aste, curiosità

Case d’asta in campo per la restituzione delle opere trafugate dai nazisti

PER IL VENTICINQUESIMO ANNIVERSARIO DEI PRINCIPI DI WASHINGTON PER LA RESTITUZIONE DELLE OPERE D’ARTE SOTTRATTE INDEBITAMENTE DURANTE IL REGIME NAZISTA, CHRISTIE’S LANCIA UN CALENDARIO DI EVENTI SUL TEMA, MENTRE SOTHEBY’S ANNUNCIA LA VENDITA DI UN’OPERA RITROVATA DI VASILIJ KANDINSKIJ

Nel 1998, a cinquant’anni dalla caduta del nazismo, i rappresentanti di 44 Paesi supportati da numerose organizzazioni non governative e da un pool di esperti d’arte si riunirono in America per elaborare i Principi di Washington, linee guida che favorissero la restituzione ai legittimi proprietari delle opere d’arte confiscate dai nazisti. A venticinque anni da quella data il tema resta di enorme importanza anche per l’etica e la trasparenza della filiera, e le case d’asta internazionali si mobilitano per correggere gli errori della storia con dipartimenti e iniziative dedicate.

I PRINCIPI DI WASHINGTON PER LE OPERE D’ARTE TRAFUGATE

Principi di Washington emanati nel 1998, pur non essendo legalmente vincolanti, spingono ancora oggi le Nazioni firmatarie a impegnarsi in tutte le attività che possano favorire la restituzione delle opere d’arte trafugate dai nazisti. Artefice di questo ambizioso progetto fu all’epoca Stuart Einzestat, già ambasciatore degli Stati Uniti per l’Unione Europea e Rappresentante e Segretario di Stato per l’amministrazione Clinton sui temi dell’Olocausto. È stato lui a sottolineare di recente, in una intervista rilasciata a Christie’s, che lo scopo criminale della razzia operata dai nazisti aveva come obiettivo quello di cancellare qualsiasi riferimento, anche materiale, della cultura ebraica. Dello stesso avviso Anne Weber, Vicepresidente della Commission for Looted Art in Europe, ente che collabora con i governi e le istituzioni di tutto il mondo per recuperare i beni rubati. A oggi la Commissione ha recuperato oltre 3.500 oggetti che sono stati poi restituiti ai legittimi proprietari.

CHRISTIE’S CELEBRA I PRINCIPI DI WASHINGTON

Proprio per celebrare questi cruciali principi il dipartimento specializzato in materia di restituzioni di Christie’s, uno dei più antichi e solidi nel mondo degli incanti, ha lanciato l’iniziativa Reflecting on Restitution, una serie di eventi  di respiro internazionale volti a indagare il valore del recupero dei beni illegittimamente sottratti dai nazisti. Si è partiti il 27 gennaio, nel Giorno della Memoria, con la mostra inaugurale di Raphaël Denis presso la galleria di Christie’s in Avenue Matignon a Parigi, mentre si proseguirà, nei prossimi mesi, con un fitto calendario di eventi tra Amsterdam, Vienna, Berlino, Londra, New York e Tel Aviv che vedrà esperti legali, ricercatori e studenti coinvolti in tavole rotonde e panel per discutere e presentare prospettive aggiornate sul tema.

IN ASTA DA SOTHEBY’S IL KANDISNSKJI SOTTRATTO DAI NAZISTI E RESTITUITO

Arriva invece da Sotheby’s la notizia che l’opera Murnau mit Kirche II del 1910 di Vasilij Kandinskij approderà sul rostro della casa inglese alla Modern & Contemporary Evening Auction del prossimo marzo 2023 a Londra. Presentata come “una delle opere più importanti dell’artista mai apparse sul mercato”, il dipinto è in asta con una stima intorno ai 45 milioni di sterline. Ma, soprattutto, la sua storia riguarda da vicino il tema delle restituzioni. Subito dopo la sua creazione, infatti, l’opera fu acquistata da Johanna Margarete Stern e Siegbert Samuel Stern, proprietari di una florida azienda tessile e colti collezionisti della Berlino dei primi anni Venti. Parte attiva della fervida vita culturale dell’epoca, gli Stern erano amici di Thomas Mann, Franz Kafka e Albert Einstein e possedevano una collezione di oltre cento opere che metteva insieme gli Old Master olandesi e Pierre-Auguste Renoir, Lovis Corinth, Odilon Redon, Max Liebermann, Edvard Munch e Max Pechstein, per citare solo alcuni nomi.

LE OPERE D’ARTE TRAFUGATE NEGLI ANNI DELL’AVVENTO DEL NAZISMO

Dopo la morte del marito nel 1935 e con l’avvento del nazismo, Johanna Margarete Stern provò a scampare, senza riuscirci, all’Olocausto. Nel corso di questi drammatici avvenimenti, la collezione degli Stern andò dispersa, come ogni informazione sul destino delle sue opere. Fino a circa una decina di anni fa, quando il dipinto di Kandinskij è stato riconosciuto nelle sale del Van Abbemuseum di Eindhoven – dove è stato in esposizione dal 1951 – e restituito agli eredi dei suoi legittimi proprietari. Sono loro ad affidarlo ora a Sotheby’s per la vendita, i cui proventi saranno in parte destinati a finanziare nuove ricerche sulle opere della collezione Stern trafugate dai nazisti.
  • By Antonio Mirabelli – artribune.com

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