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In arrivo al Masi di Lugano una grande mostra dedicata a Paul Klee

L’ESPOSIZIONE AL MUSEO DELLA SVIZZERA ITALIANA È TUTTA INCENTRATA SUL DISEGNO. SI TRATTA DI OPERE POCO O MAI ESPOSTE. DOTATE DI UN TAGLIO FILOLOGICO PREZIOSO

Una colossale collezione di disegni e incisioni del grande Paul Klee (Münchenbuchsee, 1879 – Muralto, 1940) esposta per la prima volta in un museo: si apre così la stagione autunnale di mostre del Museo d’Arte della Svizzera Italiana di Lugano. La preziosa collezione Sylvie e Jorge Helft comprende circa 70 opere tra disegni a matita, a penna, pastelli, acquerelli, acqueforti e litografie del maestro dell’astrattismo, realizzate dal 1914 fino alla morte. L’esposizione, che si terrà al Masi dal 4 settembre 2022 all’8 gennaio 2023 mette in luce la forza e l’importanza del disegno e della linea nell’opera di Klee, studiandone le applicazioni anche teoriche e sottolineando lo spirito ironico dell’artista.

METTERE AL CENTRO IL PAUL KLEE DISEGNATORE

Assemblato a partire dagli anni Settanta, il nucleo di lavori si concentra sul disegno come opera autonoma, e non solo come “semplice” fase preparatoria per la realizzazione di un dipinto. Quasi la metà della gigantesca produzione di Klee – parliamo di circa 9mila opere – è infatti costituita da disegni, con un particolare interesse per lo studio della linea: un tema che l’artista di discendenze tedesche e svizzere ha mutuato dalle opere d’arte preistorica e dai disegni infantili, di cui dichiarò di apprezzare la spontaneità, l’autenticità e la riduzione delle forme. La linea viene da lui impiegata in tutte le forme possibili e immaginabili, dalla riga dritta a quella a zig-zag, e ancora verticale, orizzontale, in circonferenze, frecce, numeri, lettere, segni e simboli, dando vita a opere dalla connotazione ironica quando non sarcastica. È sempre la linea al centro degli scritti teorici di Klee, motivo per cui è un elemento ricorrente nelle lezioni che tenne per dieci anni al Bauhaus di Weimar e Dessau.

L’ALLESTIMENTO DEI DISEGNI DI PAUL KLEE AL MASI DI LUGANO

La mostra – allestita in uno spazio raccolto per permettere un dialogo ravvicinato tra le opere – è scandita in 7 diverse sezioni che esplorano i temi ricorrenti nella produzione artistica e grafica di Klee. La prima è dedicata al rapporto con la natura, importante fonte di ispirazione per l’artista, che diceva di dare vita alle proprie opere grazie a un impulso vitale senza avere in mente a priori il soggetto o la scena da rappresentare. La sezione successiva si concentra sul periodo fra le due guerre e gli anni del Bauhaus, in cui Klee combina l’uso della prospettiva centrale a un’atmosfera dechirichiana, con suggestioni cubiste e metafisiche: spicca l’opera L’altra stanza dei fantasmi (nuova versione) del 1925. Il percorso prosegue con due sezioni dedicate all’esplorazione della figura umana e del mondo animale, con connotazioni caricaturali e a tratti drammatiche. Nella sezione dedicata al rapporto tra Klee e le arti performative, poi, sono diversi i lavori che riflettono il grande interesse dell’artista per il teatro e il circo, mentre in quella che si concentra sul suo ultimo periodo – durante il quale la malattia influì molto sulla sua espressione artistica, vedasi l’impressionante autoritratto Unterbrochene Metamorphose del 1939 – sono esposte opere contraddistinte dalla rapidità del tratto, dalla riduzione delle forme e dall’impiego di una matericità quasi tattile. L’ultima sala è dedicata alle edizioni d’epoca di libri illustrati da Klee, complice la bibliofilia degli Helft, insieme a cataloghi di esposizioni, monografie e un raro esemplare completo del portfolio Meistermappe des Staatlichen Bauhauses del 1923.
  • By Giulia Giaume – artribune.com

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