
SUPERFLEX: The Bank al Mudam Luxembourg – Musée d’Art Moderne Grand-Duc Jean
Istituzioni finanziarie e ricerca creativa nel contesto lussemburghese
Il Mudam Luxembourg – Musée d’Art Moderne Grand-Duc Jean, il collettivo artistico SUPERFLEX e i visitatori del museo hanno unito le forze per dare vita a un progetto incentrato su un elemento profondamente radicato nel territorio: le banche. Nel corso dell’estate 2026, i membri della comunità sono invitati a partecipare alla co-creazione di un’iniziativa intitolata The Bank, la quale confluirà in un’installazione permanente destinata al vicino Park Dräi Eechelen.
In questo contesto, la banca non viene intesa unicamente come un luogo deputato alla custodia del denaro. Può infatti configurarsi come uno spazio per la conservazione di idee, un rifugio per piccoli animali o un punto di riferimento per la raccolta e la distribuzione di beni alimentari. Attraverso l’impiego di stampi ideati dal collettivo di Copenaghen, sia i più giovani sia gli adulti sono chiamati a modellare l’architettura esterna, trasformandola in uno spazio di indagine collettiva.
Il dialogo curatoriale con António Mendes
Il curatore António Mendes, affiancato dal co-curatore Christophe Gallois, descrive il senso dell’operazione sottolineando il legame profondo tra il museo e il tessuto urbano. «Ci troviamo in una città famosa per le banche, e lo stesso Mudam può essere inteso come una sorta di banca della cultura: preserva oggetti, idee e storie che una società considera di valore», spiega Mendes. L’installazione partecipativa del museo stimola una riflessione profonda sui concetti di conservazione e contenimento, ponendo interrogativi cruciali su chi decida cosa abbia valore, su cosa si scelga di proteggere e su chi detenga l’accesso a tali risorse.
I moduli di SUPERFLEX e la decodifica dello spazio architettonico
Il processo ideativo si traduce in elementi fisici grazie ai lavori di SUPERFLEX. Utilizzando stampi in gesso, i partecipanti comprimono l’argilla nello spazio negativo per realizzare elementi simili a mattoni dalle diverse forme geometriche. Questi componenti, trasportati all’esterno, concorrono alla formazione di una sorta di città delle banche in costante mutamento, influenzata sia dagli apporti umani sia dagli agenti atmosferici.
Le forme traggono origine da una scomposizione dell’architettura che ospita il Mudam, nello specifico l’edificio progettato da I. M. Pei. Come puntualizza Mendes, gli elementi strutturali dell’edificio museale sono stati astratti in forme modulari che il pubblico può muovere, ruotare, impilare e combinare liberamente, riducendo la scala monumentale a una dimensione manipolabile dal corpo e dalla mano.
Il ruolo del gioco nella trasformazione dello spazio pubblico
Un aspetto centrale nella genesi di The Bank è l’incoraggiamento al gioco, inteso non solo come manipolazione del materiale su tappetini da modellismo, ma come messa in discussione della funzione stessa della struttura. Secondo Mendes, il gioco possiede la capacità di alterare la percezione di un luogo, autorizzando le persone al contatto, alla sperimentazione e a una diversa occupazione dello spazio. Nelle aree pubbliche, spesso rigidamente regolamentate e prive di una spontanea giocosità, il progetto offre un pretesto architettonico per allentare temporaneamente tali convenzioni.
Fasi di sviluppo e autorialità collettiva
Il progetto si sviluppa attraverso molteplici tappe interconnesse: l’installazione modulare, laboratori pubblici, attivazioni collettive, messaggi scritti, conversazioni informali e il confronto diretto con famiglie, bambini e residenti, culminando nella realizzazione dell’opera definitiva per il Park Dräi Eechelen. Nel coinvolgere SUPERFLEX, Mendes evidenzia la capacità del collettivo di operare all’intersezione tra arte, spazio pubblico e infrastrutture, riconoscendo che l’autorialità collettiva non annulla la responsabilità artistica ma la arricchisce delle istanze provenienti dalla comunità.
Prospettive e sguardi differenti sul futuro dell’opera
Dall’avvio delle attività, l’interazione tra pubblico e museo ha evidenziato approcci differenti tra le fasce d’età. I bambini tendono a focalizzarsi rapidamente sull’organizzazione sociale e sulle relazioni comunitarie, interrogandosi su chi popolerà gli spazi e sulle regole di accesso. Gli adulti, pur mostrando inizialmente maggiore cautela legata alla stabilità strutturale, si uniscono rapidamente al processo creativo.
La forma definitiva dell’installazione permanente, pur essendo progettata da SUPERFLEX, conserverà la memoria di questo percorso partecipativo. La ricchezza dell’opera, secondo la visione curatoriale, risiede nell’insieme delle traiettorie, dei contributi e dei messaggi scaturiti durante i mesi di attività estiva.
Informazioni sul progetto:
Titolo: The Bank
Curatori: António Mendes e Christophe Gallois, con l’assistenza di Clara Froumenty
Collaboratori: SUPERFLEX
Sede: Mudam Luxembourg – Musée d’Art Moderne Grand-Duc Jean
Fonte: Designboom
Crediti immagine: museum: visitors have come together to create something this small European country is bi

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