Cultura, film, libri

I dimenticati dell’arte. Francesco Alliata

È STATA UNA VITA RICCA E SFACCETTATA, QUELLA DI FRANCESCO ALLIATA. DALL’AMORE PER IL MARE ALLA PRODUZIONE CINEMATOGRAFICA, FINO AI GELATI SENZA LATTE NÉ GRASSI

Davvero incredibile il numero di titoli posseduti dal principe Francesco Alliata di Villafranca (1919-2015), nato a Palermo nel sontuoso palazzo di famiglia affacciato su Piazza Bologni, da Gabriele Alliata e Vittoria San Martino. Dopo un’infanzia dorata nel capoluogo siciliano, tra saloni rivestiti di stucchi, si laurea in giurisprudenza e nel frattempo partecipa al Gruppo Universitario Fascista insieme al cugino Quintino di Napoli e agli amici Giovanni Mazza, Pietro Moncada di Paternò, Renzo Avanzo e Fosco Maraini.

L’AMORE PER LE EOLIE E LA NASCITA DELLA PANARIA FILM

Innamorati del mare e del mondo subacqueo, i ragazzi cominciano a frequentare le Isole Eolie, allora povere e dimenticate, e scoprono la ricchezza dei fondali marini. Così nel 1946 decidono di girare una serie di cortometraggi in 35 mm con vecchie attrezzature recuperate negli Stati Uniti e rese da loro impermeabili. All’inizio sembra un’impresa da ragazzi ma in realtà questi materiali possiedono un valore incredibile, in quanto si tratta delle prime riprese subacquee della storia, oltre a mostrare il volto originario, oggi scomparso, delle Eolie. Nel 1947 Alliata fonda, insieme a Renzo Avanzo e Fosco Maraini, la Panaria Film e produce quattordici filmati: il primo, Cacciatori sottomarini, vede protagonista il palombaro Giovanni Mazza, mentre in Tonnara Francesco Alliata si tuffa nella “camera della morte”, in mezzo a centinaia di tonni che cercano di scampare a morte certa.

I FILM CON ANNA MAGNANI E JEAN RENOIR

Nel 1950 la Panaria produce il suo primo lungometraggio, Vulcano, con la regia di William Dieterle e Anna Magnani come protagonista. Il film è stato girato nel 1949 sull’Isola di Vulcano in contemporanea alla pellicola di Rossellini Stromboli (Terra di Dio), con Ingrid Bergman che aveva sostituito la Magnani, dopo la sua rottura con Rossellini. Il regista aveva una relazione con l’attrice romana, ma un giorno ricevette una lettera dalla Bergman che gli scriveva: “Caro Signor Rossellini, ho visto i suoi film ‘Roma città aperta’ e ‘Paisà’ e li ho apprezzati moltissimo. Se ha bisogno di un’attrice svedese che parla inglese molto bene, che non ha dimenticato il suo tedesco, non si fa quasi capire in francese e in italiano sa dire solo ‘ti amo’, sono pronta a venire in Italia per lavorare con lei”. Ferita dal tradimento non solo umano ma anche professionale, la Magnani aveva voluto girare un film concorrente, scatenando quella che la stampa dell’epoca aveva definito una “guerra dei vulcani”, che non portò fortuna a nessuno dei due film, poco premiati dal botteghino. Due anni dopo la Panaria produce il primo film europeo girato in technicolorLa carrozza d’oro di Jean Renoir, sempre con Anna Magnani, per poi dedicarsi a due pellicole di Carlo Giulio Bragaglia, A fil di spada (1952) e Il segreto delle tre punte (1954).

IL PRINCIPE DEI GELATI SPONGATI

Nel 1956 termina l’avventura della Panaria e, sei anni dopo, Francesco Alliata apre una fabbrica di gelati a Catania per produrre gli “spongati” (gelati di frutta senza latte né grassi) nel pieno rispetto della tradizione siciliana, esportati anche negli Stati Uniti con il marchio XIV Duca di Salaparuta, uno dei tanti titoli nobiliari del principe. Sposato con Teresa Correale e padre della scrittrice Vittoria Alliata, Francesco ha raccontato la sua vita avventurosa in una interessante autobiografia, intitolata Il Mediterraneo era il mio regno, pubblicata da Neri Pozza nel 2015, quando il principe aveva 95 anni, poco prima di morire.
  • By Ludovico Pratesi – artribune.com

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