Attualità, Cultura

Apre al pubblico l’Isola Bisentina. Natura, arte e cultura sul Lago di Bolsena

DAL 2 LUGLIO ALL’8 OTTOBRE IL PUBBLICO AVRÀ L’OPPORTUNITÀ DI VISITARE QUESTO LUOGO STORICO DOPO LUNGHI RESTAURI COMMISSIONATI DALLA PROPRIETÀ, LA FAMIGLIA ROVATI. TRA ARTE ANTICA E CONTEMPORANEA

Una goccia di terra nel cuore del lago di Bolsena: è la straordinaria Isola Bisentina, il gioiello incontaminati di alberi secolari, flora autoctona e antichi insediamenti insinuata nel lago vulcanico più grande d’Europa. Dopo anni, l’isola tornerà finalmente visitabile tra l’estate e l’autunno di quest’anno: dal 2 luglio all’8 ottobre 2022, infatti, il pubblico avrà l’opportunità di tornare in un luogo storicamente noto per la sua bellezza e ricchezza non solo naturale. L’isola – già oggetto di interesse da parte degli etruschi – custodisce un patrimonio che intreccia culto, costruzioni architettoniche antiche, arte sacra e installazioni contemporanee, commissionate apposta per l’isola come opere site specific.

L’ISOLA BISENTINA E LA FAMIGLIA ROVATI

L’isola era stata acquisita nel 2017 da parte della famiglia Rovati, fondatrice della storica farmaceutica Rottapharm che oggi la controlla attraverso la holding Fidim. Da allora – d’intesa con la Soprintendenza Archeologia, Belle arti e Paesaggio (per la Provincia di Viterbo) e il Comune di Capodimonte (per l’Etruria Meridionale) – l’hanno fatta completamente restaurare, al fine di preservarne la storia e aprirla al pubblico. “Durante la sua lunga storia l’Isola Bisentina è passata nelle mani di diversi guardiani, figure storiche molto importanti: Papi e principesse, ma anche uomini semplici come i frati minori che l’hanno curata, amata e arricchita di bellezza”, racconta Sofia Elena Rovati, che quest’anno riceve un premio anche dal Festival dell’Ecologia Integrale di Montefiascone per il suo impegno sull’isola. “Dalla sua verdura rigogliosa e selvaggia, alle sue piante secolari [e alle] sacre strutture [che] si ergono verso un cielo popolato di uccelli che hanno scelto l’isola come santuario, questo luogo è un vero giardino delle delizie. E poi molte altre storie, racconti, scorci di vita di persone che ho avuto la gioia di incontrare e la fortuna di ascoltare, sguardi che ancora oggi sorridono al ricordo di quei pochi attimi rubati, spesi tra i giardini dell’Isola Bisentina quando ancora era accessibile”. Il recupero dell’isola e l’accostamento con l’arte contemporanea sono stati promossi dai Rovati attraverso l’iniziativa Coltivare l’Arte nata nel solco dell’esperienza botanica Tearose, fondata e diretta da Alessandra Rovati Vitali, che ha recentemente investito nello storico gruppo milanese di ristorazione Giacomo per aprire ristoranti e attività di catering a livello europeo.

IL NUOVO PERCORSO SULL’ISOLA BISENTINA

Cosa succederà a chi visiterà l’isoletta? Ai visitatori si schiuderanno tre delle sette cappelle edificate fra il XV e il XVI secolo all’interno di un percorso devozionale, meta di pellegrinaggio religioso prossimo alla Via Francigena, e le opere d’arte contemporanea allestite al loro interno: la cappella a pianta ottagonale di Santa Caterina – attribuita ad Antonio da Sangallo il Giovane e posta su uno sperone di roccia di 22 metri –, che oggi ospita l’opera site specific Sintonie di José Angelino; la cappella del Crocefisso o del Monte Calvario, che conserva preziosi affreschi attribuiti addiritura alla mano di Benozzo Gozzoli; infine, la cappella di Santa Concordia, anch’essa sede di una delle opere site specific, Welcome Wanderer di Matteo Nasini, che grazie a un particolare software traduce in musica il passaggio degli astri al di sopra dell’isola. Sarà visitabile anche una terza opera site specific, Il Vello d’Oro di Federico Gori, posta intorno a un leccio secolare, mentre le restanti cappelle saranno rese visitabili una a una nel tempo. By Giulia Giaume – artribune.com www.isolabisentina.org/

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