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Un polo culturale su una superstrada: accade in Cina con gli Zaha Hadid Architects

IL JINGHE NEW CITY CULTURE&ART CENTRE SORGERÀ NELL’AREA SCIENTIFICA E TECNOLOGICA A NORD DELLA CITTÀ DI XI’IAN, E OSPITERÀ STRUTTURE CULTURALI E RICREATIVE, OLTRE AD ARRICCHIRE LO SKYLINE CITTADINO

  Un nuovo polo culturale su una superstrada. È quanto accade nella città cinese di Xi’ian, una delle quattro capitali della Cina antica e capoluogo della provincia dello Shaanxi, nella zona nord-occidentale del Paese. Progettato dallo studio Zaha Hadid Architects, il Jinghe New City Culture&Art Centre sorgerà nell’area scientifica e tecnologica a nord della grande città e ospiterà strutture culturali e ricreative, oltre ad arricchire lo skyline cittadino.

UN NUOVO POLO CULTURALE PER LA CITTÁ CINESE DI XI’AN

Xi’an, uno dei cardini del programma di sviluppo governativo varato dal governo nel 1997, vanta una storia antichissima: basti pensare che il Mausoleo di Qin Shi Huang che custodisce il famoso “esercito di terracotta” sorge poco lontano da qui. A nord della città sorge la Jinghe New City, il centro scientifico e tecnologico in piena espansione, che nel prossimo futuro si arricchirà di un grande centro culturale costituito da ampi cortili sopraelevati, gallerie espositive e spazi per spettacoli dal vivo, ospitati su una struttura che si sviluppa come un ponte al di sopra di una superstrada a otto corsie.

IL PROGETTO DEL NUOVO JINGHE NEW CITY CULTURE&ART CENTRE

Il progetto, vinto dallo studio Zaha Hadid Architects, è risultato vincitore a seguito di un concorso internazionale bandito dalla municipalità di Xi’an. In linea con il piano urbanistico della metropoli, il centro ospiterà vari ambienti culturali, fra cui un teatro con una capienza di 450 posti, una biblioteca con tecnologie di realtà virtuale immersiva (oltre al materiale cartaceo), saloni espositivi, studi, gallerie e altro ancora, oltre a un’accogliente area esterna. L’edifico è caratterizzato da forme morbide e sinuose che si integrano con l’ambiente circostante, in quanto richiamano le anse del fiume Jinghe che scorre a poca distanza e che dà il nome all’intero complesso. Questo avrà un bassissimo impatto ambientale, in quanto dotato di un sistema per la raccolta e il riuso delle acque meteoriche, e un impianto di pannelli fotovoltaici per l’autonomia energetica green. Inoltre, i materiali per la sua costruzione provengono principalmente dal riciclo e sono prodotti localmente. Queste iniziative e procedure pongono il Jinghe New City Culture&Art Centre ai più alti standard della bioedilizia, che il governo cinese sta massicciamente sostenendo, e il nuovo complesso riveste anche un’importante valenza urbanistica, poiché sarà anche un’area pedonale per collegare i quartieri commerciali e residenziali della zona settentrionale della città, con i grandi parchi situati a sud.
  • By Niccolò Lucarelli – artribune.com

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