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Un grande bunker nucleare in Italia diventerà un museo della Guerra Fredda

Interno del vasto bunker nucleare situato ad Affi, in Veneto

Una sezione del grande bunker nucleare che aprirà parzialmente al pubblico il prossimo anno come museo della Guerra Fredda.

La trasformazione di una struttura strategica

Un ampio rifugio antiatomico situato nel nord Italia si appresta a diventare un nuovo polo museale incentrato sugli anni della Guerra Fredda, con un’inaugurazione parziale programmata per l’anno venturo. Il progetto di riqualificazione giunge a seguito di un’articolata mappatura degli spazi sotterranei avviata nel 2022.

La struttura originaria, edificata tra il 1960 e il 1966 nel territorio comunale di Affi, nei pressi di Verona, fu concepita per resistere a potenziali aggressioni di natura nucleare, chimica e batteriologica. L’infrastruttura comprendeva impianti di filtrazione dell’aria, zone doccia protette, cucine, depositi idrici e aree dormitorio, con l’obiettivo di garantire la sopravvivenza di trecento unità di personale per un periodo continuativo di trenta giorni in caso di emergenza atomica.

Architettura e spazi del sito sotterraneo

L’area complessiva si estende per circa 130.000 metri quadrati (pari a quasi 140.000 piedi quadrati) e comprende circa cento ambienti differenti. Tali spazi risultano interconnessi da una rete di gallerie che supera la lunghezza di mezzo miglio. Oltre alla sala operativa e ai centri di comunicazione, il complesso ospita una palestra, un bar e officine meccaniche. All’interno di queste ultime, le pareti conservano ancora i poster d’epoca affissi dal personale militare.

Nel corso del Novecento, il rifugio ha operato quale importante centro di comando per le operazioni militari della NATO in Europa, ospitando esercitazioni strategiche fino al 2004. Successivamente, nel 2018, il Ministero della Difesa italiano ha trasferito la proprietà del sito al Comune di Affi.

Il percorso di studio e la futura apertura museale

Nel 2022, l’Università di Firenze ha dato il via a una dettagliata campagna di studi per rilevare l’intera estensione del bunker. Michelangelo Pivetta, docente di architettura che ha diretto la ricerca, ha sottolineato l’importanza dell’iniziativa culturale affermando che essa rappresenta un’occasione per tornare a riflettere storicamente su un periodo, come quello della Guerra Fredda, che oggi non riceve un’attenzione adeguata nel dibattito pubblico.

Il Parlamento italiano ha approvato lo stanziamento di sette milioni di euro (circa 8,1 milioni di dollari) finalizzati al completamento dei lavori di recupero entro il 2029, mentre i primi spazi del sito saranno accessibili ai visitatori già a partire dal prossimo anno.

Le istituzioni locali e le prospettive future

Il sindaco di Affi, Marco Sega, ha definito l’avanzamento del progetto un momento di grande rilevanza storica per la comunità. Sega ha inoltre sottolineato la responsabilità amministrativa nel valorizzare al meglio le risorse economiche assegnate, con l’obiettivo di restituire alla collettività l’ex base della NATO nel più breve tempo possibile.

Fonte: ARTnews

Crediti immagine: museum: scheduled to open in part next year