un’altra sede di cui stiamo concludendo gli accordi e che non possiamo ancora svelare. Riapriremo probabilmente solo dopo Natale”, conclude. “Al momento possiamo solo dire che la nuova sede non sarà un white cube, ma un luogo fortemente connotato, così come è stato quello che ora stiamo lasciando”.
  • By Giulia Ronchi – artribune.com

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