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Muore Franco Mulas, l’artista dei cicli pittorici dedicati al Sessantotto

L’ARTISTA, SCOMPARSO A 84 ANNI, È STATO INTERPRETE DELLA STORIA E DELLA SOCIETÀ ITALIANE DEL SECONDO DOPOGUERRA, COGLIENDONE COMPLESSITÀ E CONTRADDIZIONI. I FUNERALI SI TERRANNO LUNEDÌ 6 MARZO A ROMA, NELLA CHIESA DEGLI ARTISTI A PIAZZA DEL POPOLO

È morto a Roma a 84 anni Franco Mulas, tra i protagonisti della pittura italiana del secondo Dopoguerra. Per decenni ha convogliato sulla tela diverse tendenze e rappresentazioni, da quella di paesaggio a quella sociale, con sentori derivanti anche dalla Pop art: “immortalò” nei suoi dipinti le manifestazioni del ’68, e la serie fu esposta in diverse città in Italia e all’estero. Nel 1989 aveva ricevuto il Premio del Presidente della Repubblica conferito dall’Accademia di San Luca, e nel 1995 il Premio Suzzara; ha partecipato inoltre alla X e XI Quadriennale di Roma, alla XXXIX Biennale di Venezia sezione architettura con il Gruppo Grau, alla XVIII Triennale di Milano.

VITA E ARTE DI FRANCO MULAS

Nato a Roma nel 1938, Mulas studia pittura all’Accademia di Francia e alla scuola d’Arte ornamentale, sempre nella Capitale. La sua prima mostra personale risale al 1967, e si tenne a Bari, presso la galleria Il Sagittario, presentato in catalogo da Renzo Vespignani. Già in questa prima fase della sua ricerca pittorica, Mulas rivela di essere un osservatore del suo tempo, cogliendo della contemporaneità gli aspetti più esasperati e disillusi: risalgono a questi anni i dipinti che ritraggono gli italiani alle prese con le interminabili code domenicali nelle autostrade. Con il medesimo spirito critico racconta attraverso le sue immagini il clima del ’68, tra contestazione giovanile e un mondo oramai prossimo al cambiamento: le opere di questo ciclo pittorico sono accompagnate da testi di Mario De Micheli, Giorgio Cortenova, Dario Micacchi, Franco Solmi, e sono state esposte nelle gallerie La Nuova Pesa di Roma e Bergamini di Milano.

LE MOSTRE DI FRANCO MULAS

Nel 1972, insieme a Baj, Ceroli, Fabio Mauri, Oldemburg, Pistoletto, Vettor Pisani, Mario Schifano, Vedova e Vespignani partecipa a Bologna alla mostra Tra Rivolta e Rivoluzione, immagine e progetto, e nel 1981 all’esposizione Arte e Critica alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma. Su invito del critico Marco Goldin, nel 1996 è tra i protagonisti della rassegna Figure della Pittura, tenutasi a Palazzo Sarcinelli di Conegliano; risale al 2000 la sua partecipazione a Immagine di impegno, impegno di immagine, mostra a cura di Domenico Guzzi. Tra le esposizioni all’estero, ricordiamo la sua partecipazione alla mostra Italienische Realisten tenutasi a Berlino nel 1974, Pittura Italiana ’50-’70 a Varsavia-Vienna-Lugano nel 1977, e Pittura Italiana dal dopoguerra ai nostri giorni a Rio de Janeiro nel 1989. Tra le personali a lui dedicate, sono quelle tenutasi nel 1991 a Palazzo Braschi a Roma, nel 1998 al Palazzo dei Priori a Volterra, mentre nel 2006 presenta all’EXMA di Cagliari i cicli pittorici FinzioniBig-Burg e Schegge. Tra le sue presentazioni più recenti sono la partecipazione alla Biennale di Venezia del 2011, la mostra tenutasi nel 2013 a Roma al Museo Carlo Bilotti di Roma, dove torna nel 2016 in occasione dell’esposizione Fragili Eroi.
  • By Desirée Maida – artribune.com

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