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Clair-obscur alla Bourse de Commerce di Parigi: la mostra della Collezione Pinault

La mostra Clair-obscur alla Bourse de Commerce di Parigi con le opere della Collezione Pinault

Installazione artistica all’interno della mostra Clair-obscur alla Bourse de Commerce di Parigi

Tra gli appuntamenti espositivi più rilevanti nel panorama internazionale spicca la collettiva intitolata Clair-obscur, allestita negli spazi della Bourse de Commerce a Parigi. Curata da Emma Lavigne insieme a Nicolas-Xavier Ferrand, la rassegna riunisce circa un centinaio di opere provenienti dalla Collezione Pinault, realizzate da artisti contemporanei di differenti generazioni nel corso degli ultimi vent’anni.

Il senso della mostra “Clair-obscur” alla Bourse de Commerce di Parigi

Se in italiano il termine chiaroscuro richiama immediatamente la contrapposizione pittorica tra luce e ombra, la lingua francese evoca una sfumatura semantica differente, legata all’oscuro inteso come dimensione misteriosa, sfuggente e tenebroso. Partendo da questa premessa etimologica e concettuale, i curatori hanno strutturato un itinerario espositivo che ridefinisce la percezione degli spazi della Bourse de Commerce. Il progetto trae ispirazione da una riflessione di Giorgio Agamben sul concetto di contemporaneità — intesa come la capacità di focalizzare lo sguardo sul proprio tempo cogliendone l’oscurità anziché la luce — e si pone in dialogo ideale con i capolavori di Caravaggio. Lavigne e Ferrand hanno così delineato un vero e proprio paesaggio al contempo luminista e crepuscolare, in cui i lavori della Collezione Pinault emergono attraverso dinamiche visive basate sul rapporto tra chiarore e penombra.

La costruzione del percorso espositivo alla Bourse de Commerce

L’esposizione si configura come un percorso paesaggistico in cui il chiaroscuro assurge a linguaggio visivo e simbolico rinnovato, oltre che a principio filosofico e narrativo. La mostra indaga la materialità della luce e le zone d’ombra dell’inconscio, modificando la percezione del confine tra il visibile e l’invisibile. Il tracciato si articola in quattro sezioni distinte: Notturno, Nebbia, Ombre e Incandescenza. Il piano inferiore della Bourse accoglie i nuclei inaugurali del percorso, tra cui spicca il dialogo notturno tra l’opera video La Quinta del Sordo (2021) di Philippe Parreno, in cui l’artista rilegge le celebri pitture nere di Goya, e il lavoro video Melted into the sun (2024) dell’artista uzbeko Saodat Ismailova, incentrato sulla figura di Al-Muqanna, leader storico dell’VIII secolo e guida di una comunità dedita al culto del Sole.

Le opere della Collezione Pinault tra passato, presente e sospensione del tempo

Il percorso espositivo prosegue esplorando il confine tra memoria storica e contemporaneità attraverso opere come Axial Age (2005-2007) di Sigmar Polke, concepita come una sorta di cappella visionaria composta da nove grandi tele dominate da trasparenze enigmatiche. Di notevole impatto risulta anche lo spazio riservato a Victor Man, i cui nove dipinti esposti mettono in luce una stretta compenetrazione tra luce e ombra: un dialogo in cui il presente appare indissolubilmente legato al passato. Al centro della Rotonda si muovono le installazioni di vapore di Fujiko Nakaya, intitolate Untitled (2022), soggette a una costante metamorfosi generata dalla presenza e dal movimento dei visitatori. Accanto a Nakaya, la sezione vede la partecipazione di artisti quali Trisha Donnelly, Wolfgang Tillmans, Frank Bowling e Bruce Conner, quest’ultimo presente con l’opera Crossroads (1976), una raccolta di sequenze dedicate alle esplosioni atomiche da Hiroshima all’atollo di Bikini.

Gli artisti della Collezione Pinault in dialogo con il dolore

La sezione intitolata Ombre adotta un registro espressivo più storico, mettendo a confronto maestri del calibro di Jean Dubuffet, Alberto Giacometti, Bruce Nauman e Robert Gober con autrici meno note come la brasiliana Maria Martins e la polacca Alina Szapocznikow, insieme a figure di rilievo internazionale come Danh Vō. In questo ambito, le ombre richiamano l’arte del secondo dopoguerra, interpretata come una risposta visiva e morale alla tragedia dell’Olocausto. Dalle sculture filiformi di Giacometti ai volti materici e bituminosi di Dubuffet, passando per le forme sciamaniche di Martins e i corpi frammentati di Szapocznikow, Nauman, Gober e Vō, l’intero nucleo documenta il confronto diretto con la sofferenza umana, la morte e la tragedia, descritta da Maria Martins con l’espressione nebbia nera.

La sezione conclusiva della mostra alla Bourse de Commerce

Il percorso si conclude con la sezione dedicata all’Incandescenza, focalizzata sull’interiorità emotiva e spirituale attraverso le performance di Mary Wigman, i dipinti vicini all’Art Brut di Louis Soutter e le installazioni di Laura Lamiel. Quest’ultima presenta una sequenza visiva intitolata ça fait un bruit d’ailes, de feuilles, de sable (2023), sviluppata lungo le venti vetrine perimetrali della Rotonda mediante frammenti di realtà e tracce biografiche, configurandosi come una vera e propria meditazione sul tempo.

La mostra Clair-obscur, firmata da Ludovico Pratesi, rimane aperta al pubblico presso la Bourse de Commerce di Parigi fino al 24 agosto 2026.

Fonte: Artribune

Crediti immagine: Fonte: Artribune