arti visive, curiosità

Arte, gioco e idiozia nella mostra di Fabrice Bernasconi Borzì a Catania

RIFLETTERE SULLA CADUCITÀ DELL’ESISTENZA E SULLA NECESSITÀ DI NON PRENDERSI TROPPO SUL SERIO: È QUESTO L’OBIETTIVO DELL’ARTISTA ITALO SVIZZERO FABRICE BERNASCONI BORZÌ. UNA MOSTRA A POCHI METRI DAL PORTO DI CATANIA

Ispirata alla citazione di David Bowie (“Oh, I’m just visiting”), la mostra di Fabrice Bernasconi Borzì (Ginevra, 1989) al BOCS di Catania riflette sulla caducità delle cose e della vita stessa senza mai prendersi troppo sul serio. È in quest’ottica che lavora l’artista italo-svizzero, mantenendo con l’arte un rapporto giocoso, senza allontanarsi dalla seria convinzione che essa stessa, come riflesso dell’uomo che la produce, sia passeggera e provvisoria.

LA MOSTRA DI FABRICE BERNASCONI BORZÌ A CATANIA

Pochi metri separano BOCS e il porto di Catania ed è proprio da quest’ultimo che Bernasconi Borzì prende in prestito un parabordo per navi, realizzandolo con lo stesso materiale utilizzato per i gonfiabili per bambini. La scultura, che dovrebbe trasmettere resistenza e forza, comunica da subito la sua debolezza e la sua caducità. Inclinata su una parete, esprime il passaggio della sua vita, sgonfiandosi giorno dopo giorno e svelando la leggerezza e la delicatezza che le appartengono.

L’IDIOZIA SECONDO FABRICE BERNASCONI BORZÌ

L’aria, essenza stessa della vita, diventa elemento fondante della mostra di Bernasconi Borzì; contenuta nel maestoso parabordo, l’aria viene evocata acusticamente dal video in cui l’artista per un’ora e mezza dilata con una pompa a pedale il gonfiabile. Il suono della pompa scandisce la marcia sfiancante dell’artista intento a dare vita alla sua scultura, mentre di minuto in minuto appare volutamente come un idiota che annulla il significato stesso del suo gesto e della sua opera. In merito alla sua ricerca afferma infatti: “Io sono troppo serio e spesso non riesco a godere delle cose. Per questo ricerco l’idiozia con la mia arte, perché è l’unico modo che ho per non essere sempre serio”.
By  Mario Bronzino – artribune.com

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