aste, NFT

mercato Un’asta online di Christie’s mette in vendita non l’opera ma solo la sua autentica

È LA PRIMA VOLTA CHE VIENE VENDUTO UN NFT DI UN CERTIFICATO DI PROPRIETÀ DI UN’OPERA. A REALIZZARLO UN ARTISTA ITALIANO: SKYGOLPE

Si è tenuta dall’8 al 21 luglio la terza edizione dell’asta online Trespassing presso la casa d’aste Christie’s. Le opere in vendita sono state esposte al pubblico presso il Rockefeller Center di New York dal 13 al 21 luglio. Curata dal collezionista d’arte Ronnie K. Pirovino, in collaborazione con i dipartimenti Stampe e Multipli e Arte del dopoguerra e arte contemporanea di Christie’s, l’asta ha voluto indagare l’influenza dei graffiti nell’arte contemporanea e cercare un’intersezione tra arte e tecnologia, attraverso le opere di KAWS, Banksy, Invader e Stik e dell’italiano Skygolpe, presente con l’NFT del certificato di autenticità dell’opera PX4882E“Il certificato NFT”, racconta Skygolpe, “non solo rappresenta la proprietà e l’originalità dell’opera – come i certificati tradizionali –, ma si trasforma in asset digitale, il quale può trovare molte e diverse applicazioni: essere prova pubblica della proprietà dell’opera, essere d’interesse per eventuali compratori in maniera diretta e infine evolversi in strumento finanziario – come un NFT. Il certificato NFT ha quindi tutti i benefici della tecnologia NFT ed è in più anche il certificato di autenticità”, prosegue l’artista: “Un altro punto importante è la trasparenza. Se da una parte accade che alcuni tipi di vendite non abbiano grande trasparenza, dall’altra la tecnologia NFT, legata alla blockchain, può assicurare visibilità e chiarezza unite al percorso dell’opera. Questa è un’evoluzione per il mondo dell’arte ed è anche un’occasione per il mondo dell’arte fisica di sfruttare questa nuova tecnologia.”
Certificato di autenticità opera PX4882E

PX4882E DI SKYGOLPE IN ASTA DA CHRISTIE’S

L’opera fa parte della serie pixel on canvas creata per attraversare e superare i limiti imposti dalle tradizionali tecniche pittoriche e raggiungere una soluzione ibrida tra fisico e digitale. Inizialmente stimata tra i 30.000 e i 50.000 dollari, l’opera è stata comprata dal famoso collezionista anonimo e curatore d’arte digitale 33nft per 69.300 dollari. Il collezionista riceverà, insieme all’NFT del certificato di proprietà, anche l’opera fisica contenente un chip NFC (Near Field Communication), che consente la lettura delle informazioni e collega direttamente al certificato NFT. L’artista è stato supportato dall’azienda Valuart, che ne ha curato il progetto. “Inizialmente gli artisti che dal mondo tradizionale entravano con il loro lavoro nel mondo digitale erano spesso costretti a fare una foto o a realizzare una copia digitale delle loro opere”, spiega Skygolpe: Ora, invece, no: l’NFT non deve essere solo l’opera, ma può essere anche un certificato a tutti gli effetti. L’idea è stata decretare la proprietà di un dipinto fisico non tramite la copia NFT, ma tramite l’acquisto di un certificato NFT. Questo cambiamento può aprire a un cambiamento totale nella psicologia e nei modelli di vendite e d’acquisto all’interno del web 3.0”.
  • By Alessio Tozzi – artribune.com

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