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Addio ad Arnaldo Pomodoro: un omaggio al maestro delle sfere di bronzo

Oggi, 23 giugno 2025, il mondo dell’arte saluta con profondo cordoglio Arnaldo Pomodoro, uno dei più grandi scultori contemporanei, scomparso ieri sera a Milano, alla vigilia del suo 99° compleanno. La notizia, comunicata dalla Fondazione che porta il suo nome, diretta da Carlotta Montebello, segna la perdita di una voce visionaria e autorevole, capace di trasformare la materia in un linguaggio universale che ha segnato la storia dell’arte del Novecento e oltre.
Nato il 23 giugno 1926 a Morciano di Romagna, Arnaldo Pomodoro ha dedicato la sua vita a esplorare la complessità della forma e della materia, creando opere che uniscono rigore geometrico, simbolismo e una straordinaria attenzione per i materiali, in particolare il bronzo. Le sue iconiche sfere, dischi, colonne e cubi, spesso incisi e squarciati per rivelare intricati meccanismi interni, sono diventati simboli di un’arte che indaga il rapporto tra superficie e profondità, ordine e caos, uomo e modernità.
Un linguaggio artistico unico
Arnaldo Pomodoro ha rivoluzionato la scultura contemporanea con un linguaggio che fonde classicità e innovazione. Le sue sfere di bronzo, esposte in tutto il mondo – dal Cortile della Pigna nei Musei Vaticani alla sede dell’ONU a New York, da Piazza Meda a Milano al Trinity College di Dublino – non sono semplici oggetti, ma narrazioni tridimensionali. Le fenditure che rompono la perfezione delle loro superfici lisce lasciano intravedere un interno complesso, quasi meccanico, che invita lo spettatore a riflettere sulla dualità tra ciò che è visibile e ciò che è nascosto.

Opere come Sfera con Sfera, Disco Grande a Milano, Lancia di Luce a Terni – un’imponente scultura in acciaio alta 30 metri – e il Labirinto di via Solari, realizzato per lo showroom Fendi, testimoniano la capacità di Pomodoro di trasformare lo spazio pubblico in un dialogo aperto con la collettività. Le sue creazioni non sono confinate nei musei, ma vivono nelle piazze, nelle città, diventando parte del tessuto urbano e della memoria collettiva.
Un percorso tra arte, teatro e impegno culturale
Formatosi come geometra e orafo, Pomodoro ha saputo tradurre la precisione tecnica in una visione poetica. Negli anni Cinquanta, dopo il trasferimento a Milano, ha iniziato a sviluppare le sue prime grandi sculture, collaborando con artisti come Lucio Fontana e partecipando al gruppo “Continuità”. La sua carriera non si è limitata alla scultura: Pomodoro si è dedicato anche alla scenografia, creando macchine sceniche per spettacoli che spaziavano dalla tragedia greca al teatro contemporaneo, dimostrando una versatilità che ha arricchito il suo percorso artistico.
Nel 1995, ha fondato la Fondazione Arnaldo Pomodoro a Milano, un luogo che non è solo un archivio della sua opera, ma un laboratorio vivo per la promozione dell’arte contemporanea e il sostegno ai giovani artisti. Come dichiarato dalla direttrice Carlotta Montebello, la Fondazione continuerà a operare secondo la volontà del maestro, diffondendo il suo patrimonio attraverso mostre, eventi e iniziative che coinvolgano la società in un dialogo creativo e sperimentale.
Bronze sculpture of Disco Grande by sculptor Arnaldo Pomodoro. Italy, Milan. High quality photo

Un’eredità immortale

“Con la scomparsa di Arnaldo Pomodoro, il mondo dell’arte perde una delle sue voci più autorevoli, lucide e visionarie,” ha dichiarato Carlotta Montebello. Le sue parole risuonano come un invito a celebrare non solo l’artista, ma il pensatore, l’innovatore, l’uomo che ha saputo scolpire il tempo, interrogando la complessità dell’esistenza attraverso la materia.
Le opere di Pomodoro, sparse in tutto il mondo, continueranno a parlare a chi le osserva, suscitando meraviglia e riflessione. La sua Triade a Pavia, la Colonna a Milano, Il Grande Libro a Saint-Etienne: ogni scultura è un frammento di un discorso universale sull’umanità, la memoria e il futuro.
Un saluto al maestro
Oggi, mentre il mondo dell’arte piange la perdita di Arnaldo Pomodoro, noi di Tartaglia Arte vogliamo rendere omaggio a un artista che ha saputo trasformare la geometria in poesia, la materia in emozione. Le sue sfere, con le loro ferite aperte sul mondo, ci ricordano che anche nella perfezione si nasconde la fragilità, e che l’arte ha il potere di rivelarla e sublimarla.
Grazie, Maestro, per averci insegnato a guardare oltre la superficie, a cercare il cuore pulsante delle cose. La tua eredità vivrà per sempre nelle tue opere e nei cuori di chi le ammira.
Organizzazione Artistica Tartaglia Arte
23 giugno 2025

Fonti: La Repubblica, Corriere.it, Il Post, Ansa.it, Sky TG24, Studenti.it, Finestre sull’Arte, Il Fatto Quotidiano